Il Concorso Borciani 2017 si chiude senza un vincitore
di Giulia Bassi
Dopo una lunghissima riunione, la giuria decide di non assegnare il primo premio Secondo posto agli statunitensi del Quartetto Omer, il pubblico premia l’Adorno
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REGGIO EMILIA. Anche questa edizione, la undicesima, quella del trentennale, si conclude senza un vincitore assoluto, e così si perpetua la tradizione legata al Premio Borciani creato per incoronare una formazione di assolutissimo livello, capace davvero di strabiliare. Questa volta non è stato così, come è successo, andando a ritroso, nel 2011, 2000, 1994 e 1987, vale a dire la prima volta della competizione: in quelle edizioni non è stato assegnato il primo premio, che corrisponde ad una ragguardevole cifra in denaro e soprattutto a una lunga tournée, un percorso già tracciato in cui la formazione vincitrice è destinata a tracciare un capitolo fondamentale della storia del quartetto d’archi come è successo al Keller, all’Artemis, al Kuss, Pavel Haas, al Bennewitz e al Kelemen. Evidentemente quest’anno, a fronte di un livello generale piuttosto alto non c’è stata la rivelazione, tuttavia quando succede così, vincono simbolicamente tutti quelli che sono arrivati alla fine, vale dire i quartetti che si sono esibiti ieri sera: gli italiani Indaco e Adorno e il Quartetto Omer per metà statunitense e per metà coreano. A questa formazione va il secondo premio 10.000 euro e diploma, mentre il terzo al Quartetto Adorno, 5.000 euro e diploma; a loro va il premio speciale di 2.000 euro e diploma per la migliore esecuzione del brano contemporaneo, come quello del pubblico – 1.000 euro e diploma. Questo il pronunciamento finale della Giuria, presieduta da Valentin Erben e composta da Enrico Bronzi, Heime Mueller, Miguel Da Silva, Francesco Dillon, Lukas Hagen, Diemut Poppen. Si è così conclusa l’intensa settimana di grande musica al Teatro Valli, davanti ad un pubblico appassionato e partecipe che è accorso numeroso anche ieri sera per la finalissima ad applaudire le tre formazioni che hanno presentato alcuni dei capolavori della fascinosa letteratura per questa formazione: l’Indaco ha eseguito di Šostakovič Quartetto n. 9 op. 117, l’Omer di Beethoven il Quartetto in la minore op. 132 e l’Adorno di Brahms il Quartetto in do minore op. 51 n. 1. I primi ad esibirsi, già presenti nella scorsa edizione portando a casa il Premio Jeunesses Musicales Deutschland – che quest’anno è stato assegnato al Quartetto Hanson –, sono guidati da un primo violino dalla personalità spiccata (forse troppo), capace comunque di fascinare chi ascolta accompagnandolo, tra i meandri di questo capolavoro un po’ misterioso. Da parte del Quartetto Omer, vibrante e sofferto il Beethoven, opera delicatissima in quanto appartenente agli ultimi complessi capolavori del genio di Bonn. Infine il Brahms dell’Adorno è apparso carico a tinte accese e di una tensione dal vivido carattere beethoveniano. Meritatissimo per questa formazione che non ha compiuto nemmeno tre anni – e in tal senso si può considerare una sorta di rivelazione dell’edizione 2017 della competizione – il premio per la migliore esecuzione del brano contemporaneo di Silvia Colasanti “Di tumulti e d’ombre (Studio per Faust)”.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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