La magia dei quartetti d’archi sul palco del teatro Valli
di Giulia Bassi
Ammessi alla seconda fase del concorso il Berlin-Tokyo, l’Omer e l’Hanson Vanno avanti anche le tre formazioni italiane: Indaco, Lyskamm e Adorno
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REGGIO EMILIA. L’elemento costante nel Premio Borciani, che si coglie immediatamente pensando alle dieci edizioni che si sono succedute in questi trent’anni di vita del concorso, è l’interesse del pubblico sempre folto, partecipe ed appassionato.
E questa eccezionale presenza non costituisce un fatto scontato, perché il repertorio delle musiche proposte trae l’indubbio fascino da caratteristiche certamente non di facile presa. Vanno colte sapendo che nel quartetto d’archi interpreti e strumenti si pongono in dialogo tra loro, senza una direzione assoluta ma con un obiettivo comune e compiuto, che è l’esecuzione del brano, il suonare insieme.
Al Borciani sono molti gli spettatori che arrivano puntuali all’inizio delle prove, per poi rimanere fino alla termine; tuttavia quest’anno per favorire chi è in ritardo, oppure per coloro che vogliono dare solo un’occhiata di sfuggita, è stata creata una postazione video anche nel foyer. Questa edizione dei trent’anni la si è voluta connotare, dal punto di vista artistico, legandola ancora di più al dedicatario, a partire dal significativo omaggio sia ai giurati che ai quartetti partecipanti dell’intera serie dei cd contenenti le incisioni storiche del Quartetto Italiano, voluto dal responsabile artistico Lorenzo Fasolo. Oltre a questo gesto forte, concreto, assolutamente encomiabile, sia nei manifesti che nel programma compare a caratteri spessi la dicitura “Premio Paolo Borciani”, quindi all’interno della brochure si dà spazio al magico racconto della storia del Quartetto Italiano alla luce di significative riflessioni del suo grande primo violino, tratte dal libro “Paolo Borciani, il Quartetto”. Sono state privilegiate considerazioni riguardanti non solo la componente artistica, ma l’aspetto personale, privato. Come: «Quello di scegliere i propri compagni è il momento più importante per chi vuole formare un quartetto: trattandosi di iniziare una vita in comune, di affrontare disagi insieme, è necessario scegliere le persone adatte, le cui doti umane siano l’onestà, la generosità, la disciplina, lo spirito di sacrificio e, per chi ha una forte personalità, anche una buona dose di diplomazia».
Per quanto riguarda il quartetti ammessi alla seconda fase del concorso la giuria ha promosso il Berlin-Tokyo, l’Omer, l’Hanson e i tre italiani: Indaco, Lyskamm e Adorno. Il programma prevede oggi ore 16 Quartetto Berlin-Tokyo, ore 17 Quartetto Hanson, ore 18 Quartetto Indaco; domani ore 16 Quartetto Lyskamm, ore 17.10 Quartetto Omer, ore 18.15 Quartetto Adorno.
E questa eccezionale presenza non costituisce un fatto scontato, perché il repertorio delle musiche proposte trae l’indubbio fascino da caratteristiche certamente non di facile presa. Vanno colte sapendo che nel quartetto d’archi interpreti e strumenti si pongono in dialogo tra loro, senza una direzione assoluta ma con un obiettivo comune e compiuto, che è l’esecuzione del brano, il suonare insieme.
Al Borciani sono molti gli spettatori che arrivano puntuali all’inizio delle prove, per poi rimanere fino alla termine; tuttavia quest’anno per favorire chi è in ritardo, oppure per coloro che vogliono dare solo un’occhiata di sfuggita, è stata creata una postazione video anche nel foyer. Questa edizione dei trent’anni la si è voluta connotare, dal punto di vista artistico, legandola ancora di più al dedicatario, a partire dal significativo omaggio sia ai giurati che ai quartetti partecipanti dell’intera serie dei cd contenenti le incisioni storiche del Quartetto Italiano, voluto dal responsabile artistico Lorenzo Fasolo. Oltre a questo gesto forte, concreto, assolutamente encomiabile, sia nei manifesti che nel programma compare a caratteri spessi la dicitura “Premio Paolo Borciani”, quindi all’interno della brochure si dà spazio al magico racconto della storia del Quartetto Italiano alla luce di significative riflessioni del suo grande primo violino, tratte dal libro “Paolo Borciani, il Quartetto”. Sono state privilegiate considerazioni riguardanti non solo la componente artistica, ma l’aspetto personale, privato. Come: «Quello di scegliere i propri compagni è il momento più importante per chi vuole formare un quartetto: trattandosi di iniziare una vita in comune, di affrontare disagi insieme, è necessario scegliere le persone adatte, le cui doti umane siano l’onestà, la generosità, la disciplina, lo spirito di sacrificio e, per chi ha una forte personalità, anche una buona dose di diplomazia».
Per quanto riguarda il quartetti ammessi alla seconda fase del concorso la giuria ha promosso il Berlin-Tokyo, l’Omer, l’Hanson e i tre italiani: Indaco, Lyskamm e Adorno. Il programma prevede oggi ore 16 Quartetto Berlin-Tokyo, ore 17 Quartetto Hanson, ore 18 Quartetto Indaco; domani ore 16 Quartetto Lyskamm, ore 17.10 Quartetto Omer, ore 18.15 Quartetto Adorno.
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