Gazzetta di Reggio

«Musica e danza per fare nuovi sogni» 

di Andrea Vaccari
«Musica e danza per fare nuovi sogni» 

Bossini stasera in scena a Boretto con “Piloti e supereroi”

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BORETTO. Si intitola “Piloti e supereroi” lo spettacolo in programma questa sera (ore 21) al Teatro del Fiume di Boretto, nel quale si incontreranno la musica del chitarrista e cantante Niccolò Bossini con il ballo della compagnia di danza contemporanea “Iuvenis Danza”. Lo show è incentrato sull'omonima canzone di Bossini estratta dal suo ultimo album, “Kaleidos”, e si sviluppa tra brani riarrangiati e suggestive danze.
Bossini, come nasce questo spettacolo?
«Capita spesso che il meglio arrivi quando ci si trova a fare di necessità virtù, e così è stato anche stavolta. Sei mesi fa è uscito il mio album “Kaleidos” e qualche tempo dopo una mia fan, di professione avvocato ma che faceva anche parte di una compagnia di danza, mi ha contattato perché era rimasta colpita dalla canzone “Piloti e supereroi”. E mi ha proposto di allestire uno spettacolo nel quale musica e danza potessero andare a braccetto. L'idea mi ha convinto, ed eccoci qua».
Quanto c'è di lei in questa originale formula?
«Ripercorrerò l'album “Kaleidos” in modo cronologico, e ci sarà spazio anche per canzoni degli album più vecchi. Per come si sviluppa è uno show che può interessare e attirare anche chi non viene apposta per me».
Ma non sarà un concerto vero e proprio, esatto?
«Sì, anche perché i pezzi saranno presentati in forma diversa. Alcuni resteranno originali, ma molti saranno riarrangiati, altri recitati o ancora parlati, intervallati da qualche brano di libri che hanno ispirato le canzoni stesse. La danza aiuta poi a rendere più espressivo lo spettacolo».
Che tipo di canzone è “Piloti e supereroi”?
«È una ballad nostalgica che parla del confronto tra i sogni che si fanno da bambini e quanto poi siamo stati capaci di inseguirli oppure abbandonarli. In entrambi i casi ad un certo punto della vita con i sogni poi dobbiamo trovare un equilibrio. La frase che ha ispirato l’incontro tra la musica dal vivo e la danza è estrapolata proprio dal secondo ritornello: “Le bambine giocano in cortile, sognandosi attrici e ballerine, c’è sempre un altro sogno da inventare, come i miei e come i tuoi”».
Il titolo dell'album “Kaleidos” è molto povigliese...
«In effetti vuole essere un tributo al luogo nel quale sono cresciuto. Qui ho iniziato con i Raw Power, la band con cui ho girato il mondo, e dopo qualche anno di assenza vi sono ritornato. Al centro “Kaleidos” abbiamo sempre fatto tante prove e in qualche modo gli ho voluto rendere omaggio. Il titolo richiama ovviamente anche il caleidoscopio, a significare la varietà delle sfumature musicali delle varie canzoni».
Che momento sta attraversando la sua carriera?
«Credo di essere al punto nel quale devo cominciare il raccolto. Ho curato i miei campi per un paio d'anni con molti sforzi, ora è il momento di vedere se è cresciuto qualcosa di buono».

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