Festival di Resistenza a Casa Cervi
Si comincia oggi con lo spettacolo Desaparecidos, domenica tocca al MaMiMò
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GATTATICO. Prenderà il via stasera, a Casa Cervi, il Festival teatrale di Resistenza, giunto quest’anno alla sua sedicesima edizione.
Alle 19 in Sala Genoeffa Cocconi sarà presentato il lavoro di performance teatrale degli studenti del liceo Toschi, sull’impegno civile e sulla cittadinanza responsabile: “Padroni delle nostre vite, i linguaggi dell’arte per la cittadinanza del rispetto e della responsabilità” in collaborazione con il Conservatorio Boito. Alle 21.30 l’inaugurazione ufficiale del Festival con il saluto introduttivo della presidente dell’istituto Alcide Cervi, Albertina Soliani. A seguire il primo spettacolo in concorso “Desaparecidos#43” della Compagnia Instabili Vaganti per la regia di Anna Dora Dorno, con Anna Dora Dorno, Nicola Pianzola, Armida Pieretti. Dopo lo spettacolo seguirà una degustazione dei prodotti dell’azienda agricola Baiocchi di Praticello.
Domenica (ore 21.30) si torna in scena con “Nessuna pietà per l’arbitro” di Emanuele Aldrovandi, nuova produzione del MaMiMò. Al centro dello spettacolo la Costituzione e i suoi valori fondanti. L’intento dei registi Marco Maccieri e Angela Ruozzi è costruire un viaggio esistenziale che, partendo dal pensiero individualista contemporaneo, frutto di grandi trasformazioni economiche a cavallo del secolo, arrivi a una riscoperta dei valori che nel secolo scorso hanno fondato la costruzione di uno stato illuminato dalla luce del welfare, della cultura, della tolleranza e della condivisione. Il testo “Nessuna pietà per l’arbitro”, in particolare, mette in luce il meccanismo autolesionista che si genera all’interno di un’ipotetica microsocietà: una tipica famiglia italiana del 2017. Secondo il padre le leggi si possono accettare come strada per costruire un mondo migliore, invece la madre è dell’opinione che sono un obbligo dettato dall’alto a punire l’espressione dell’io individuale. Questo conflitto è insito nella coscienza dell’uomo contemporaneo, il quale, in assenza di un’immagine di futuro da consegnare ai propri figli, si “suicida” di un’abbondanza di conquiste personali. (g.b.)
Alle 19 in Sala Genoeffa Cocconi sarà presentato il lavoro di performance teatrale degli studenti del liceo Toschi, sull’impegno civile e sulla cittadinanza responsabile: “Padroni delle nostre vite, i linguaggi dell’arte per la cittadinanza del rispetto e della responsabilità” in collaborazione con il Conservatorio Boito. Alle 21.30 l’inaugurazione ufficiale del Festival con il saluto introduttivo della presidente dell’istituto Alcide Cervi, Albertina Soliani. A seguire il primo spettacolo in concorso “Desaparecidos#43” della Compagnia Instabili Vaganti per la regia di Anna Dora Dorno, con Anna Dora Dorno, Nicola Pianzola, Armida Pieretti. Dopo lo spettacolo seguirà una degustazione dei prodotti dell’azienda agricola Baiocchi di Praticello.
Domenica (ore 21.30) si torna in scena con “Nessuna pietà per l’arbitro” di Emanuele Aldrovandi, nuova produzione del MaMiMò. Al centro dello spettacolo la Costituzione e i suoi valori fondanti. L’intento dei registi Marco Maccieri e Angela Ruozzi è costruire un viaggio esistenziale che, partendo dal pensiero individualista contemporaneo, frutto di grandi trasformazioni economiche a cavallo del secolo, arrivi a una riscoperta dei valori che nel secolo scorso hanno fondato la costruzione di uno stato illuminato dalla luce del welfare, della cultura, della tolleranza e della condivisione. Il testo “Nessuna pietà per l’arbitro”, in particolare, mette in luce il meccanismo autolesionista che si genera all’interno di un’ipotetica microsocietà: una tipica famiglia italiana del 2017. Secondo il padre le leggi si possono accettare come strada per costruire un mondo migliore, invece la madre è dell’opinione che sono un obbligo dettato dall’alto a punire l’espressione dell’io individuale. Questo conflitto è insito nella coscienza dell’uomo contemporaneo, il quale, in assenza di un’immagine di futuro da consegnare ai propri figli, si “suicida” di un’abbondanza di conquiste personali. (g.b.)
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