Riapre l’Esagono di Rubiera, «Luogo magico tra palco e realtà»
Lo studio di registrazione voluto da don Lumetti riaprirà domenica con una grande festa. Il custode Enrico Malavasi: «Grandi cantanti sono passati da qui, dai Nomadi a Ligabue a Carmen Consoli»
RUBIERA. Domenica, con una grande festa, riaprirà il leggendario studio Esagono. Quel luogo, cioè, in cui il mondo dell’insuccesso (i bisognosi ospiti di Nefesh, l’associazione per il recupero dalle dipendenze) incontrava quello del successo (i big della musica che registravano allo studio e si esibivano gratuitamente per gli ospiti della comunità).
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L’Esagono era nato negli anni Ottanta per volere di don Lanfranco Lumetti, un prete di paese attivo e vicino ai giovani. A raccontare una storia che sembra uscita da un appassionante romanzo è Andrea Malavasi, co-fondatore di Nefesh, che per anni ha prestato servizio all’Esagono come custode e tuttofare. Esagono che, dopo diversi anni di chiusura, sta per riaprire e ricominciare l’attività con una grande festa di inaugurazione aperta a tutti.
«Lo studio Esagono è magico – ci racconta Malavasi visibilmente emozionato – e pieno di storie interessanti. Era di proprietà di un anziano contadino della zona, che lo aprì per cominciare ad ospitare i bisognosi sotto la gestione di don Lumetti. Praticamente Nefesh (parola ebraica che significa “essere umano”, ndr) nacque così e cominciò ad ospitare tossicodipendenti, alcolizzati, ex carcerati, disperati».
Dopo alcuni anni di attività, Lumetti cercò di convincere il proprietario a vendere, ma senza successo: «Il proprietario era legato a questo posto per motivi sentimentali e proprio non voleva separarsene. Finché – racconta Malavasi divertito – non fu lo stesso proprietario a convincersi quando Lumetti aveva già desistito: un maiale lo aveva fatto cadere proprio all’interno di questo stabile, e lui prese questa cosa come un segno che era venuto il momento di vendere al don…».
Su suggerimento di un ospite di Nefesh di allora, era il 1989, e di un obiettore di coscienza di servizio nella comunità, entrambi appassionati di musica, Lumetti decise di trasformarlo in studio di registrazione. «Fu coinvolto Umberto Maggi, ex bassista dei Nomadi – racconta Malavasi – che venne a visitare il posto e a dare suggerimenti sulla struttura e sull’attrezzatura. Nel giro di pochissimo tempo, circa un anno, abbiamo ristrutturato il caseificio che ospita lo studio, e smantellato le porcilaie che non servivano più. Poi lo studio è partito, diventando una cosa molto più grande di quanto nessuno avrebbe mai potuto immaginare».
Da quel momento tantissimi personaggi di primo piano hanno cominciato a frequentare quello studio dall’acustica straordinaria.
«Ligabue – ricorda Malavasi – passava spesso di qui e raccontava che questo era un posto magico, dove si poteva venire a bere un caffè senza che nessuno ti chiedesse un autografo. E sia lui sia i Modena City Ramblers, così come tantissimi altri musicisti, hanno preso alla lettera il motto di don Lumetti, accettando di esibirsi più volte gratuitamente per gli ospiti della comunità Nefesh. Un altro estremamente disponibile – continua – era Biagio Antonacci, che arrivò addirittura ad iscriversi alla squadra di calcio della parrocchia di Rubiera».
Ma gli aneddoti abbondano, coinvolgendo anche il fondatore don Lumetti: «Una volta, proprio all’inizio dell’attività dello studio, venne Rai Tre a fare un servizio su Nefesh. In studio stavano registrando gli Stadio. Durante la diretta, intervistarono don Lumetti il quale alla domanda “Chi ospitate nella vostra comunità?” rispose: “Noi ospitiamo matti, tossicodipendenti, malati di mente, ex carcerati. Ed oggi abbiamo ospitato anche la televisione…».
Ma l’Esagono era ben più di un semplice studio di registrazione: «Erano memorabili le feste – racconta Malavasi – dove venivano gli amici degli amici e suonavano improvvisando per ore. Ricordo che una sera Ligabue cantava mentre Biagio Antonacci suonava la batteria. Ho ricordi bellissimi, come ad esempio quella sera in cui Carmen Consoli, accompagnata dal chitarrista degli Avion Travel, chiese alla moglie di uno dei fonici di cantare, lasciandole poi il microfono per il resto della notte. Di notte veniva sempre Vinicio Capossela, tanto c’era sempre qualcuno da salutare».
E l’Esagono porta notoriamente fortuna agli artisti: «Un fonico disse a Ligabue, riascoltando le registrazioni di “Buon compleanno Elvis”, che fu registrato qui, che con la canzone “Certe notti” avrebbe venduto mezzo milione di copie. Liga rispose che se fosse successo avrebbe portato allo studio un camion di salami. Cosa che fece lo stesso giorno in cui il suo disco toccò il mezzo milione di copie vendute…».
«La riapertura dell’Esagono – conclude Malavasi, sorridendo – è un successo per tutti, anche per chi non ci ha mai messo piede dentro».
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