Gazzetta di Reggio

Totò e Zavattini, amicizia fra artisti 

di Giovanni Guidotti
Totò e Zavattini, amicizia fra artisti 

La Panizzi presta a Napoli le testimonianze sul ruolo dello sceneggiatore reggiano nei film del grande attore

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REGGIO EMILIA. In occasione del 50° anniversario della morte di Antonio De Curtis, in arte Totò, avvenuta il 15 aprile 1967, Napoli ricorda l’indimenticabile attore concittadino attraverso numerose iniziative, tra cui una mostra dove la cultura reggiana è presente con uno dei suoi massimi rappresentanti: Cesare Zavattini. Da oggi e fino al 9 luglio, all’interno del Maschio Angioino (Cappella Palatina), l’esposizione “Totò genio”, curata da Vincenzo Mollica in collaborazione con Alessandro Nicosia e promossa dalla società C.O.R. (“Creare organizzare realizzare) di Roma, proporrà in particolare, nella sezione intitolata “Genio fra i geni”, una serie di documenti sui rapporti fra Totò e numerosi artisti del Novecento che ne hanno ammirato l’intelligenza, l’istinto istrionico e la sensibilità, e tra questi il nostro Zavattini, interessato alle qualità dell’attore sin dagli anni ’30, quando, studente liceale nella capitale, si appassiona al “variété”. Già nel ’35, agli esordi della sua attività, l’autore luzzarese cerca senza successo di far interpretare a Totò il soggetto, scritto con Giaci Mondaini “Buoni per un giorno”, che il regista Mario Camerini intitolerà “Darò un milione” (1935). Nel ’40 ancora Zavattini pubblica sulla rivista “Cinema” il soggetto “Totò il buono”, facendolo firmare anche a De Curtis con l’intento di trarne un film, con lui come protagonista, che tuttavia non verrà realizzato per la mancanza di un produttore. Nel 1942 Zavattini trasforma “Totò il buono” in un romanzo, che dapprima pubblicato a puntate su “Tempo” e poi in forma di libro, solo nel ’51 diventa pellicola, purtroppo senza Totò – diverse vicende avverse lo impediranno – con il titolo di “Miracolo a Milano”.
I rapporti intercorsi fra l’artista luzzarese e Totò sono documentati da diversi materiali conservati nell’Archivio “Cesare Zavattini” della Biblioteca Panizzi, inseriti nel percorso espositivo. Tra di essi assumono notevole valore quelli legati a due film di Totò, in particolare la sceneggiatura originale di “San Giovanni decollato”, diretto da Amleto Palermi (1940), e il trattamento de “L’oro di Napoli” con la regia di Vittorio De Sica (1954), entrambi arricchiti da appunti manoscritti. L’archivio reggiano ha inoltre fornito alcune significative lettere e testi pubblicati su giornali, persino una divertente foto del giovane Antonio in divisa militare su un cavallo a dondolo, custodita per anni da Zavattini.
Ricordi e tracce della presenza di Totò nella nostra città si possono trovare nel materiale pubblicitario e in articoli sulla stampa, relativi a una serie di spettacoli al Teatro Ariosto dal 24 al 27 novembre 1932, con “Totò e la sua grande compagnia di riviste”. “Stasera vedrai...”, “Cerca... cerca... che la trovi”, “Coktail” e “Totò Charlot per amore” sono i titoli delle “fantasie comiche” alle quali “Il solco fascista”, quotidiano dell'epoca, dedica alcune recensioni, elogiando le qualità dell'attore partenopeo, definito “beniamino del pubblico” e apprezzato per “la comicità che affiora ad ogni battuta... spontanea e garbata per quel tanto che lo permette il genere d’arte, ma senza volgarità”.

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