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a palazzo bentivoglio 

Ligabue e Zavattini a confronto  nella grande mostra di Gualtieri

Ligabue e Zavattini a confronto  nella grande mostra di Gualtieri

GUALTIERI. Dopo la mostra antologica dedicata ad Antonio Ligabue nel 2015, a cinquant’anni dalla morte di Toni, e dopo la duplice mostra Ligabue-Varlin e Ligabue-Rovesti nel 2016, la stagione 2017 di...

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GUALTIERI. Dopo la mostra antologica dedicata ad Antonio Ligabue nel 2015, a cinquant’anni dalla morte di Toni, e dopo la duplice mostra Ligabue-Varlin e Ligabue-Rovesti nel 2016, la stagione 2017 di palazzo Bentivoglio si apre con la mostra “L’Ossessione dello sguardo. Zavattini incontra Ligabue”, visitabile da sabato 27 maggio al 12 novembre e con vernissage in programma per venerdì 26 alle ore 18.
Promosse dalla Fondazione Museo Antonio Ligabue e dal Comune di Gualtieri, ritornano le “Grandi mostre” a Gualtieri nella prestigiosa cornice del Salone dei Giganti di palazzo Bentivoglio. L’esposizione “L’Ossessione dello sguardo. Zavattini incontra Ligabue” si compone di 50 opere di Antonio Ligabue, 120 quadri di Cesare Zavattini accanto ad un ricco e qualificato patrimonio documentale di entrambi, con lettere e scritti che raccontano di due tra i più grandi artisti italiani del Novecento, entrambi artisti della Bassa reggiana e uomini del Po.
Ligabue e Zavattini: due geni artistici in cui le diversità si intrecciano con le affinità. Tanto uomo primitivo, istintivo e selvaggio Toni, quanto uomo dalla forte socialità Za. Ma tutti e due “irregolari”, non catalogabili sia dal punto di vista artistico che dal punto di vista umano. La loro vita non è un’opera d’arte inferiore alle loro più belle produzioni artistiche. Antonio Ligabue e Cesare Zavattini sono ossessionati dagli occhi, dallo sguardo.
Ligabue guarda se stesso trasfigurato in una tigre, Zavattini scruta insistentemente il proprio volto: non a caso per entrambi l’autoritratto è una delle espressioni artistiche più coltivate. Tuttavia l’incontro più significativo tra Za e Toni, oltre agli incontri personali tra cui l’indimenticabile visita di Cesare Zavattini a Ligabue alla casa di riposo “Felice Carri” di Gualtieri a pochi giorni dalla morte di Toni, avviene nel 1967 e nel 1977, esattamente cinquanta e quarant’anni fa.
Nel 1967, a due anni dalla morte di Ligabue, Zavattini scrive il poemetto intitolato “Ligabue” testo base per la sceneggiatura del filmato Rai che verrà prodotto dieci anni dopo con la regia di Salvatore Nocita, la sceneggiatura dello stesso Cesare Zavattini e Arnaldo Bagnasco e l’impareggiabile interpretazione di Toni ad opera di Flavio Bucci.
Da sabato al 12 novembre sarà possibile mettere a confronto i due geni della Bassa grazie alla prima delle “Grandi mostre” del 2017 a Gualtieri, piccola capitale del Rinascimento e uno dei borghi più belli d’Italia. (m.p.)

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