Due reggiani a un soffio da Vasco
Alberto Benati e Armando Bolivar potrebbero esibirsi sul palco del Modena Park
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REGGIO EMILIA. Al concertone di Vasco Rossi a Modena Park mancano ormai solo due giorni. Tra i tanti reggiani che si sposteranno nella vicina provincia, ce n’è anche qualcuno che sta sperando di salire sul palco del Blasco per scaldare i 220 mila presenti.
“Colpa d’Alfredo”, “Vita spericolata”, “Jenny” “Stupendo”. Sono solo alcune delle canzoni di Vasco Rossi che saranno presentate dalle dodici band semifinaliste del contest “Standing ovation” nelle esibizioni previste in centro storico a Modena per oggi e domani. Sarà proprio l’esito di questi live a decretare i tre vincitori che sabato sera suoneranno sul palco del Modena Park. Saranno sei gli artisti inseriti nella compilation “Standing Ovation Modena”. Tra i dodici semifinalisti ci sono anche protagonisti reggiani: Alberto Benati, chitarrista della band di Nevruz che presenta “Stupendo”, e Armando Bolivar Band, gruppo rock “surreale” di Rubiera che propone “Fegato spappolato”.
Alberto Benati (Ridillo), presidente di “Fondazione Un paese” di Luzzara nonché tra gli organizzatori di “Indaco”, manifestazione a 432 hertz, ha un suo studio di registrazione “Funklab” ed è l’attuale produttore di Nevruz. Dopo l’esordio artistico sui palchi di Mtv col duo “Water in face” e il terzo posto ad XFactor edizione 2010 (nella squadra di Elio) con due album all’attivo, Nevruz Joku ha intrapreso un percorso di ricerca dell’uso della voce prendendo come riferimento il mondo di Demetrio Stratos e la musica “progressive” degli Area.
Vanta innumerevoli collaborazioni ricercando una dimensione musicale più matura e misurandosi anche come attore in alcuni film. Partecipa nel 2016 all’evento “That’s Live di Rockin’ 1000” allo stadio “Manuzzi” di Cesena e nell’occasione, insieme al suo produttore Alberto Benati incontra Cristian Capiozzo, figlio del celebre Giulio batterista degli Area; nasce allora un sodalizio artistico che si completa con l’arrivo del pianista Leonardo Caligiuri e del contrabbassista Giacomo Marzi di Parma. Lo stile musicale assume i colori più intimi tra il cantautorato raffinato e il classico trio jazz che però si trasforma nell’ambito di uno stesso brano, toccando le corde del progressive con incursioni di sintetizzatori, poliritmie, e diplofonie vocali fino a raggiungere momenti di espressività teatrale, ambito nel quale Nevruz si è già misurato in passato proprio insieme ad Elio.
Armando Bolivar, nome di battaglia di Fausto Ferraboschi, è invece un 49enne di Rubiera. Nel 2016 ha pubblicato “Salvàdeg”, secondo album in dialetto emiliano che lui stesso ha definito «una sorta di autoritratto, una dedica alla mia selvaticità». Sempre nel 2016 ha partecipato a Ciao Darwin, la trasmissione di Paolo Bonolis su Canale 5, mentre nel 2015 ha ottenuto una nomination al Premio Tenco per i dischi in dialetto. (m.p.)
“Colpa d’Alfredo”, “Vita spericolata”, “Jenny” “Stupendo”. Sono solo alcune delle canzoni di Vasco Rossi che saranno presentate dalle dodici band semifinaliste del contest “Standing ovation” nelle esibizioni previste in centro storico a Modena per oggi e domani. Sarà proprio l’esito di questi live a decretare i tre vincitori che sabato sera suoneranno sul palco del Modena Park. Saranno sei gli artisti inseriti nella compilation “Standing Ovation Modena”. Tra i dodici semifinalisti ci sono anche protagonisti reggiani: Alberto Benati, chitarrista della band di Nevruz che presenta “Stupendo”, e Armando Bolivar Band, gruppo rock “surreale” di Rubiera che propone “Fegato spappolato”.
Alberto Benati (Ridillo), presidente di “Fondazione Un paese” di Luzzara nonché tra gli organizzatori di “Indaco”, manifestazione a 432 hertz, ha un suo studio di registrazione “Funklab” ed è l’attuale produttore di Nevruz. Dopo l’esordio artistico sui palchi di Mtv col duo “Water in face” e il terzo posto ad XFactor edizione 2010 (nella squadra di Elio) con due album all’attivo, Nevruz Joku ha intrapreso un percorso di ricerca dell’uso della voce prendendo come riferimento il mondo di Demetrio Stratos e la musica “progressive” degli Area.
Vanta innumerevoli collaborazioni ricercando una dimensione musicale più matura e misurandosi anche come attore in alcuni film. Partecipa nel 2016 all’evento “That’s Live di Rockin’ 1000” allo stadio “Manuzzi” di Cesena e nell’occasione, insieme al suo produttore Alberto Benati incontra Cristian Capiozzo, figlio del celebre Giulio batterista degli Area; nasce allora un sodalizio artistico che si completa con l’arrivo del pianista Leonardo Caligiuri e del contrabbassista Giacomo Marzi di Parma. Lo stile musicale assume i colori più intimi tra il cantautorato raffinato e il classico trio jazz che però si trasforma nell’ambito di uno stesso brano, toccando le corde del progressive con incursioni di sintetizzatori, poliritmie, e diplofonie vocali fino a raggiungere momenti di espressività teatrale, ambito nel quale Nevruz si è già misurato in passato proprio insieme ad Elio.
Armando Bolivar, nome di battaglia di Fausto Ferraboschi, è invece un 49enne di Rubiera. Nel 2016 ha pubblicato “Salvàdeg”, secondo album in dialetto emiliano che lui stesso ha definito «una sorta di autoritratto, una dedica alla mia selvaticità». Sempre nel 2016 ha partecipato a Ciao Darwin, la trasmissione di Paolo Bonolis su Canale 5, mentre nel 2015 ha ottenuto una nomination al Premio Tenco per i dischi in dialetto. (m.p.)
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