alla cavallerizza
Tutto Brahms con Mazzoni Padova e Pathos Quartet
REGGIO EMILIA. Tutto Brahms con il Pathos Quartet e i due pianisti Marcello Mazzoni ed Andrea Padova, per la rassegna “Incontro alla Musica”, in programma domani alla Cavallerizza (ore 21). Tutti...
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REGGIO EMILIA. Tutto Brahms con il Pathos Quartet e i due pianisti Marcello Mazzoni ed Andrea Padova, per la rassegna “Incontro alla Musica”, in programma domani alla Cavallerizza (ore 21).
Tutti musicisti dalla carriera brillante, i quattro archi: Oleksandr Semchuk e Ksenia Milas violini, Silvia Mazzon viola e Orfeo Mandozzi violoncello, insieme al pianoforte eseguiranno il Quartetto per pianoforte n. 1 in sol minore op. 25 e il Quintetto in fa minore per pianoforte e archi op. 34, brano che rappresenta il momento in cui l’opera del compositore tedesco, conquista la piena maturità di espressione e di equilibrio. Come altre sue bellissime pagine anche questa vede la luce dopo una genesi tormentata: ideato tra il 1861 e il 1862 come quintetto per archi, viene distrutto dopo le critiche di Joseph Joachim e Clara Schumann. Riscritto per due pianoforti ed eseguito a Vienna nell’aprile del 1864, non trova né il gradimento degli ascoltatori né l’approvazione della Schumann che lo invita ad una ulteriore revisione. Tuttavia Brahms, che amava questa versione e la pubblica qualche anno dopo come Sonata per due pianoforti op.34 b, aderisce parzialmente alla richiesta dell’amica, affiancando al pianoforte un quartetto d’archi invece di un’intera orchestra. E finalmente questa terza versione, realizzata nel 1864, riceve il totale consenso da parte dei suoi fidati amici e consiglieri. Parte dell’incasso dei biglietti verrà devoluto in beneficenza alla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. (g.b.)
Tutti musicisti dalla carriera brillante, i quattro archi: Oleksandr Semchuk e Ksenia Milas violini, Silvia Mazzon viola e Orfeo Mandozzi violoncello, insieme al pianoforte eseguiranno il Quartetto per pianoforte n. 1 in sol minore op. 25 e il Quintetto in fa minore per pianoforte e archi op. 34, brano che rappresenta il momento in cui l’opera del compositore tedesco, conquista la piena maturità di espressione e di equilibrio. Come altre sue bellissime pagine anche questa vede la luce dopo una genesi tormentata: ideato tra il 1861 e il 1862 come quintetto per archi, viene distrutto dopo le critiche di Joseph Joachim e Clara Schumann. Riscritto per due pianoforti ed eseguito a Vienna nell’aprile del 1864, non trova né il gradimento degli ascoltatori né l’approvazione della Schumann che lo invita ad una ulteriore revisione. Tuttavia Brahms, che amava questa versione e la pubblica qualche anno dopo come Sonata per due pianoforti op.34 b, aderisce parzialmente alla richiesta dell’amica, affiancando al pianoforte un quartetto d’archi invece di un’intera orchestra. E finalmente questa terza versione, realizzata nel 1864, riceve il totale consenso da parte dei suoi fidati amici e consiglieri. Parte dell’incasso dei biglietti verrà devoluto in beneficenza alla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. (g.b.)
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