FUORI E DENTRO LE MURA
Nel primo incontro di “Reggio a mezzanotte”, in programma martedì, ci interrogheremo sui cambiamenti avvenuti nella nostra città. Reggio era una città con le mura. Questo particolare urbano che ne...
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Nel primo incontro di “Reggio a mezzanotte”, in programma martedì, ci interrogheremo sui cambiamenti avvenuti nella nostra città. Reggio era una città con le mura. Questo particolare urbano che ne condizionò i ritmi di vita per diversi secoli, oggi è, quasi, completamente scomparso. Difficile immaginare il passato, quando si andava in centro tramite porte aperte all’alba e chiuse sul far della notte. Inizialmente con funzioni preminentemente difensive, poi soprattutto di prelievo fiscale, dal Duecento alla fine dell’Ottocento la cinta avvolgeva la nostra città separandola dalle ville (oggi frazioni) esterne. Le mura rappresentavano il limes che separava l’abitato di palazzi e cattedrali dal più naturale contado (da cui la parola contadini). La loro testimonianza ci rimane nei disegni delle mappe di cui ci parlerà, martedì sera alla biblioteca Panizzi, il professor Zeno Davoli. Porta Santa Croce fu la prima (anno 1199) poi, a pezzi e tratti successivi, tutto il perimetro venne edificato, fino a circa il 1281. Il periplo diviene più massiccio nel Cinquecento, per ragioni comprensibili dovute alla potenza delle armi da fuoco. Scrive Luciana Bonilauri nella “Storia di Reggio ai giovani” del Balletti (che sarà presentato giovedì 13 luglio): «Nel XVI secolo il duca Ercole II stabilì che la cinta muraria venisse rafforzata: sorsero, quindi, baluardi e piattaforme; le quattro porte maggiori, oltre a quella del Soccorso (le altre minori erano state soppresse) vennero spostate a lato dei corrispondenti baluardi e il Crostolo, che scorreva lungo la fossa della città tra le porte Bernone e Santo Stefano, fu deviato in un percorso simile a quello odierno».
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