Gazzetta di Reggio

Reggio Emilia, i mecenati si uniscono e donano una tela di Govi

di Luciano Salsi
Reggio Emilia, i mecenati si uniscono e donano una tela di Govi

Nasce l’associazione “Insieme per i musei”: 130 gli iscritti 

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REGGIO EMILIA. Il primo atto è la donazione ai musei civici di un grande dipinto di Anselmo Govi, una tempera su tela di un metro e 65 per uno e 15 raffigurante un satiro e una ninfa in un bosco, che andrà a colmare una vistosa lacuna della mostra Tuttoquadra dedicata agli artisti reggiani del Novecento. Così si presenta alla città l'associazione “Insieme per i musei”, nata alcuni mesi or sono per sostenere l'attività museale con l'iniziativa e i contributi dei cittadini.

Non è da confondere con l'associazione Amici dei Musei Civici, fondata qualche anno fa per contestare i famigerati “funghi” ed altri particolari del progetto di ristrutturazione dell'architetto Italo Rota. Quella si è defilata dopo avere conseguito almeno in parte le sue finalità. Questa invece s'affianca da subito alla direttrice Elisabetta Farioli e all'amministrazione comunale con intenti costruttivi in chiave di sinergia fra pubblico e privato. Ne fanno parte, oltre al presidente Lorenzo Ferretti Garsi, i soci fondatori Maria Brazia Alfieri, Umberto Bernier, Giancarla Bonini Caminati, Giuseppina Bussi, Nicola Cassone, Chiara Davoli, Deanna Ferretti, Francesca Lombardini, Antonio Marturano, Paolo Mazza, Danilo Morini, Lauro Sacchetti, Vittorio Severi, Daniela Spallanzani e Fabio Storchi.

Attualmente conta 130 iscritti, che hanno pagato almeno la quota minima di 30 euro. Sodalizi analoghi esistono da tempo in altre città e sono riuniti nella Federazione italiana degli amici dei musei (Fidam). «Il presidente nazionale – riferisce Ferretti Garsi – mi ha sollecitato ad aggiungervi Reggio allo scopo di acquisire nuove opere, finanziare i restauri e diffondere la cultura con dibattiti, convegni, studi, spettacoli e iniziative didattiche». Il brillante esordio è stato illustrato ieri nella Sala dei Marmi di palazzo San Francesco dal sindaco Luca Vecchi, da Elisabetta Farioli e da Lorenzo Ferretti Garsi, che avevano accanto la pregevole tela di Govi.

L'associazione s'era impegnata a fondo per rimediare all'assenza di questo pittore dalla mostra Tuttoquadra, allestita nel piano superiore. Sapendo che la tela “Satiro e ninfa in un bosco” faceva parte della collezione della restauratrice reggiana Angela Sormani Gorrivi, scomparsa una decina d'anni fa, ne ha pazientemente seguito le tracce fino a ritrovarla nel negozio di un antiquario fra Brescia e Cremona. Il quadro, acquistato per qualche migliaio di euro, entrerà a far parte delle collezioni artistiche di palazzo San Francesco e verrà temporaneamente collocato nella mostra Tuttoquadra.

L'opera sarà presentata giovedì alle 18 nella Sala dei Marmi da Stefania Cretella, storica dell'arte e docente dell'università di Verona, alla presenza di Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretario ai Beni culturali. Il suo recupero contribuirà a restituirci la figura di un artista su cui si è recentemente concentrata l'attenzione degli studiosi grazie al restauro del sipario del teatro Ariosto, reso possbile da un'operazione di fund raising. A lui si devono anche la decorazione del soffitto dello scalone di palazzo Ancini, la volta della cupola del teatro Ariosto con le storie dell'Orlando Furioso, l'interno della cupola della chiesa di San Pietro e altre decorazioni nel santuario montecchiese della Madonna dell'Olmo e nella chiesa cittadina di Santa Teresa. Govi si era formato in città nella scuola di Belle arti e a Milano all'accademia di Brera. Fu il nome di spicco della Cooperativa pittori e decoratori.
 

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