Gazzetta di Reggio

Le donne che infuriavano Ariosto nel Furioso di Ars 21

di Martina Riccò
Le donne che infuriavano Ariosto nel Furioso di Ars 21

Lo spettacolo in scena sabato sera sul palco dell’Asioli, nella stessa giornata sarà inaugurata la mostra Ars&Furios 

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REGGIO EMILIA. I linguaggi della danza, del teatro e delle arti visive si mescoleranno per un omaggio al Furioso, capolavoro di Ludovico Ariosto, dimostrando che la cultura è il faro con cui illuminare il futuro.

Succederà sabato sera (ore 21) all’Asioli di Correggio con lo spettacolo sull’Orlando Furioso, ultimo tassello del progetto realizzato da Ars Ventuno con oltre cento allievi dei corsi più avanzati di arte, danza e teatro. Sempre sabato (con vernissage dalle 17 alle 19.30) nella Sala Putti del Museo Il Correggio sarà inaugurata la mostra Ars&Furios.

«L’esposizione – spiega Antonella Papini, ideatrice del progetto e fondatrice, 35 anni fa, del centro Ars Ventuno – durerà una settimana: si potranno ammirare installazioni, opere pittoriche, sculture ispirate al capolavoro ariostesco ma anche allo spettacolo “Il Furioso: ovvero le donne che infuriavano la mente di Ludovico”».

Come mai questo titolo? «Abbiamo pensato a tutti questi paladini di Francia impegnati a inseguire fanciulle, donne, mogli, e queste, a loro volta, alla ricerca dei fidanzati. Ricerca reciproca che poi, lo sappiamo, ogni volta finisce male. Tutto può essere raccontato partendo dal percorso di Bradamante, Marfisa, Angelica, Isabella, Doralice, Olimpia, Alcina, Melissa. Guerriere, principesse, maghe che popolavano la mente di Ariosto».

Per gli allievi è stato difficile calarsi in un testo del Cinquecento?
«Tutt’altro. L’opera di Ariosto ha scatenato la fantasia di ciascuno. Il Furioso è ricco di immagini, suggestioni, ironia, poesia, e tutto questo è stato raccolto e rielaborato dalle sezioni di danza (che hanno restituito l’universo del poeta con il linguaggio coreutico), dalle classi di teatro (che reciteranno nella lingua di Ariosto, rendendola comprensibile a tutti), e da quelle di arti visive, che oltre alle opere in mostra hanno realizzato un corredo scenico di video e immagini in cui l’antico dialoga con il contemporaneo».

Un lavoro decisamente corale...
«Sì, in quanto regista ho dovuto raccogliere il materiale copioso che mi arrivava da ogni parte... è stato faticoso ma ne valeva la pena. Anche perché noi non crediamo negli spettacoli fini a se stessi, ma nei progetti didattici. Dopo laboratori e conversazioni con Gabriele Farrici, direttore del Museo Il Correggio, ogni ragazzo ha dato il proprio contributo, sia contenutistico che interpretativo. Inoltre abbiamo coinvolto i ragazzi diversamente abili di Altrarte Danza, bellissima associazione di Correggio».

Cosa dobbiamo aspettarci, dunque?
«Uno spettacolo fresco e brillante, che mantiene l’ironia di Ariosto ed è adatto ai giovani. Per il testo mi sono ispirata in parte all’Orlando Furioso che Edoardo Sanguineti aveva scritto per la rappresentazione di Luca Ronconi, in cui i personaggi parlano in prima persona».

Perché portare in scena proprio l’Orlando Furioso?
«Perché è un’opera grandiosa. E poi Ariosto, con questo racconto fantastico fatto di inseguimenti e follie, con i paladini che si sfidano per un elmo o una fanciulla mentre sullo sfondo imperversa la guerra tra Cristiani e Saraceni, ci dà una lezione importante: dietro alle bandiere si nascondono spesso desideri più vani».

Biglietti disponibili all’Asioli. Info: 0522-637813 oppure www.teatroasioli.it.
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