Gazzetta di Reggio

Vasco e Liga, i big dei record 

di Martina Riccò
Vasco e Liga, i big dei record 

Attesi al parco Ferrari di Modena 220 mila fans, tra cui 5 mila reggiani. Battuto l'evento al Campovolo di Reggio Emilia

3 MINUTI DI LETTURA





Uno canta Albachiara, l’altro Certe notti. Uno è nato in un paesino dell’Appennino modenese, l’altro nella Bassa Reggiana. Tra i due, che vivono ad appena 40 chilometri di distanza, c’è una lontananza siderale. Spesso chi ama Vasco odia Liga (e viceversa), perché sotto il cielo del rock non c’è posto per due stelle. Il confine geografico-musicale tra Reggio e Modena (tra i due rocker) è sempre stato diplomaticamente rispettato. Ma non possiamo chiudere gli occhi davanti a quello che sta per succedere a Modena.

Tra 19 giorni Vasco Rossi festeggerà quarant’anni di carriera al cospetto di 220 mila persone. E contenderà il record registrato da Luciano Ligabue con i circa 170 mila presenti a Campovolo 2005. Un confronto tra i due rocker, a questo punto, è d’obbligo. Anche perché tra i seguaci del Komandante ci saranno tanti reggiani: non sempre l’appartenenza geografica rispetta quella di... palco.

Stando alle stime (da prendere comunque con i guanti visto che un modenese potrebbe aver comprato biglietti per un reggiano e viceversa) a Reggio sono stati venduti circa 5.200 biglietti, quasi il 10 per cento di quelli venduti in regione. A Parma ne sono stati venduti tremila. Il grosso è ovviamente a Modena (oltre 27 mila) e a Bologna (più di 12 mila).

Come successo a Reggio in occasione dei vari Campovolo di Liga – al concerto del 2005 avevano partecipato 169.743 persone, a quello del 2011 poco meno di 120 mila, all’ultimo del 2015 ben 151.395 persone – Modena sarà presa d’assalto: hotel e parcheggi esauriti, ristoranti e bar pieni, città blindata. Ma non è tutta una questione di cifre, come sanno bene le due “tifoserie”. Vasco Rossi e Luciano Ligabue, quasi vicini di casa, tra loro sono spesso lontanissimi. Da una parte Albachiara, dall’altra Certe Notti. Da una parte i klippini senza peli sulla lingua di Vasco, dall’altra i video di Ligabue, che ha sempre dichiarato di non avere un grande feeling con i social network. E mentre il primo canta la vita spericolata, l’altro risponde con una vita da mediano.

La distanza si manifesta anche nelle abitudini quotidiane. In un’intervista alla rivista Rolling Stone il Blasco ha candidamente confessato: «Ero sicuro che sarei morto giovane. Poi invece son rimasto vivo e mi tocca correre. Io odio correre. È un sacrificio enorme. Ma lo faccio, perché poi sul palco devo spaccare tutto». Ligabue, dal canto suo, ama così tanto il footing da averlo addirittura inserito nel suo secondo film, “Da zero a dieci”.

E caso vuole che di cinema si stia occupando ancora (le riprese sono iniziate ieri nella sua Correggio, e proseguiranno a Reggio, Novellara e Roma), proprio mentre il Kom si schiarisce la voce per il concertone dei record. Ancora una volta, Vasco e Liga su due strade diverse. Quando uno pubblica un disco, l’altro si riposa dopo il tour. Quando uno parla, l’altro tace, quando uno parte, l’altro torna. Anche perché il contatto tra i due è stato a lungo ad alta tensione.

L’ultimo scontro – provocato dai giornalisti, secondo entrambi i rocker – è avvenuto nel 2011, quando Vasco avrebbe scritto del “cugino” correggese: «Un bicchiere di talento in un mare di presunzione». Schermaglie ormai da tempo alle spalle, per ammissione degli stessi protagonisti. Anche perché , dopo i grandi live del Campovolo, all’orizzonte c’è ora una nuova grande festa, ed è meglio non ricordare scaramucce passate. Il 1° luglio al parco Ferrari Vasco tornerà dove tutto ebbe inizio. E questa volta non perderà «l’occasione buona»: 220 mila persone saranno lì per lui, condividendo quel «brivido che vola via» che dura da quarant’anni e che – assicura lo stesso Komandante – non finirà con questo concerto.

Martina Riccò
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google