Al Valli “sulle punte” la stella Dada Masilo
di Giulia Bassi
Positivo il bilancio: 135.000 spettatori, più di 400 al giorno
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REGGIO EMILIA. Giunge puntuale, nel mese di maggio, il tradizionale rendez-vous di soci e amici della Fondazione I Teatri sul palco del teatro Valli, nel corso del quale, oltre al bilancio della passata stagione, vengono date alcune anticipazioni sui cartelloni futuri.
A farlo è stato il direttore artistico dimissionario Gabriele Vacis che, cominciando dalla stagione lirica, ha ribadito di proseguire i melodrammi verdiani: dopo “La Traviata” di quest’anno, ecco l’altra opera della cosiddetta Trilogia popolare, “Il Trovatore” con l’Orchestra dell’Opera di Parma diretta da Andrea Battistoni. Per il “Faust” di Gounod si è optato per un nome nuovo, com’è successo per Alice Rohrwacher. L’opera francese, ispirata al capolavoro di Goethe, sarà firmata da Simone Derai, affermato regista di prosa e giovane fondatore della compagnia Anagoor con sede a Castelfranco Veneto. E ancora ritorna, nell’ambito del festival Aperto, Dada Masilo, ovvero una travolgente forza della natura (indimenticabile la sua danza scatenata eppure rigorosa, e modernissima, nutrita di amore per le sue radici sudafricane). La ventisettenne coreografa e danzatrice, fascinosa nel gesto e nella presenza che alcuni anni fa abbiamo visto un singolare “Lago dei cigni”, è una delle personalità più sorprendenti del balletto contemporaneo. Invitata in tutto il mondo, può vantare collaborazioni eccellenti a cominciare da quella con il multi-artista William Kentridge. Il cartellone della danza presenterà una produzione realizzata insieme da I Teatri e Aterballetto che in prima assoluta si cimenterà in nuove coreografie di Hofesch Schecter e Cristiana Morganti; e ancora tornerà lo spettacolo “Traviata” di Gabriele Vacis con Lella Costa.
Il direttore artistico, nell’annunciare le novità future, ha comunicato che la sua decisione di lasciare il nostro teatro in anticipo sulla data di scadenza del suo mandato, è dovuta al sopraggiungere di impegni pressanti tra cui la definizione di un progetto a cui tiene molto: l’istituto di pratiche teatrali per la cura della persona. Si è anche soffermato sugli imminente appuntamenti, dato che l’attività 2016-2017 deve ancora terminare: lo spettacolo per Reggionarra “La terra dei lombrichi” della Compagnia Raffello Sanzio, nei sotterranei del teatro, e in scena il 12 maggio; “L’arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita”, scritto e interpretato da Alessandro D’Avenia per la regia dello stesso Vacis; ancora: i concerti di Paola Turci, del pianista Stefano Bollani, e il premio Paolo Borciani che si tiene dal 4 all’11 giugno.
Per quanto riguarda il bilancio, illustrato dal vice presidente della Fondazione Gianpiero Grotti, e dal direttore generale Giuseppe Gherpelli, i ricavi del 2016 sono stati pari a 6.952.615 euro, e i costipari a 6.871.137 euro; in chiusura si è registrato un utile di 7.745 euro. La spesa artistica, vale a dire i cachet, rappresenta il 44% del budget.
I 48 dipendenti a tempo indeterminato incidono sul budget per il 30%, questa la loro attività: 570 aperture di sipario nei tre teatri gestiti, 224 spettacoli, 255 eventi direttamente organizzati, 91 eventi ospitati. Gli abbonati della stagione 2016/2017 sono stati 4.534, le presenze a pagamento 85.546, per gli spettacoli e gli eventi non a pagamento 50.029. Complessivamente, nel 2016 sono entrate 135.575 persone, vale a dire 422 per ogni giorno di apertura.
A farlo è stato il direttore artistico dimissionario Gabriele Vacis che, cominciando dalla stagione lirica, ha ribadito di proseguire i melodrammi verdiani: dopo “La Traviata” di quest’anno, ecco l’altra opera della cosiddetta Trilogia popolare, “Il Trovatore” con l’Orchestra dell’Opera di Parma diretta da Andrea Battistoni. Per il “Faust” di Gounod si è optato per un nome nuovo, com’è successo per Alice Rohrwacher. L’opera francese, ispirata al capolavoro di Goethe, sarà firmata da Simone Derai, affermato regista di prosa e giovane fondatore della compagnia Anagoor con sede a Castelfranco Veneto. E ancora ritorna, nell’ambito del festival Aperto, Dada Masilo, ovvero una travolgente forza della natura (indimenticabile la sua danza scatenata eppure rigorosa, e modernissima, nutrita di amore per le sue radici sudafricane). La ventisettenne coreografa e danzatrice, fascinosa nel gesto e nella presenza che alcuni anni fa abbiamo visto un singolare “Lago dei cigni”, è una delle personalità più sorprendenti del balletto contemporaneo. Invitata in tutto il mondo, può vantare collaborazioni eccellenti a cominciare da quella con il multi-artista William Kentridge. Il cartellone della danza presenterà una produzione realizzata insieme da I Teatri e Aterballetto che in prima assoluta si cimenterà in nuove coreografie di Hofesch Schecter e Cristiana Morganti; e ancora tornerà lo spettacolo “Traviata” di Gabriele Vacis con Lella Costa.
Il direttore artistico, nell’annunciare le novità future, ha comunicato che la sua decisione di lasciare il nostro teatro in anticipo sulla data di scadenza del suo mandato, è dovuta al sopraggiungere di impegni pressanti tra cui la definizione di un progetto a cui tiene molto: l’istituto di pratiche teatrali per la cura della persona. Si è anche soffermato sugli imminente appuntamenti, dato che l’attività 2016-2017 deve ancora terminare: lo spettacolo per Reggionarra “La terra dei lombrichi” della Compagnia Raffello Sanzio, nei sotterranei del teatro, e in scena il 12 maggio; “L’arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita”, scritto e interpretato da Alessandro D’Avenia per la regia dello stesso Vacis; ancora: i concerti di Paola Turci, del pianista Stefano Bollani, e il premio Paolo Borciani che si tiene dal 4 all’11 giugno.
Per quanto riguarda il bilancio, illustrato dal vice presidente della Fondazione Gianpiero Grotti, e dal direttore generale Giuseppe Gherpelli, i ricavi del 2016 sono stati pari a 6.952.615 euro, e i costipari a 6.871.137 euro; in chiusura si è registrato un utile di 7.745 euro. La spesa artistica, vale a dire i cachet, rappresenta il 44% del budget.
I 48 dipendenti a tempo indeterminato incidono sul budget per il 30%, questa la loro attività: 570 aperture di sipario nei tre teatri gestiti, 224 spettacoli, 255 eventi direttamente organizzati, 91 eventi ospitati. Gli abbonati della stagione 2016/2017 sono stati 4.534, le presenze a pagamento 85.546, per gli spettacoli e gli eventi non a pagamento 50.029. Complessivamente, nel 2016 sono entrate 135.575 persone, vale a dire 422 per ogni giorno di apertura.
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