PERDERSI PER MOSTRE
Da Basilico ad Araki, anche i grandi ora vogliono esporre con gli Off
REGGIO EMILIA. Il Circuito Off, quest’anno, supera se stesso. Da domani 5 maggio fino al 9 luglio saranno 400 le mostre nate dalla spontanea iniziativa dei reggiani, con più di duemila persone...
2 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA. Il Circuito Off, quest’anno, supera se stesso. Da domani 5 maggio fino al 9 luglio saranno 400 le mostre nate dalla spontanea iniziativa dei reggiani, con più di duemila persone coinvolte. Per due mesi le fotografie del Circuito Off ci coglieranno di sorpresa nei luoghi più impensati: negozi, bar, ristoranti, banche, librerie; ma anche teatri, circoli e interi quartieri. Impossibile descriverle tutte... cerchiamo di sfiorare le “più imperdibili” tenendo conto del fatto che quest’anno nel Circuito Off espongono anche grandi nomi della fotografia nazionale e non solo. Un nome? Gabriele Basilico che è entrato in sintonia con l’architettura inventiva, razionale e preveggente di Alvaro Siza, realizzando gli scatti di “Non è architettura senza luce”. La mostra è alla galleria Vicolo Folletto Art Factories (in vicolo Folletto 1). Alla Galleria 13 (in via Roma) si trovano invece le opere di Nobuyoshi Araki, che dagli anni Sessanta ad oggi ha declinato il proprio sguardo estremo e dissacrante attraverso il filtro culturale ed estetico del Giappone. Con Alex Webb e Rebecca Norris Webb (in mostra con “Violet Isle” allo Spazio Fotografia San Zenone, in via San Zenone 2/b) si va alla scoperta di Cuba.Ma i luoghi colorati dal Circuito Off sono tantissimi: da via Roma (esempio imbattibile di condivisione e apertura) a via Due Gobbi, la strada più artistica di Reggio in cui si trova l’atelier dal sapore parigino “Viaduegobbitre”. Nella chiesa dei Santi Carlo e Agata, in via San Carlo, si potranno ammirare le installazioni di Marcella Vanzo. Tra i luoghi del Circuito Off ci sarà anche la Polveriera, esempio concreto di uno dei più importanti interventi di riqualificazione e risocializzazione della città. Lo spazio ospiterà la mostra di Marcello Donadelli, vincitore del circuito Off 2016 di Fotografia Europea. Sempre negli spazi del Capannone A, anche Fabrizio Fontanelli si rivolge al mondo della musica con “Les sons de la terre”. Il legame con i luoghi della quotidianità urbana è esplorato in “Reggio Emilia e le sue genti”, il reportage di Vincenzo Cirillo e Sandrine Girardot esposto nel Capannone B.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
