Gazzetta di Reggio

Reggio Emilia, alla scoperta della città grazie alle porte aperte nei palazzi

di Luigi Vinceti
Reggio Emilia, alla scoperta della città grazie alle porte aperte nei palazzi

Sabato 13 maggio visite guidate negli antichi edifici con l’Associazione dimore storiche italiane

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REGGIO EMILIA. Sono tanti coloro che affermano che la nostra città è bella soprattutto “dentro”. Vale a dire nei cortili, negli interni delle chiese, dei palazzi in particolare nelle dimore storiche che normalmente sono private e quindi non rimangono aperte al pubblico. Se qualcuno nutrisse ancora qualche dubbio potrà levarselo sabato 13 maggio perché alcuni di quei cancelli potranno essere varcati grazie all’impegno della sezione reggiana dell’Adsi, l’Associazione dimore storiche italiane.

«Da Reggio alla Lombardia – precisa Giuliano Manfredi referente per la nostra città– l’appuntamento è rinviato di una settimana mentre noi potremo beneficiarne in anticipo. Saranno sei i luoghi accessibili con apertura al pubblico attraverso visite guidate ogni 30 minuti e con orari che vanno dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. L’ingresso, mi preme ricordarlo, è assolutamente libero».

L’iniziativa gode del patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali, del Comune di Reggio e della Provincia, e del sostegno della Fondazione Manodori, del Gruppo volontari di protezione civile, della Banca del Fucino, di Reale mutua e della Mapei.

«Vorrei ringraziare – prosegue Manfredi – per la disponibilità concessa dai proprietari delle dimore storiche private oltre a monsignor Gianfranco Gazzotti per l’apertura della basilica e della sagrestia di San Prospero (che sarà sospesa alle ore 18 per i riti religiosi), il Comitato per il restauro della torre dello stesso tempio, Diego Menozzi, il gruppo delle guide storico-artistiche che saranno presenti in ogni dimora aperta, il gruppo Volontari protezione civile “Città del Tricolore”, gli studenti del settore accoglienza turistica dell’istituto professionale Motti e tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione dell’evento. Come l’ingegner Stefano Ovi e gli architetti Maria Cristina Costa, Stefano Maccarini Foscolo, Francesco Lenzini e Ilaria Gasparini».

L’edizione del 2017 sarà la settima che si svolge nella nostra città e si propone di far scoprire al grande pubblico angoli di città difficilmente visibili, perché appunto di proprietà privata, e di illustrare gli eventi salienti di natura storico-artistica accaduti in quegli ambienti. Nello stesso tempo verranno evidenziati i problemi di tutela e conservazione di importanti beni del passato, spesso poco noti. I visitatori intuiranno come i palazzi storici, i loro cortili e i loro contenuti, costituiscano attrattive da tutelare.

Il 14 maggio, festa della mamma, l’Adsi e l’Airc (ricerca sul cancro) promuoveranno poi la vendita di azalee nel cortile di Palazzo Bertani. «L’Associazione dimore storiche italiane – conclude Manfredi – è una grande associazione che si batte per garantire un futuro al patrimonio italiano dei beni culturali, l’unica ricchezza che ci vede primi nel mondo. Collabora con enti pubblici e privati, con le università ed altre associazioni sensibili a questi temi e cerca di coinvolgere l’opinione pubblica attraverso ricerche, studi, convegni e pubblicazioni».

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