Da Losanna al palco della Fonderia39
Questa sera (ore 21) in scena la Compagnie Linga con la coreografia “Tabula”
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REGGIO EMILIA. Questa sera (ore 21) ospitalità internazionale alla Fonderia39 per la stagione del Centro di Produzione con la Compagnie Linga di Losanna (Svizzera). “Tabula” è lo spettacolo che sarà in scena: idea e coreografia di Katarzyna Gdaniec e Marco Cantalupo, musiche di Hildur Gudnadottir, Svarte Greiner, Raime, Koen Holtkamp.
In “Tabula” le regole del gioco sono costantemente modificate dal movimento di una scenografia imponente, due tavole massicce che esplorano, nelle loro variazioni spaziali, tanto l’immobilità di una “ultima cena” che il movimento di un conflitto territoriale.
Lo spazio è qui la parola chiave. Spazio condiviso, conquistato, rivendicato dagli interpreti di una danza a fior di pelle, contrastata e potente. Modulato all’infinito, lo spazio scenico non è più rigido, limitato, ma diviene sostanza viva ed elastica.
L’ambiente musicale è mixato, ibrido tra il nuovo classico e la drone music minimalista, mentre le luci “tagliano” i corpi e le forme architettoniche create dalla scenografia.
Otto danzatori modulano così all’infinito il campo d’azione, erigono muri, torri e ponti, creando alleanze e contrasti inediti, strappandosi parti di territorio. La risonanza con un’attualità sempre più impregnata di conflitti e barriere è immediata.
“Tabula” propone un teatro delle operazioni a geometria variabile, nel quale i corpi si battono per la conquista dello spazio vitale.
In “Tabula” le regole del gioco sono costantemente modificate dal movimento di una scenografia imponente, due tavole massicce che esplorano, nelle loro variazioni spaziali, tanto l’immobilità di una “ultima cena” che il movimento di un conflitto territoriale.
Lo spazio è qui la parola chiave. Spazio condiviso, conquistato, rivendicato dagli interpreti di una danza a fior di pelle, contrastata e potente. Modulato all’infinito, lo spazio scenico non è più rigido, limitato, ma diviene sostanza viva ed elastica.
L’ambiente musicale è mixato, ibrido tra il nuovo classico e la drone music minimalista, mentre le luci “tagliano” i corpi e le forme architettoniche create dalla scenografia.
Otto danzatori modulano così all’infinito il campo d’azione, erigono muri, torri e ponti, creando alleanze e contrasti inediti, strappandosi parti di territorio. La risonanza con un’attualità sempre più impregnata di conflitti e barriere è immediata.
“Tabula” propone un teatro delle operazioni a geometria variabile, nel quale i corpi si battono per la conquista dello spazio vitale.
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