Rumiz racconta l’Appennino a dieci anni dal primo viaggio
Lo scrittore e giornalista protagonista di una serie di documentari su Laeffe Si comincia domani sera con il cammino lungo la dorsale tosco-emiliana
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REGGIO EMILIA. A dieci anni dal primo viaggio di Paolo Rumiz sugli Appennini e dal pluripremiato libro che ha contribuito alla riscoperta del viaggiare con lentezza (“La leggenda dei monti naviganti”, Giangiacomo Feltrinelli Editore, 2007), il giornalista e scrittore torna a raccontare la sua Italia.
Lo farà – per cinque mercoledì su Laeffe – con la serie di documentari “I Viaggi di Paolo Rumiz”, una sorta di antologia per scoprire alcuni dei luoghi più suggestivi e delle storie nascoste del Paese, procedendo “con passo lento, a velocità sostenibile”. Apre il cammino il documentario, in prima tv assoluta, “Ritorno sui Monti Naviganti”: dalla Lunigiana all’Appennino Tosco-Emiliano, dal Cilento all’Irpinia fino all’Aspromonte, Paolo Rumiz ripercorre dopo dieci anni i luoghi della sua prima avventura sugli Appennini, scendendo lungo la dorsale insieme a un appassionato gruppo di compagni di viaggio, per capire cosa è rimasto uguale e cosa sta cambiando in quest’Italia minore, lontana dall’attualità e dai racconti dei media. «Abbiamo contattato vecchi amici – racconta il regista Alessandro Scillitani – abbiamo chiamato Roberto Righi, il proprietario di Nerina (la stessa Fiat Topolino del viaggio del 2006, ndr), e abbiamo ripercorso l’Appennino, dal passo di Cadibona all’Aspromonte». Si tratta di un viaggio nella pancia del paese, in quei luoghi che sono stati ritenuti marginali nell’epoca del boom economico e che ora, in tempi di crisi, cominciano ad essere riconsiderati come centrali per un recupero delle nostre identità. Prendendo spunto dalle storie già raccolte dieci anni fa, il racconto si snoda lungo la penisola alla ricerca delle voci dei resistenti e di chi è tornato in Appennino, magari recuperando case lasciate vuote dai nonni che si erano trasferiti nelle città. Con camera in spalla, a passo lento, affiancato dallo stesso Paolo Rumiz, da Marco Ciriello e da Elisa Brivio, Scillitani ha attraversato 1500 chilometri in cerca di racconti. Un racconto corale di resistenza e di energie positive, con il contrappunto della voce fuori campo di Paolo Rumiz. Le musiche originali del film, composte sempre da Scillitani, sono arrangiate ed eseguite con Marco Macchi, Tommi Prodi, Stefano Ferrari e Mimmo Fontana, tutti musicisti di Reggio Emilia. La serie “I Viaggi di Paolo Rumiz” è in onda ogni mercoledì, a partire da domani sera, alle 21.10 su Laeffe (Sky canale 139). Dopo “Ritorno sui monti naviganti”, Rumiz proseguirà il suo racconto con “Le Dimore del Vento” (28 giugno), “Il Risveglio del Fiume Segreto” (5 luglio), “L’Albero tra la Trincee” (12 luglio) e “Appia: Il Cammino” (19 luglio).
Lo farà – per cinque mercoledì su Laeffe – con la serie di documentari “I Viaggi di Paolo Rumiz”, una sorta di antologia per scoprire alcuni dei luoghi più suggestivi e delle storie nascoste del Paese, procedendo “con passo lento, a velocità sostenibile”. Apre il cammino il documentario, in prima tv assoluta, “Ritorno sui Monti Naviganti”: dalla Lunigiana all’Appennino Tosco-Emiliano, dal Cilento all’Irpinia fino all’Aspromonte, Paolo Rumiz ripercorre dopo dieci anni i luoghi della sua prima avventura sugli Appennini, scendendo lungo la dorsale insieme a un appassionato gruppo di compagni di viaggio, per capire cosa è rimasto uguale e cosa sta cambiando in quest’Italia minore, lontana dall’attualità e dai racconti dei media. «Abbiamo contattato vecchi amici – racconta il regista Alessandro Scillitani – abbiamo chiamato Roberto Righi, il proprietario di Nerina (la stessa Fiat Topolino del viaggio del 2006, ndr), e abbiamo ripercorso l’Appennino, dal passo di Cadibona all’Aspromonte». Si tratta di un viaggio nella pancia del paese, in quei luoghi che sono stati ritenuti marginali nell’epoca del boom economico e che ora, in tempi di crisi, cominciano ad essere riconsiderati come centrali per un recupero delle nostre identità. Prendendo spunto dalle storie già raccolte dieci anni fa, il racconto si snoda lungo la penisola alla ricerca delle voci dei resistenti e di chi è tornato in Appennino, magari recuperando case lasciate vuote dai nonni che si erano trasferiti nelle città. Con camera in spalla, a passo lento, affiancato dallo stesso Paolo Rumiz, da Marco Ciriello e da Elisa Brivio, Scillitani ha attraversato 1500 chilometri in cerca di racconti. Un racconto corale di resistenza e di energie positive, con il contrappunto della voce fuori campo di Paolo Rumiz. Le musiche originali del film, composte sempre da Scillitani, sono arrangiate ed eseguite con Marco Macchi, Tommi Prodi, Stefano Ferrari e Mimmo Fontana, tutti musicisti di Reggio Emilia. La serie “I Viaggi di Paolo Rumiz” è in onda ogni mercoledì, a partire da domani sera, alle 21.10 su Laeffe (Sky canale 139). Dopo “Ritorno sui monti naviganti”, Rumiz proseguirà il suo racconto con “Le Dimore del Vento” (28 giugno), “Il Risveglio del Fiume Segreto” (5 luglio), “L’Albero tra la Trincee” (12 luglio) e “Appia: Il Cammino” (19 luglio).
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