A Casa Cervi si riflette su “Arte e memoria”
Il libro di Stefano Storchi e Tiziano Soresina sarà presentato domani Nell’occasione il naïf Brenno Benatti donerà una sua opera al museo
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GATTATICO. Non solo ricordare, ma anche rinnovare i valori della Resistenza. È il doppio miracolo di “Arte e memoria”, il libro di Stefano Storchi (architetto e presidente della sezione Anpi di Guastalla) e Tiziano Soresina (giornalista della Gazzetta di Reggio e grande conoscitore del movimento naïf) che sarà presentato domani mattina alle 10.30 nella sala Genoeffa Cocconi al Museo Cervi.
Nel volume sono raccolte una trentina di opere (fotografate da Fausto Franzosi) con cui gli artisti guastallesi hanno raccontato la Resistenza dagli anni Cinquanta ad oggi. Case di latitanza, fucilazioni, staffette in bicicletta, retate, abitazioni incendiate sono poi state commentate dai due autori che, tra l’altro, hanno anche intervistato gli artisti in vita raccogliendo le loro testimonianze nelle schede in fondo al catalogo. E proprio durante uno di questi colloqui è avvenuto l’incredibile: il pittore naïf Brenno Benatti, nel raccontare la storia della sua famiglia, ha sentito il desiderio di imprimere le parole sulla tela e ha realizzato le due stupende opere-racconto “All’alba” e “L’ora di pranzo nella casa di latitanza”. Quest’ultima, domani mattina, sarà donata al Museo Cervi alla presenza di Albertina Soliani (presidente dell’Istituto Alcide Cervi), Camilla Verona (sindaco di Guastalla), lo storico dell’arte Marzio Dall’Acqua, il grafico e fotografo Alberto Nodolini, e gli autori Stefano Storchi e Tiziano Soresina. Il quadro rappresenta un’abitazione di campagna in cui abitavano i Nasciuti e i Casotti. Contadini coraggiosi che appoggiarono concretamente la Resistenza. «Mia zia – svela Benatti – mi raccontò dei partigiani nascosti nel pagliaio per ripararsi dal freddo, di una botola usata come nascondiglio, delle armi infilate nelle botti e di quell’inconfondibile fischio all’alba per radunarsi. E poi l’uccisione del fascista vicino a casa, il cui cadavere fu nascosto di notte per evitare rappresaglie».
Memorie, miti, ferite ancora aperte che grazie all’arte, e al libro “Arte e memoria”, non saranno dimenticati. (m.r.)
Nel volume sono raccolte una trentina di opere (fotografate da Fausto Franzosi) con cui gli artisti guastallesi hanno raccontato la Resistenza dagli anni Cinquanta ad oggi. Case di latitanza, fucilazioni, staffette in bicicletta, retate, abitazioni incendiate sono poi state commentate dai due autori che, tra l’altro, hanno anche intervistato gli artisti in vita raccogliendo le loro testimonianze nelle schede in fondo al catalogo. E proprio durante uno di questi colloqui è avvenuto l’incredibile: il pittore naïf Brenno Benatti, nel raccontare la storia della sua famiglia, ha sentito il desiderio di imprimere le parole sulla tela e ha realizzato le due stupende opere-racconto “All’alba” e “L’ora di pranzo nella casa di latitanza”. Quest’ultima, domani mattina, sarà donata al Museo Cervi alla presenza di Albertina Soliani (presidente dell’Istituto Alcide Cervi), Camilla Verona (sindaco di Guastalla), lo storico dell’arte Marzio Dall’Acqua, il grafico e fotografo Alberto Nodolini, e gli autori Stefano Storchi e Tiziano Soresina. Il quadro rappresenta un’abitazione di campagna in cui abitavano i Nasciuti e i Casotti. Contadini coraggiosi che appoggiarono concretamente la Resistenza. «Mia zia – svela Benatti – mi raccontò dei partigiani nascosti nel pagliaio per ripararsi dal freddo, di una botola usata come nascondiglio, delle armi infilate nelle botti e di quell’inconfondibile fischio all’alba per radunarsi. E poi l’uccisione del fascista vicino a casa, il cui cadavere fu nascosto di notte per evitare rappresaglie».
Memorie, miti, ferite ancora aperte che grazie all’arte, e al libro “Arte e memoria”, non saranno dimenticati. (m.r.)
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