Il miracolo di Marchino nel chiostro della Ghiara
di Luciano Salsi
Domani (ore 17) sarà portato in scena l’interrogatorio del processo che si tenne il 30 maggio 1596
2 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA. Non ci saranno dame e cavalieri, sbandieratori e falconieri come nelle rievocazioni matildiche, ma il tuffo nel passato che si prepara per domani in città promette di essere altrettanto suggestivo e più fedele ai documenti storici. Nella sala convegni del chiostro della Ghiara sarà ripetuto, parola per parola, l'interrogatorio del processo con il quale il 30 maggio 1596 l'Inquisizione riconobbe l'autenticità del miracolo che infervorò a tal punto la devozione dei reggiani da fare loro spendere, negli anni successivi, ingenti risorse nella costruzione della sontuosa basilica nello stesso luogo in cui l'evento soprannaturale sarebbe avvenuto.
La rappresentazione è promossa dalla società Dante Alighieri, avrà inizio alle 17 e durerà meno di un'ora. Ricalcherà il verbale redatto allora “di mano propria” dal notaio apostolico fra Michele da Tabia, chierico dell'Ordine dei Predicatori. Ercole Leurini vestirà i panni dell'inquisitore di Parma fra Agapito Cortereggio da Bergamo, appartenente allo stesso ordine. Carla Bazzani impersonerà Marchino, il ragazzo sordomuto dalla nascita che affermava di avere acquistato l'udito e la parola dopo essersi inginocchiato davanti all'immagine della Madonna dipinta su una nicchia all'esterno del convento dei Servi di Maria. Andrea Boni sarà il notaio. L'ingresso è libero. Un anno fa, quando questo spettacolo fu inaugurato nello stesso chiostro, gli spettatori furono così numerosi da richiedere una replica. Anche domani il pubblico sarà accolto dalle note della ghironda, lo strumento di origine medievale che Erio Reverberi suonerà con discrezione prima che la rievocazione incominci.
Il preludio musicale aiuterà a ricreare l'atmosfera della città nell'epoca della Controriforma, che era meno cupa di come certi storici la ritraggono. È vero che pochi anni dopo, nel 1600, Giordano Bruno sarebbe stato arso sul rogo di Campo de' Fiori, a Roma, e che anche a Reggio si condannavano le streghe, quali la Gabrina rievocata nel 2007 dalla compagnia dialettale Qui 'd Puianèll. Tuttavia la Chiesa, al di là della dura repressione, agiva soprattutto in positivo promuovendo con lo splendore dell'arte manieristica e barocca il culto dei santi e della Madonna, che i protestanti avevano abolito. Nella nostra città il miracolo di Marchino venne utilizzato dall'Inquisizione a tale scopo. Inoltre servì forse a purgare i costumi del malfamato quartiere circostante il convento dei Servi. Marchino era il modello della redenzione spirituale che si voleva infondere nel popolo. Il verbale del suo interrogatorio ci mostra un giovinetto immigrato dalla montagna, rozzo e analfabeta, impiegato ad ammazzare animali in una macelleria, che si esprime a fatica in un dialetto italianizzato approssimativamente dal notaio. Il ragazzo non riesce neppure a recitare per intero il Padre Nostro e lascia intendere, più della fede professata, una tenace volontà di riscatto personale.
La rappresentazione è promossa dalla società Dante Alighieri, avrà inizio alle 17 e durerà meno di un'ora. Ricalcherà il verbale redatto allora “di mano propria” dal notaio apostolico fra Michele da Tabia, chierico dell'Ordine dei Predicatori. Ercole Leurini vestirà i panni dell'inquisitore di Parma fra Agapito Cortereggio da Bergamo, appartenente allo stesso ordine. Carla Bazzani impersonerà Marchino, il ragazzo sordomuto dalla nascita che affermava di avere acquistato l'udito e la parola dopo essersi inginocchiato davanti all'immagine della Madonna dipinta su una nicchia all'esterno del convento dei Servi di Maria. Andrea Boni sarà il notaio. L'ingresso è libero. Un anno fa, quando questo spettacolo fu inaugurato nello stesso chiostro, gli spettatori furono così numerosi da richiedere una replica. Anche domani il pubblico sarà accolto dalle note della ghironda, lo strumento di origine medievale che Erio Reverberi suonerà con discrezione prima che la rievocazione incominci.
Il preludio musicale aiuterà a ricreare l'atmosfera della città nell'epoca della Controriforma, che era meno cupa di come certi storici la ritraggono. È vero che pochi anni dopo, nel 1600, Giordano Bruno sarebbe stato arso sul rogo di Campo de' Fiori, a Roma, e che anche a Reggio si condannavano le streghe, quali la Gabrina rievocata nel 2007 dalla compagnia dialettale Qui 'd Puianèll. Tuttavia la Chiesa, al di là della dura repressione, agiva soprattutto in positivo promuovendo con lo splendore dell'arte manieristica e barocca il culto dei santi e della Madonna, che i protestanti avevano abolito. Nella nostra città il miracolo di Marchino venne utilizzato dall'Inquisizione a tale scopo. Inoltre servì forse a purgare i costumi del malfamato quartiere circostante il convento dei Servi. Marchino era il modello della redenzione spirituale che si voleva infondere nel popolo. Il verbale del suo interrogatorio ci mostra un giovinetto immigrato dalla montagna, rozzo e analfabeta, impiegato ad ammazzare animali in una macelleria, che si esprime a fatica in un dialetto italianizzato approssimativamente dal notaio. Il ragazzo non riesce neppure a recitare per intero il Padre Nostro e lascia intendere, più della fede professata, una tenace volontà di riscatto personale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
