Clic che viaggiano nel tempo
di CHIARA CABASSA
Domani mattina Stati generali della fotografia con il ministro Franceschini
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La città, secondo un copione ormai consolidato, nel primo week end di maggio magicamente si accende. In realtà, la magìa è frutto ogni anno di un importante lavoro che coinvolge protagonisti della fotografia, della cultura e del sapere, per sollecitare un confronto fra differenti espressioni di creatività e di pensiero. Poi, arrivano loro, le giornate inaugurali di Fotografia Europea, e scopriamo che esiste anche una Reggio Emilia a colori.
Ma l’edizione 2017 del Festival si presenta con alcune novità, in quanto a forma e contenuti, che vale la pena evidenziare. Si tratta innanzitutto della prima edizione che nasce sotto l’egida della collaborazione tra Fondazione Palazzo Magnani e Comune di Reggio Emilia. Ma soprattutto, a saltare agli occhi, è l’impronta nazionale che contraddistingue quest’anno Fotografia Europea. È infatti proprio nella nostra città che, quest’anno, si terranno gli Stati generali della fotografia italiana. E sarà proprio la seconda giornata del convegno nazionale sulla fotografia, presieduto dal ministro Dario Franceschini, a dare il via – domani – alla dodicesima edizione di Fotografia Europea. A confermare che Fotografia Europea è ormai diventato il festival fotografico italiano per eccellenza.
Alla Cavallerizza domani alle 11 (dopo i saluti del sindaco Luca Vecchi e dell’assessore regionale Massimo Mezzetti) sarà il ministro dei beni e della attività culturali e del turismo Dario Franceschini a presentare le linee guida del piano di sviluppo strategico per la fotografia. A seguire, dalle 11.30 alle 13.30, una tavola rotonda su “Fotografia, informazione, post verità: rivoluzione digitale e social media”. Mario Calabresi, direttore di Repubblica, dialogherà con Kate Edwards (The Guardian News and Media); Renata Ferri (giornalista di Photoeditor); Maria Grazia Mattei (direttore di Meet the Media Guru); Susan Meiselas (fotografa e presidente di Magnum Foundation); Piero Percoco, (fotografo); Pietro Righi Riva e Nocolò Tedeschi (Fondatori Santa Ragione di Milano), Fred Ritchin (decano della Scuola, International Center of Photography di New York), Daniella Zalcman (fotografa).
Curata da un comitato scientifico composto da Diane Dufour (direttrice Le Bal, Parigi), Elio Grazioli (Università degli studi di Bergamo), Walter Guadagnini (direttore Camera, Torino), Fotografia Europea 2017 ruota attorno al tema “Mappe del tempo. Memoria, archivi, futuro”. Il tema dell’edizione, come indica il titolo e scandisce il sottotitolo, è l’archivio, ovvero come gli artisti si sono confrontati con esso nel corso degli ultimi anni. Lo hanno fatto utilizzando una modalità che è sicuramente diversa da quella degli storici e degli archivisti, cioè più critica e creativa piuttosto che strettamente documentaria. Sono quindi messi in discussione, con i mezzi e i modi dell’arte, l’idea di storia, di memoria e anche, di conseguenza, di visione del presente e del futuro. Si pensi a quello che è considerato l’archivio per eccellenza a disposizione di tutti, internet, ma anche ai nuovi sistemi - lo “spettacolo”, i “metadata”, la “post-verità” - di manipolazione e ibridazione del documento. La fotografia, da sempre legata alla registrazione e considerata documento del passato diventa qui una “mappa del tempo” più complessa e variegata, un modo di viaggiare tra le diverse dimensioni temporali, di fare mappe multidimensionali.
In conclusione, “Mappe del tempo” significa dunque questo potere dell’immagine di essere la carta topografica della memoria e insieme la rappresentazione propositiva del futuro. Da Palazzo Magnani ai Chiostri di San Pietro passando da San Domenico, Fotografia Europea si propone dunque di rimettere in gioco tali riflessioni e di articolarle sulla concretezza dell’attualità.
Ma l’edizione 2017 del Festival si presenta con alcune novità, in quanto a forma e contenuti, che vale la pena evidenziare. Si tratta innanzitutto della prima edizione che nasce sotto l’egida della collaborazione tra Fondazione Palazzo Magnani e Comune di Reggio Emilia. Ma soprattutto, a saltare agli occhi, è l’impronta nazionale che contraddistingue quest’anno Fotografia Europea. È infatti proprio nella nostra città che, quest’anno, si terranno gli Stati generali della fotografia italiana. E sarà proprio la seconda giornata del convegno nazionale sulla fotografia, presieduto dal ministro Dario Franceschini, a dare il via – domani – alla dodicesima edizione di Fotografia Europea. A confermare che Fotografia Europea è ormai diventato il festival fotografico italiano per eccellenza.
Alla Cavallerizza domani alle 11 (dopo i saluti del sindaco Luca Vecchi e dell’assessore regionale Massimo Mezzetti) sarà il ministro dei beni e della attività culturali e del turismo Dario Franceschini a presentare le linee guida del piano di sviluppo strategico per la fotografia. A seguire, dalle 11.30 alle 13.30, una tavola rotonda su “Fotografia, informazione, post verità: rivoluzione digitale e social media”. Mario Calabresi, direttore di Repubblica, dialogherà con Kate Edwards (The Guardian News and Media); Renata Ferri (giornalista di Photoeditor); Maria Grazia Mattei (direttore di Meet the Media Guru); Susan Meiselas (fotografa e presidente di Magnum Foundation); Piero Percoco, (fotografo); Pietro Righi Riva e Nocolò Tedeschi (Fondatori Santa Ragione di Milano), Fred Ritchin (decano della Scuola, International Center of Photography di New York), Daniella Zalcman (fotografa).
Curata da un comitato scientifico composto da Diane Dufour (direttrice Le Bal, Parigi), Elio Grazioli (Università degli studi di Bergamo), Walter Guadagnini (direttore Camera, Torino), Fotografia Europea 2017 ruota attorno al tema “Mappe del tempo. Memoria, archivi, futuro”. Il tema dell’edizione, come indica il titolo e scandisce il sottotitolo, è l’archivio, ovvero come gli artisti si sono confrontati con esso nel corso degli ultimi anni. Lo hanno fatto utilizzando una modalità che è sicuramente diversa da quella degli storici e degli archivisti, cioè più critica e creativa piuttosto che strettamente documentaria. Sono quindi messi in discussione, con i mezzi e i modi dell’arte, l’idea di storia, di memoria e anche, di conseguenza, di visione del presente e del futuro. Si pensi a quello che è considerato l’archivio per eccellenza a disposizione di tutti, internet, ma anche ai nuovi sistemi - lo “spettacolo”, i “metadata”, la “post-verità” - di manipolazione e ibridazione del documento. La fotografia, da sempre legata alla registrazione e considerata documento del passato diventa qui una “mappa del tempo” più complessa e variegata, un modo di viaggiare tra le diverse dimensioni temporali, di fare mappe multidimensionali.
In conclusione, “Mappe del tempo” significa dunque questo potere dell’immagine di essere la carta topografica della memoria e insieme la rappresentazione propositiva del futuro. Da Palazzo Magnani ai Chiostri di San Pietro passando da San Domenico, Fotografia Europea si propone dunque di rimettere in gioco tali riflessioni e di articolarle sulla concretezza dell’attualità.
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