Gazzetta di Reggio

Al castello del Bianello «Un viaggio nel tempo con Matilde»

Al castello del Bianello «Un viaggio nel tempo con Matilde»

Quattro Castella: esposte anche le lettere di Gregorio VII inviate dal Bianello nel 1077

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QUATTRO CASTELLA. La collezione di Giuliano Grasselli conta oltre 900 pezzi tra libri antichi, incisioni e stampe, documenti storici, oggetti d’epoca e quadri. Si tratta di materiale di provenienza italiana ma molti documenti provengono anche dalla Germania.

In mostra al Bianello c’è una parte di questa collezione, assieme a pezzi provenienti da altri proprietari. Una mostra, questa, che potrebbe essere “esportata” in altri castelli e luoghi della vastissima area matildica. In mostra anche le lettere inviate da Gregorio VII a regnanti e prelati d’Europa durante il suo soggiorno a Bianello nel 1077.

La collezione è stata utilizzata per redigere due libri e per allestire mostre che si sono tenute in diverse località italiane. Le ultime: nel 2015, “Memoriae Mathildis” a Correggio; nel 2016 nel refettorio monastico di San Benedetto Po, nel Mantovano.

«Il percorso culturale che abbiamo costruito – spiega Danilo Morini, assessore alla cultura del Comune di Quattro Castella – vuole essere un’esperienza che, partendo dalla figura storica di Matilde e dal castello di Bianello, si estende a un territorio più ampio, che comprende alcuni dei castelli protagonisti della sua storia, per ricostruire a distanza di oltre 900 anni, il paesaggio in cui Matilde si muoveva, quell’Appennino da lei tanto amato e a lei tanto fedele anche nei più difficili della sua vicenda storica e politica.

L’idea è di accompagnare i visitatori in un viaggio nel tempo, attraverso le immagini con cui quei castelli vengono rappresentati, perché il modo di raffigurare i castelli racconta molto dell’epoca che ha prodotto quelle immagini. E raccontare il mondo di Matilde attraverso le raffigurazioni del suo mondo è una sfida interessante che riserva molte sorprese. Questa mostra è importante perché ci rivela come gli artisti, anche e soprattutto quelli dall’800 in poi, hanno immaginato quel periodo: è grazie a loro che si è potuta formare un’immagine del Medioevo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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