Paola Turci al teatro Valli: «Porterò sul palco il mio secondo cuore»
La cantante il 23 maggio a Reggio Emilia con il suo ultimo album: «Canto la luce alla fine di un lungo percorso»
REGGIO EMILIA. «La musica è il mio secondo cuore e ho voglia di raccontarlo sul palco, ancora una volta».
Paola Turci è pronta a partire per un tour lungo e impegnativo, che la terrà occupata praticamente sino all’estate inoltrata, e lo fa professando l’eterno amore per la musica.
Paola Turci racconta il suo rapporto con la musica
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Dopo la partenza il 6 maggio a Todi, una delle tappe più attese della prima fase è quella in programma a Reggio Emilia il 23 maggio al teatro Valli, in uno degli ultimi eventi dell’edizione 2017 della rassegna Leggera, proposta da Arci.
Il nuovo disco ha ricevuto solo apprezzamenti. Cosa dobbiamo aspettarci dal tour?
«So che il mio pubblico storico è già pronto, mi hanno detto cose meravigliose, che questo è il mio album più bello. E questa frase, detta da chi conosce tutti i miei dischi, è una grande soddisfazione. Nel disco c’è tanta vitalità, e ora voglio metterla sul palco».
È così contenta?
«Io lavoro cercando sempre di dare il massimo, ogni volta voglio fare il disco della vita».
Ci è riuscita?
«In questo disco c’è una bella energia. Volevo che tutto fosse centrato sulla grinta».
Grinta positiva. Da dove arriva? Di solito sono i sentimenti cupi a ispirare l’arte.
«Per me questa è una conquista alla fine di un lungo cammino che ho fatto per togliermi di dosso quell’insicurezza, quella paura che mi limitava anche nello scrivere canzoni».
Adesso le sue canzoni non hanno più paura?
«Volevo canzoni che avessero luce. È un cammino che ho iniziato con la scrittura della autobiografia e che mi ha portato a questo ultimo disco, al “Mio secondo cuore” per citare il titolo».
Il secondo cuore è un omaggio a un testo di Enzo Avitabile...
«Avitabile è l’autore dell’idea del secondo cuore, da lì sono partita. E per questo ho voluto inserirlo anche come autore del mio secondo singolo, la “Vita che ho deciso”, in uscita in questi giorni».
Cuore e vita insieme. Li lega la musica?
«Sì, il mio secondo cuore è la musica, e “La vita che ho deciso” parla della mia storia, la storia di una ragazza che voleva vivere di musica».
A proposito di omaggi, a Sanremo ha reinterpretato “Un’emozione da poco” di Anna Oxa. E ha messo la cover anche su disco. Un altro tributo?
«Anna Oxa era rivoluzionaria, per come cantava e per come si poneva. Il festival in cui ha presentato “Un’emozione da poco” è stato il primo che ho visto in tv, mi colpì enormemente».
La sente sua?
«Era molto adatta anche a questo disco, con la sua energia, ed è una canzone bellissima, l’hanno scritta Ivano Fossati e Guido Guglielminetti, due grandissimi autori».
Lei ha un approccio molto anglosassone ai rifacimenti di brani altrui. Un omaggiare al comune amore, chiamato musica?
«Questa è la verità, questa sono io, ho sempre la chitarra in mano e amo suonare quello che sento e apprezzo, soprattutto in concerto».
Davvero?
«Amo i concerti “extra-ordinari”, la scorsa settimana ho suonato con Paolo Fresu per la Fondazione Rava a supporto dei bambini di Haiti e del centro Italia. Io alla chitarra, lui alla tromba, e abbiamo suonato le canzoni che amiamo, De André, Cohen. Adoro la musica, mi piace abbracciarla, viverci dentro, suonarla».
Fra poco potrà farlo spesso dal vivo. Che tour vedremo, come suoni e arrangiamenti?
«Sul palco saremo in cinque, basso, chitarra elettrica, batteria, tastiere ed io alla chitarra acustica. Ho aggiunto le tastiere di recente».
La chitarra non la molla mai?
«In questo tour ogni tanto la lascerò, e farò solo l’interprete».
Per una chitarrista come lei, non è un po’ abbandonare la coperta di Linus?
«Un po’ sì, la mia dimensione preferita è quella solitaria, solo voce e chitarra: ho iniziato così a 11 anni».
Allora perché questa novità?
«Anche a Sanremo non ho portato la chitarra, non volevo nascondere nulla di me. Premesso che poi, se uno non ha da suonare parti particolari e precise, la chitarra a Sanremo la suona per finta».
PREVENDITE. Il concerto di Paola Turci è al teatro Valli il 23 maggio, all’interno della rassegna Leggera promossa dall’Arci con la collaborazione della Fondazione I Teatri e il sostegno di Hera Comm.
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