Gazzetta di Reggio

Turisti da tutto il mondo nell’oasi di VerdeNoce 

di Luigi Vinceti
Turisti da tutto il mondo nell’oasi di VerdeNoce 

Una vecchia casa colonica trasformata in un bio-agriturismo Rossano Benevelli: «Era un sogno, ora vengono qui da ogni parte»

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ALBINEA. È decisamente improbabile che un reggiano scelga di trascorrere qualche giorno in un bed & breakfast che si trova a otto chilometri da Reggio.
Più facile che a fare questa scelta siano... australiani, norvegesi, messicani, arabi di Dubai. È proprio ciò che accade nel singolare luogo di ospitalità, creato in quella che un tempo era una casa da contadini, a Noce di Borzano di Albinea, un posto assolutamente fuori mano che solo le mappe telematiche riescono ad individuare facendo arrivare gli ospiti da ogni angolo della terra.
«Nel 2011, quando papà Ideo e mamma Olga sono scomparsi, pochi giorni l’uno dall’altro – racconta Rossano Benevelli – ho pensato di tenere in vita le vecchia casa in cui sono nato e vivevano i miei genitori. Sembrava un sogno: ora da qui passa il mondo».
Non deve essere stato facile scrostare le mura per portare alla luce le pietre, salvare le travi che sorreggevano l’abitazione e la stalla, mettere le imposte nel fienile e nel sottotetto. Ma alla fine, dopo oltre tre anni di fatiche, Rossano (che superata la soglia del mezzo secolo ha così cambiato mestiere) c’è riuscito. «Aiutato – sottolinea subito – da mia moglie Ivana. L’abbiamo chiamata VerdeNoce perché qui il verde non manca e siamo appunto alla Noce. Abbiamo aperto il 20 settembre 2015 facendo subito il pieno perché era il giorno del concerto di Ligabue al Campovolo».
A dire il vero si fa presto ad avere il tutto esaurito. Ci sono solo quattro stanze matrimoniali, due quadruple e un mini nel sottotetto. Il tutto nel silenzio della campagna. Chi fa più rumore è lo stesso proprietario che ha sempre fatto l’agricoltore e non smette di andare, con un piccolo trattore, su e giù per gli avvallamenti che circondano la casa e sui quali si distendono in perfetta geometria lunghi filari di viti. Già, il vino. Lambrusco e Cabernet sono l’unica bevanda in dispensa. Eccezion fatta per la colazione che viene servita ogni mattina.
«Tutti ci chiedono una mèta da raggiungere: è una specie di caccia al tesoro. C’è chi vuole visitare il museo della Ferrari, chi intende fare la spesa. Mandiamo a Parma chi cerca prosciutti, a Modena chi ama l’aceto balsamico, a Reggio chi vuole fare il pieno di Parmigiano Reggiano. Suggeriamo anche i più tipici luoghi di ristoro dell’area emiliana». «Non ho studiato l’inglese – racconta Rossano – ma alcune cose le ho imparate e se serve ci sono i traduttori simultanei. I contatti con gli stranieri li teniamo con le nuove tecnologie. Se ne occupa mio figlio Maicol, che ha studiato all’università». Oggi, su Google, VerdeNoce conta cinque stelle.
La vecchia casa colonica sembra uscita dalle pagine di una rivista specializzata. Tutto lindo, comodo (servizi in ogni stanza), sorridente, silenzioso. E basta uscire per incappare in lepri, fagiani, qualche volta daini e caprioli. In primavera trionfano il verde e il giallo dei fiori nei prati.
L’antico edificio che accoglieva il contadino è proprio nato a nuova vita e sino al prossimo novembre gli stranieri hanno già garantito il tutto esaurito.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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