Operaie davanti al tornio e gli uomini in trincea
Il ruolo delle donne italiane durante la Prima Guerra Mondiale Mostra fotografica e documentaristica allestita al Museo Cervi
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GATTATICO. Nell’ambito del 70esimo anniversario del voto alla donne, l’Istituto Cervi prosegue nel suo lavoro di scavo, ricerca ma anche di divulgazione del ruolo che le donne hanno avuto nella costruzione delle istituzioni democratiche.
Si inseriscono in questo percorso anche le celebrazioni della Grande Guerra, che sono in questo senso uno stimolo per verificare e approfondire come già a inizio secolo gli eventi tragici legati alla guerra avessero modificato in profondità la storia sociale e i costumi, con le donne diventate per la prima volta parte attiva della economia e della società.
Così nella sala Genoeffa Cocconi e della Solidarietà, fino al 21 maggio è visitabile la mostra Le donne e la Grande Guerra. La mostra si compone di pannelli che ricostruiscono la Prima guerra dal punto di vista dei ruoli che le donne vi esercitarono. In questo senso la mostra avvalora la teoria ormai storicamente acquisita della Seconda guerra come conseguenza delle dinamiche sociali e politiche che seguirono alla I guerra. Un focus particolare viene dedicato al Congresso internazionale delle donne per la Pace che si tenne all’Aia nel 1915, che bene mette in evidenza il ruolo attivo e articolato che le donne si stavano ritagliando in quei tempi bui.
Dal 1915, infatti, i posti di molti contadini ed operai furono lasciati vuoti e vennero coperti da chi era restato e non sarebbe mai stato chiamato al fronte: le donne. Non che fossero del tutto nuove a questo tipo di esperienza: molte di loro erano già abituate a contribuire al lavoro nei campi mentre, a livello industriale, la loro presenza era già stata registrata nel settore tessile. Ma adesso il loro numero aumentava in modo sensibile, portandole ad essere presenti in settori del tutto nuovi come metallurgia (riconvertita alle esigenze belliche), meccanica, trasporti e mansioni di tipo amministrativo.
Giorni e orari di apertura del Museo Cervi fino al 31 ottobre: martedì, mercoledì, giovedì, venerdì 9-13 (giovedì e venerdì anche 15-19); sabato e domenica 10-13 e 15-19.
Si inseriscono in questo percorso anche le celebrazioni della Grande Guerra, che sono in questo senso uno stimolo per verificare e approfondire come già a inizio secolo gli eventi tragici legati alla guerra avessero modificato in profondità la storia sociale e i costumi, con le donne diventate per la prima volta parte attiva della economia e della società.
Così nella sala Genoeffa Cocconi e della Solidarietà, fino al 21 maggio è visitabile la mostra Le donne e la Grande Guerra. La mostra si compone di pannelli che ricostruiscono la Prima guerra dal punto di vista dei ruoli che le donne vi esercitarono. In questo senso la mostra avvalora la teoria ormai storicamente acquisita della Seconda guerra come conseguenza delle dinamiche sociali e politiche che seguirono alla I guerra. Un focus particolare viene dedicato al Congresso internazionale delle donne per la Pace che si tenne all’Aia nel 1915, che bene mette in evidenza il ruolo attivo e articolato che le donne si stavano ritagliando in quei tempi bui.
Dal 1915, infatti, i posti di molti contadini ed operai furono lasciati vuoti e vennero coperti da chi era restato e non sarebbe mai stato chiamato al fronte: le donne. Non che fossero del tutto nuove a questo tipo di esperienza: molte di loro erano già abituate a contribuire al lavoro nei campi mentre, a livello industriale, la loro presenza era già stata registrata nel settore tessile. Ma adesso il loro numero aumentava in modo sensibile, portandole ad essere presenti in settori del tutto nuovi come metallurgia (riconvertita alle esigenze belliche), meccanica, trasporti e mansioni di tipo amministrativo.
Giorni e orari di apertura del Museo Cervi fino al 31 ottobre: martedì, mercoledì, giovedì, venerdì 9-13 (giovedì e venerdì anche 15-19); sabato e domenica 10-13 e 15-19.
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