Gazzetta di Reggio

libri 

Mantovani e la “filosofia del volante” 

In “Cogito ergo Suv” l’autore racconta la giungla della strada

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «Andrebbe scritto sulla carta d’identità: automobilista. Perché, al di là della foto e dei dati anagrafici – e naturalmente della multa sotto il parabrezza, di fronte a cui è inevitabile andare fuori di sé – seduti al volante siamo davvero noi stessi». Sono le prime parole di “Cogito ergo Suv. Guida semiseria alla filosofia del volante”, il libro edito da Robin&Sons e scritto da Carlo Mantovani, “giorn-artista” di Carpi.

«Il Suv è il simbolo della strafottenza stradale – esordisce – che chi può si compra per dare un’immagine di forza. Sono utilizzati dalla criminalità per fare spaccate, ma sono anche parcheggiati sulle aiuole o a cavallo tra gli argini».

Nel testo c’è una vignetta che rappresenta la presunta superiorità in modo caricaturale. L’ha disegnata lo stesso autore, come le altre presenti nell’opera. «Ogni capitolo termina con dieci battute a tema – precisa lo scrittore – disposte dall’ultima alla prima nello stile di David Letterman». Un capitolo è dedicato agli «artisti del multitasking», un altro alla «distanza d’insicurezza» («Perché – spiega Mantovani – nella legge della strada, più forte del codice, se non sei abbastanza vicino a un’altra auto non hai coraggio»). E poi il clacson, «che è passato da un avviso a uno strumento sanzionatorio: se segnali un pericolo a una persona ti manda a quel paese». «La direzione è l’auto senza autista – pronostica l’autore – in cui lanciare improperi e chattare. Ma un futuro forse più probabile è il conducente senz’auto». Il libro è disponibile anche online e prenotabile nelle librerie. (g.f.)



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google