Avati e Tozzi al FestivaLove
Si arricchisce il programma della due giorni di Scandiano
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SCANDIANO. L’amore per la natura con uno dei più conosciuti divulgatori della tv italiana, Mario Tozzi. Il cinema e l’amore con uno dei principali maestri italiani, Pupi Avati. Continua a ingrandirsi, con nomi prestigiosi e di grande appeal, il cartellone di festivaLove, la tre giorni in programma dal 26 al 28 maggio a Scandiano.
Una rassegna, erede della notte bianca, arrivata alla terza edizione con un programma in crescita, capace ogni anno di radunare decine di migliaia di persone. La proposta musicale conta già su Nicola Piovani, Irene Grandi e Cristiano De André (impegnato in un tributo al repertorio del padre Fabrizio). Nel centro della cittadina vi saranno poi due giorni di circo con parecchi artisti di mezzo mondo. Adesso si inizia a definire il comparto culturale, con l’ufficializzazione di due degli ospiti di peso, Mario Tozzi e Pupi Avanti. Entrambi saranno protagonisti di incontri nel cortile interno della Rocca del Boiardo, destinato a diventare il “salotto culturale” del festival come già in passato. Tozzi parlerà alle 15 di sabato 27 maggio, Pupi Avati interverrà domenica 28 maggio alle 11. Con i rispettivi linguaggi parleranno a modo loro di amore, tema centrale di tutta la rassegna dalla sua ideazione: la base concettuale di festivaLove è l’amore, in omaggio all’Orlando Innamorato scritto dallo scandianese Matteo Maria Boiardo, vecchio “padrone” della Rocca in periodo rinascimentale. Il 58enne Mario Tozzi è un geologo impiegato al Cnr e conduttore televisivo di tanti programmi scientifici in Rai, da Gaia a King Kong, ospite di riferimento di Geo & Geo e ideatore di parecchi approfondimenti a temi. Con lui si ragionerà di paure e pregiudizi nell’incontro “Territorio da amare. Prevenire le paure fuori luogo ascoltando il linguaggio delle catastrofi”.
Altrettanto noto è Pupi Avati, uno dei decani del cinema italiano. Il regista bolognese incontrerà il pubblico «per dare la sua definizione di amore e ascoltare parole in libertà sul tema del romanticismo», spiega l’assessore Alberto Pighini.
«Volevamo ragionare di cinema e delle sue modalità espressive legate all’amore, e Avati è uno dei principali registi italiani, nella sua carriera ha ragionato spesso le relazioni umane e l’affettività. Era una figura ideale per il nostro festival». (adr.ar.)
Una rassegna, erede della notte bianca, arrivata alla terza edizione con un programma in crescita, capace ogni anno di radunare decine di migliaia di persone. La proposta musicale conta già su Nicola Piovani, Irene Grandi e Cristiano De André (impegnato in un tributo al repertorio del padre Fabrizio). Nel centro della cittadina vi saranno poi due giorni di circo con parecchi artisti di mezzo mondo. Adesso si inizia a definire il comparto culturale, con l’ufficializzazione di due degli ospiti di peso, Mario Tozzi e Pupi Avanti. Entrambi saranno protagonisti di incontri nel cortile interno della Rocca del Boiardo, destinato a diventare il “salotto culturale” del festival come già in passato. Tozzi parlerà alle 15 di sabato 27 maggio, Pupi Avati interverrà domenica 28 maggio alle 11. Con i rispettivi linguaggi parleranno a modo loro di amore, tema centrale di tutta la rassegna dalla sua ideazione: la base concettuale di festivaLove è l’amore, in omaggio all’Orlando Innamorato scritto dallo scandianese Matteo Maria Boiardo, vecchio “padrone” della Rocca in periodo rinascimentale. Il 58enne Mario Tozzi è un geologo impiegato al Cnr e conduttore televisivo di tanti programmi scientifici in Rai, da Gaia a King Kong, ospite di riferimento di Geo & Geo e ideatore di parecchi approfondimenti a temi. Con lui si ragionerà di paure e pregiudizi nell’incontro “Territorio da amare. Prevenire le paure fuori luogo ascoltando il linguaggio delle catastrofi”.
Altrettanto noto è Pupi Avati, uno dei decani del cinema italiano. Il regista bolognese incontrerà il pubblico «per dare la sua definizione di amore e ascoltare parole in libertà sul tema del romanticismo», spiega l’assessore Alberto Pighini.
«Volevamo ragionare di cinema e delle sue modalità espressive legate all’amore, e Avati è uno dei principali registi italiani, nella sua carriera ha ragionato spesso le relazioni umane e l’affettività. Era una figura ideale per il nostro festival». (adr.ar.)
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