Gazzetta di Reggio

“Corpi sonanti”, eccellenza reggiana 

di Andrea Mastrangelo
“Corpi sonanti”, eccellenza reggiana 

Fusione musica-balletto, performance che hanno attirato l’attenzione del mondo artistico nazionale

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Lei: Gabrielangela Spaggiari, direttrice d’orchestra, artefice del sistema orchestre giovanili dell’istituto Peri. Lui: Arturo Cannistrà, danzatore storico di Aterballetto dei tempi di Amodio e Bigonzetti, ora coreografo creatore del settore educational. Insieme, sono gli ideatori di un progetto unico in Italia che unisce diverse forme d’arte: la musica e il balletto. Non nel senso di brani eseguiti da giovani musicisti ai quali si abbinano le coreografie portate in scena da giovani danzatori; nel senso invece che i musicisti stessi diventano attori e danzatori, dando vita a performance nuove che lasciano stupefatti. Il successo di questo progetto, battezzato “Corpi sonanti”, sta valicando i confini della provincia per diventare un esempio a livello nazionale, come già lo è stato il sistema delle nostre orchestre giovanili.
L’ultima performance in ordine di tempo, realizzata ai giardini pubblici, si è rivelata un successo, una proposta che ha scosso dal torpore quella che doveva essere una qualsiasi domenica mattina della città.
«Sembra passato tanto tempo – ricorda Gabrielangela Spaggiari, che l’anno scorso ha vinto il premio “Reggiani per esempio” – da quando in maniera quasi clandestina iniziai le lezioni di orchestra, non riconosciute come percorso di studio. Ricavavo le ore da quelle che dovevo dedicare al solfeggio e chiedevo la collaborazione di altri colleghi. Portando i ragazzini da subito in orchestra, abbiamo aumentato le loro capacità insegnando al tempo stesso a produrre bellezza. Perché un bambino che se ne sta seduto in solitudine a fare tre note, casomai stonate, la bellezza non la produce».
A Cannistrà nel 2015 è stato assegnato il premio “Roma e Arte”, destinato alla realizzazione di progetti per la giovane danza italiana. Il suo è un rapporto strettissimo con le nuove leve del balletto (come dimostrano anche il suo legame al liceo coreutico) ma più in generale con ogni forma di contaminazione fra le arti che comporti il mettersi in gioco fisicamente. «Il lavoro che faccio è la teoria dell’essere in scena, la capacità di interagire con lo spazio e con il pubblico. “Corpi sonanti” è come il set di un film, dove i ragazzi devono riuscire a esprimersi con naturalezza anche senza lo strumento».
Di recente, al progetto reggiano si è interessato il direttore della Scuola di Fiesole – una delle più prestigiose istituzioni di perfezionamento musicale – che presto potrebbe venire a visionare una delle performance di “Corpi sonanti”.
«L’unione fra musica e balletto – aggiunge Gabrielangela Spaggiari – è la dimostrazione pratica dei risultati che si potrebbero ottenere da una nuova istituzione come il Politecnico delle Arti, del quale si sta discutendo. Quello che costruiamo non è solo un progetto musicale: è un intervento pedagogico a tutto tondo. Non a caso diverse scuole superiori hanno riconosciuto la partecipazione alle nostre iniziative come alternanza scuola-lavoro. È un investimento per il futuro: forse non tutti i ragazzi delle nostre orchestre diventeranno musicisti professionisti, di certo saranno cittadini consapevoli».
«Non esiste un fisico ideale per queste coreografie – sono parole di Cannistrà –, ognuno partecipa con quello che può dare. Per entrare in sintonia con la bellezza devi immergerti nel mondo delle arti nel suo complesso».
L’esperienza, classificabile come eccellenza di Reggio, un risultato l’ha già evidenziato: ridare vita alla città. I “Corpi sonanti” sono stati capaci, ed è un esempio, di riportare le famiglie ai giardini, a riappropriarsi di Reggio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google