premio borciani, il giorno dopo
Quartetto Adorno in viaggio con «l’applauso nel cuore»
di Giulia Bassi
REGGIO EMILIA. Per il Quartetto Adorno, in particolare per i due violinisti Edorado Zosi e Liù Pelliciari, il giorno dopo la splendida conquista di ben tre premi al Concorso Borciani ha significato...
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REGGIO EMILIA. Per il Quartetto Adorno, in particolare per i due violinisti Edorado Zosi e Liù Pelliciari, il giorno dopo la splendida conquista di ben tre premi al Concorso Borciani ha significato un lungo viaggio attraverso l’Italia, fino al conservatorio di Matera nel quale Zosi insegna.
Dopo aver salutato la giuria e gli amici, i due sono saliti in auto per raggiungere la Basilicata: partiti poco prima dell’una, fino alle quattro ha guidato Liù e fino alle otto Edoardo.
Tutto bene?
«Certo, l’accumulo d’adrenalina era talmente tanto – dice Liù – che abbiamo affrontato la strada senza problemi, parlando del concorso, riflettendo e soprattutto ascoltando la registrazione di Brahms»
Come è andata, a proposito?
«Sapevamo che c’era tanto pubblico e abbiamo cercato di affrontare la prova come se fosse un concerto, facendo musica e cercando il più possibile di trasmettere emozioni».
Un ricordo speciale dell’altra sera?
«L’applauso finale del pubblico. Era quello che volevamo: riuscire a comunicare emozioni, instaurare un legame attraverso la musica. Il quartetto rappresenta l’apoteosi della condivisione delle emozioni: lo facciamo tra di noi e idealmente rivolgiamo l’abbraccio anche a chi ci ascolta».
Gli altri due vostri compagni come hanno accolto questi riconoscimenti?
«Sono stati felicissimi: Benedetta, la viola, è giovane ma ha un talento pazzesco, nervi d’acciaio e dà tanta sicurezza al quartetto. Danilo, musicista splendido, e invece un ragazzo più scherzoso. L’incontro con lui è stato un segno del destino: fin da subito il suo modo di suonare si è fuso a meraviglia con quello di Edoardo».
Cosa avete fatto quando vi hanno comunicato i premi?
«Ci siamo guardati ed abbracciati tutti quanti».
Quale pezzo avete eseguito al top?
«Sicuramente Weber, nella seconda prova, e il pezzo contemporaneo della Colansati: avevo già suonato una sua musica, che ho amato da subito».
In futuro?
«Oltre a fare parte dell’Accademia Europea del Quartetto, nella prossima stagione saremo in residence alla Società dei Concerti di Milano, dove faremo tre concerti.
Nel primo, in programma il 16 ottobre, suoneremo tutto Brahms, incluso un magnifico Quintetto con Bruno Canino al pianoforte».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Dopo aver salutato la giuria e gli amici, i due sono saliti in auto per raggiungere la Basilicata: partiti poco prima dell’una, fino alle quattro ha guidato Liù e fino alle otto Edoardo.
Tutto bene?
«Certo, l’accumulo d’adrenalina era talmente tanto – dice Liù – che abbiamo affrontato la strada senza problemi, parlando del concorso, riflettendo e soprattutto ascoltando la registrazione di Brahms»
Come è andata, a proposito?
«Sapevamo che c’era tanto pubblico e abbiamo cercato di affrontare la prova come se fosse un concerto, facendo musica e cercando il più possibile di trasmettere emozioni».
Un ricordo speciale dell’altra sera?
«L’applauso finale del pubblico. Era quello che volevamo: riuscire a comunicare emozioni, instaurare un legame attraverso la musica. Il quartetto rappresenta l’apoteosi della condivisione delle emozioni: lo facciamo tra di noi e idealmente rivolgiamo l’abbraccio anche a chi ci ascolta».
Gli altri due vostri compagni come hanno accolto questi riconoscimenti?
«Sono stati felicissimi: Benedetta, la viola, è giovane ma ha un talento pazzesco, nervi d’acciaio e dà tanta sicurezza al quartetto. Danilo, musicista splendido, e invece un ragazzo più scherzoso. L’incontro con lui è stato un segno del destino: fin da subito il suo modo di suonare si è fuso a meraviglia con quello di Edoardo».
Cosa avete fatto quando vi hanno comunicato i premi?
«Ci siamo guardati ed abbracciati tutti quanti».
Quale pezzo avete eseguito al top?
«Sicuramente Weber, nella seconda prova, e il pezzo contemporaneo della Colansati: avevo già suonato una sua musica, che ho amato da subito».
In futuro?
«Oltre a fare parte dell’Accademia Europea del Quartetto, nella prossima stagione saremo in residence alla Società dei Concerti di Milano, dove faremo tre concerti.
Nel primo, in programma il 16 ottobre, suoneremo tutto Brahms, incluso un magnifico Quintetto con Bruno Canino al pianoforte».
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