Gazzetta di Reggio

premio borciani 

Il Quartetto Adorno in semifinale Domani sera l’ultimo atto al Valli

di Giulia Bassi
Il Quartetto Adorno in semifinale Domani sera l’ultimo atto al Valli

REGGIO EMILIA. «Siamo cresciuti con il mito del Quartetto Italiano. È un onore partecipare a questa competizione così impegnativa; il programma spazia tra stili diversi, in questo senso fa dell’eclett...

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REGGIO EMILIA. «Siamo cresciuti con il mito del Quartetto Italiano. È un onore partecipare a questa competizione così impegnativa; il programma spazia tra stili diversi, in questo senso fa dell’eclettismo la propria forza. Siamo felici di essere approdati alla semifinale», commenta visibilmente soddisfatto Edoardo Zosi, primo violino del Quartetto Adorno che oggi alle 16.40 affronterà la terza prova del Premio Borciani.

Ha sposato cinque anni fa la reggiana Liù Pelliciari, secondo violino della formazione, e da due anni vive a Montecavolo. «Il nostro modo di far musica – spiega – si lega al nostro nome, ovvero al filosofo della seconda scuola di Vienna che individuò nella musica da camera una chiave per definire il vero rapporto tra l’uomo e la musica, valutando anche il senso del rispetto. Parimenti la nostra formazione è fondata sull’amicizia, oltre che su un’affinità professionale».

È la prima volta che il suo Quartetto Adorno prende parte ad un concorso internazionale di questo livello, anche perché è nato soltanto nel 2015. «Ci siamo conosciuti a Cremona all’Accademia Stauffer – racconta –. Noi violinisti eravamo allievi di Accardo e un po’ per caso ci hanno chiesto di suonare insieme al violoncellista Danilo Squitieri e alla violista Benedetta Bucci». Lei ha vent’anni ed è la più giovane concorrente del concorso; sta suonando con la viola Sderci appartenuta a Piero Farulli e usata nei concerti con il Quartetto Italiano. «Vogliamo proseguire con il quartetto nonostante le difficoltà di abitare in zone diverse d’Italia – assicura Zosi – crediamo in questo modo di far musica nella forte condivisione di idee, passando da io a noi. Questo è un buon messaggio anche per la società». Determinata nel proseguire in questa strada è anche la moglie, Liù Pelliciari. «Mi sembra di aver iniziato a suonare da quando sono in quartetto, adesso ho realizzato tutti i miei pensieri – rivela –. Comprendo quanto sia ricca la vita di musicista e mi accorgo di quanto sia diverso il lavoro in gruppo, alla luce della condivisione». La coppia dei due violini nel quartetto fa venire in mente Paolo Borciani ed Elisa Pegreffi del Quartetto Italiano: «Un pochino – commentano i due – ma non osiamo. Loro erano talmente bravi da non sembrare umani».

Oggi pomeriggio, prima del Quartetto Adorno (in scena alle 16.40), si esibirà alle 15 il Quartetto Omer. Al termine la giuria proclamerà i finalisti che suoneranno domani sera (alle ore 20) al teatro Valli.



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