Gazzetta di Reggio

Nuova vita ai burattini creati da Ernesto Rossi 

Nuova vita ai burattini creati da Ernesto Rossi 

Omaggio di Mauro Sarzi e Franzinelli a 50 anni dalla morte

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REGGIO EMILIA . Pochi sanno che Ernesto Rossi (1897-1967), democratico ribelle, incarcerato dal fascismo nel 1930-39 e confinato politico nel 1939-43, esule in Svizzera nel 1943-45, coautore nel 1941 con Eugenio Colorni e Altiero Spinelli del Manifesto di Ventotene (il substrato della futura Unione Europea), scoprì nel 1910 a Bologna il mondo dei burattini e, aiutato da un burattinaio emiliano e da sua madre Elide, costruì una dozzina di burattini e un teatrino, riscoperti nel 1917, durante una lunga licenza di convalescenza.
Questo particolare aspetto di un giovane Rossi nei panni del burattinaio col suo piccolo teatrino itinerante e per far “rivivivere” quella sua originale esperienza di inizio Novecento, sono alla base di un progetto frutto della collaborazione tra Mimmo Franzinelli storico e studioso dell'antifascismo e Mauro Sarzi , figlio di Otello, burattinaio appartenente ad una famiglia di teatranti che da cinque generazioni opera nel sociale portando avanti i valori di democrazia ed eguaglianza. Il progetto vede il sostegno della Fondazione Ernesto Rossi-Gaetano Salvemini di Firenze, della Fondazione Famiglia Sarzi (a Reggio Emilia gestisce la Casa dei Burattini) e della Human Arts onlus.
A Ernesto Rossi i burattini proprio piacevano. La riprova è nelle lettere che inviava dal carcere e dal confino alla sua adorata Ada che lui chiamava Pig diminutivo di Pigolina. Le concludeva con un burattino disegnato accanto alla firma. Si firmava "Esto". E a volte il burattino era inserito dentro una vignetta come "Esto seduto in una carrozzina, mentre sua moglie lo portava a spasso". Così mi tratterai - sottintendeva il disegno - quando sarò uscito dal carcere.
«Attualmente il teatrino e i burattini di Ernesto Rossi - ricordano Franzinelli e Sarzi - sono depositati al Museo del Comune di Vicchio (Firenze), la cui dirigente ci ha assicurato piena collaborazione per il progetto che presenti in modo creativo ai giovani e alle scuole in modo particolare, il mondo dei burattini di Ernesto Rossi, visualizzando simbolicamente le traversie di un uomo libero che, rinchiuso in prigione, non si arrende e insieme ad altri confinati prefigura gli orizzonti di un’Europa federale, in una prospettiva dialogante tra popoli diversi, affratellati dalla fiducia nella convivenza pacifica e nella solidarietà. Questo è infatti il messaggio dei burattini di Ernesto Rossi, eredità preziosa che vogliamo restituire al patrimonio di conoscenza collettiva in un momento particolarmente delicato per la vita europea».
Per la realizzazione del progetto è prevista un’installazione a ferro di cavallo costituita da pannelli dove sono proiettate le gigantografie di alcune lettere di Ernesto Rossi, dal teatrino realizzato dallo stesso Rossi dove vengono animati i suoi burattini e, infine, due tele laterali dove, attraverso il teatro delle ombre, vengono rappresentate le otto scenette contenute nelle lettere che Ernesto scrisse alla madre Elide. Gli spettatori parteciperanno al percorso sotto la guida di Mimmo Franzinelli.
Il progetto sarà itinerante, dopo l’inaugurazione a Ventotene, andrà al Quirinale, poi Firenze, Cagliari, Bologna, Reggio Emilia, Locarno e infine Bruxelles. Si ipotizza anche la produzione di un dvd.

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