Tortellata al Bersagliere tra presente e passato
di Andrea Vaccari
Notte di San Giovanni davanti al vecchio albergo e luogo del cuore Fai Tavolate in strada come quelle organizzate dalla storica titolare
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BORETTO. Con l’avvio dell’estate si ripresenta puntuale, secondo il calendario cristiano, una delle feste più attese e sentite: quella di San Giovanni Battista, del 23 giugno. Una “notte magica”: magica in tutti i sensi, perché leggenda, mistero e storia si fanno largo, in tutto il Reggiano, dalla bassa alla montagna. Un evento che lega la terra emiliana a tante altre province e regioni italiane.
La notte di San Giovanni rientra nelle celebrazioni del solstizio d’estate. Il nome associatogli deriva dalla religione cristiana, perché secondo il suo calendario liturgico vi si celebra San Giovanni Battista. In questa festa, secondo un’antica credenza il sole (fuoco) si sposa con la luna (acqua): da qui i riti e gli usi dei falò e della rugiada del mattino (il cui “arrivo” è particolarmente atteso sia per la preparazione del nocino, sia per la salute delle persone, in quanto avrebbe potere purificatore), che va aspettata all’aria aperta mangiando tortelli. Una delle tortellate più suggestive è in programma domenica sera a Boretto, alle 20.30. I commensali si ritroveranno di fronte a uno dei luoghi storici per eccellenza del paese, il vecchio albergo “Al bersagliere”. La locanda-osteria, nei mesi scorsi, è stata al centro di una campagna di salvataggio: un comitato di giovani ha raccolto quasi duemila firme che gli hanno permesso di essere eletto – nell’ambito del concorso promosso dal Fai – il “luogo del cuore” più votato di tutta la provincia e il quinto di tutta l’Emilia Romagna.
Nel periodo di San Giovanni, Maria Moretti (la storica titolare dell’attività, chiusa sul finire degli anni Ottanta) era solita organizzare una lunga tavolata in strada, per festeggiare insieme ai suoi clienti mangiando tortelli sotto la rugiada. Dopo il tour de force della raccolta firme, i componenti del comitato “C’era una volta Al Bersagliere” hanno deciso di riproporre l’usanza e festeggiare. La cena, dal costo di 25 euro, prevede due antipasti composti da tortino di verdure e salumi misti nostrani, due primi a base di tortelli verdi emiliani e tortelli al formaggio con sugo ai funghi, un secondo composto da spalla cotta, cipolline borettane e insalata mista, anguria o melone e sbrisolona, vino, acqua e nocino. Per prenotare: 340-9853690 o sulla pagina Facebook del Bersagliere.
Ad accompagnare la serata ci saranno gli scatti dei fotografi che hanno collaborato con il comitato durante l’anno, la musica e ovviamente tanta allegria. Il Bersagliere è rimasto nel cuore di molti borettesi: chi lo ha frequentato rievoca con nostalgia alcuni aspetti che nei ristoranti di oggi sono quasi del tutto introvabili. A rendere unico l’ambiente era la presenza di tante rèzdore che aiutavano Maria Moretti (cuoca di straordinari abilità i cui piatti, in particolare il pollo e lo stracotto, restano ancora nella memoria collettiva) nella preparazione dei piatti più tradizionali. A ogni ora le si poteva trovare intente a impastare la sfoglia per i tortelli e i cappelletti, o a stendere le lenzuola per i letti delle camere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La notte di San Giovanni rientra nelle celebrazioni del solstizio d’estate. Il nome associatogli deriva dalla religione cristiana, perché secondo il suo calendario liturgico vi si celebra San Giovanni Battista. In questa festa, secondo un’antica credenza il sole (fuoco) si sposa con la luna (acqua): da qui i riti e gli usi dei falò e della rugiada del mattino (il cui “arrivo” è particolarmente atteso sia per la preparazione del nocino, sia per la salute delle persone, in quanto avrebbe potere purificatore), che va aspettata all’aria aperta mangiando tortelli. Una delle tortellate più suggestive è in programma domenica sera a Boretto, alle 20.30. I commensali si ritroveranno di fronte a uno dei luoghi storici per eccellenza del paese, il vecchio albergo “Al bersagliere”. La locanda-osteria, nei mesi scorsi, è stata al centro di una campagna di salvataggio: un comitato di giovani ha raccolto quasi duemila firme che gli hanno permesso di essere eletto – nell’ambito del concorso promosso dal Fai – il “luogo del cuore” più votato di tutta la provincia e il quinto di tutta l’Emilia Romagna.
Nel periodo di San Giovanni, Maria Moretti (la storica titolare dell’attività, chiusa sul finire degli anni Ottanta) era solita organizzare una lunga tavolata in strada, per festeggiare insieme ai suoi clienti mangiando tortelli sotto la rugiada. Dopo il tour de force della raccolta firme, i componenti del comitato “C’era una volta Al Bersagliere” hanno deciso di riproporre l’usanza e festeggiare. La cena, dal costo di 25 euro, prevede due antipasti composti da tortino di verdure e salumi misti nostrani, due primi a base di tortelli verdi emiliani e tortelli al formaggio con sugo ai funghi, un secondo composto da spalla cotta, cipolline borettane e insalata mista, anguria o melone e sbrisolona, vino, acqua e nocino. Per prenotare: 340-9853690 o sulla pagina Facebook del Bersagliere.
Ad accompagnare la serata ci saranno gli scatti dei fotografi che hanno collaborato con il comitato durante l’anno, la musica e ovviamente tanta allegria. Il Bersagliere è rimasto nel cuore di molti borettesi: chi lo ha frequentato rievoca con nostalgia alcuni aspetti che nei ristoranti di oggi sono quasi del tutto introvabili. A rendere unico l’ambiente era la presenza di tante rèzdore che aiutavano Maria Moretti (cuoca di straordinari abilità i cui piatti, in particolare il pollo e lo stracotto, restano ancora nella memoria collettiva) nella preparazione dei piatti più tradizionali. A ogni ora le si poteva trovare intente a impastare la sfoglia per i tortelli e i cappelletti, o a stendere le lenzuola per i letti delle camere.
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