Rispunta opera di Lelio Orsi esportata illegalmente
Il capolavoro “Leda e il cigno” potrebbe tornare al Museo Gonzaga di Novellara
NOVELLARA. A vent'anni dalla mostra antologica allestita al teatro Valli, nel 1987, in occasione del quattrocentesimo anniversario della morte di Lelio Orsi, è ricomparso un suo piccolo capolavoro: “Leda e il cigno”.
L’opera è stata mostrata nel caveau del Comando tutela del patrimonio culturale dei carabinieri di Roma nel corso della trasmissione “Ulisse” di Alberto Angela, su Rai3, sabato scorso, ed è stata indicata tra le opere esportate illegalmente e recuperate dai carabinieri del nucleo.
Si tratta di un olio su rame (43x30 cm) dipinto intorno alla metà del Cinquecento in Rocca a Novellara, dove Lelio Orsi era pittore e architetto alla corte dei Gonzaga di Novellara e Bagnolo. Di proprietà privata, durante la mostra era stato oggetto di particolare curiosità, perché nella produzione orsiana rappresenta un “unicum”, per il tema profano e l'esplicita sensualità.
Nel gennaio del 2008 era stato messo all'asta a New York, da Sotheby's. In quell'occasione all'asta partecipò telefonicamente, per il Comune di Novellara, anche l'allora sindaco Raul Davoli che riuscì ad aggiudicarsi un disegno dell'Orsi, ma neppure tentò di partecipare all'asta per il dipinto che fu aggiudicato per oltre un milione di euro.
Il sindaco non partecipò all'asta ma informò subito i carabinieri, perché si sapeva, dal tempo della mostra reggiana, che si trattava di un dipinto di proprietà privata che non poteva essere esportato e venduto all'estero.
I carabinieri hanno quindi individuato e sequestrato il dipinto e, sulla base di un accordo bilaterale fra il nostro Paese e gli Stati Uniti, lo hanno riportato in Italia. E da allora è conservato appunto nel loro caveau a Roma.
A suo tempo l'Amministrazione comunale di Novellara si era subito attivata, con l'obiettivo di ottenere il dipinto da esporre nel Museo Gonzaga in Rocca. Per la Leda sarebbe un ritorno a casa; per il museo Gonzaga un motivo di grande valorizzazione.
Elena Carletti, l'attuale sindaca, oggi personalmente impegnata per questo obiettivo, non si sbilancia più di tanto, ma è chiaro che ci spera fortemente. Del resto, quale altra location potrebbe essere più consona per la Leda orsiana?
Il museo Gonzaga occupa tutto l'appartamento comitale al piano nobile del lato nord della Rocca, progettato e decorato a festoni e grottesche da Lelio Orsi e dai suoi allievi; nelle sale dedicata all'Orsi c'è già il grande ciclo di 18 affreschi orsiani strappati nel 1845 dalle pareti del salone centrale del Casino di sopra, acquistati dallo Stato italiano dalla galleria Neupert di Zurigo nel 1973.
E c'è l' Annunciazione, una preziosa tavoletta ad olio dell'Orsi, ceduta al Comune di Novellara nel 2002 per una cifra molto inferiore al suo prezzo di mercato da una signora che la voleva conservata nel museo di Novellara, per ragioni affettive.
L'Annunciazione e la Leda insieme potrebbero diventare la maggiore attrazione del museo.
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