Gazzetta di Reggio

Il partigiano Arno e le sue memorie Libro con la Gazzetta 

Il partigiano Arno e le sue memorie Libro con la Gazzetta 

Gli anni alla vigilia della guerra e la lotta in montagna raccontati dall’attuale presidente dell’Anpi bolognese

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REGGIO EMILIA. “Memorie di un partigiano - Uno scorcio di vita vissuta” di Ermenegildo Bugni e pubblicato da Editore Lui, è il volume in vendita a 9 euro nelle edicole (più il prezzo del quotidiano) insieme alla Gazzetta di Reggio. Alla sua prima pubblicazione il manoscritto fu presentato dall’allora, ancora in vita, Bartolomeo Nicoletti (Barba) comandante la Compagnia della Divisione Modena Montagna in cui Arno militò: «Questo manoscritto, il suo autore lo ha tenuto in un cassetto per più di 20 anni, una serie di circostanze, ma anche uno scarso interessamento dell'interessato ne hanno impedito la pubblicazione negli anni '60-'70. Ora, dopo i tantissimi anni trascorsi dagli avvenimenti trattati, non è male che esso venga alla luce e si aggiunga alle molte pubblicazioni che hanno testimoniato le vicende della Resistenza e della lotta partigiana. La storia raccontata è una delle tante e penso che possa arricchire la conoscenza sulla società italiana degli anni '30-'40».
«lo allora vivevo in montagna – prosegue “Barba” nella prefazione – e avevo scarsissima conoscenza della vita che si conduceva nella pianura e nelle città. l mezzi di trasporto scarsi, la quasi inesistenza di opportunità, i pochi soldi a disposizione e la carenza di tempo libero, obbligavano i paesani, i montanari e i cittadini a rarissimi spostamenti. Questo racconto evidenzia molti dei comportamenti di vita esistenti in quei tempi e spiega come tanti giovani vivevano la scuola, il posto di lavoro e in generale la loro adolescenza. Inoltre, il racconto svela il dramma di una famiglia perseguitata dalla dittatura fascista. Poi, il dramma della guerra che, oltre ad accentuare lo stato di povertà, divise disumanamente le famiglie, coinvolgendo nel dramma tantissimi giovani, portando via loro la libertà, la vita o quantomeno gli anni più belli, quelli della adolescenza. L'impari lotta contro i nazifascisti, in cui molti giovani si impegnarono per far conquistare al Paese la libertà e la dignità perduta, fu veramente dura e a guerra finita molti si ritrovarono mutilati e invalidi. Si nota nel racconto come l'autore rievoca episodi di scontri partigiani con il nemico; la sua preoccupazione è di limitare l'attenzione del lettore solo su alcuni di essi, trascurandone altri, onde evitare una possibile e inutile retorica. Tende però ad evidenziare i grandi sacrifici e gli sforzi fisici di una vita disagiata in montagna. Fu certamente quella dei partigiani di montagna una dura vita che in ogni momento li esponeva alle insidie del tempo e del nemico che spesso si contornava di spie. Nella narrazione risaltano anche aspetti sconosciuti che nell'insieme danno un valido contributo per capire anche lati negativi ed il tutto ha un grande valore umano».

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