SCARPAZZONE NEL MONDO
di ADRIANO ARATI
DUE GIORNI DI ABBUFFATE E STORIA A CARPINETI, TRA REZDORE E RISO
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L’erbazzone e le sue storie condite col riso. Domani e domenica a Carpineti arriverà “Scarpazzone nel mondo”, edizione 2017 dello Scarpazzone in Forma, la festa dell’erbazzone montanaro col riso da anni organizzata dall’associazione Carpineti da Vivere. Uno dei principali eventi estivi della montagna reggiana, che al centro mette uno dei piatti per eccellenza della cucina nostrana, l’erbazzone, nella peculiare versione di montagna. La grande differenza è il riso: in Appennino come nel resto della provincia le ricette cambiano da cuoca a cuoca e da paese a paese, l’unica grande costante è l’aggiunta all’impasto verde del riso.
Inoltre lo scarpazzone prevede la pasta solo sotto all’impasto e non pure nella parte superiore come nella versione più classica. L’utilizzo del riso non è un vezzo quanto un retaggio di tempi di povertà assoluta, lontani una manciata di decenni. Per garantire la sopravvivenze alle loro famiglie tantissime donne della montagna, giovani e meno giovani, hanno lavorato come mondine nelle risaie piemontesi, fra reumatismi e zanzare. Come paga ricevevano anche sacchi di riso che riportavano a casa e usavano per integrare i piatti, per renderli più corposi e nutrienti. Lì nasce l’idea di usare il riso come aggiunta alla torta verde salata che ogni cuoca conosceva, l’erbazzone, quella classicamente preparata con le erbe, il Parmigiano Reggiano, la ricotta e, a dare sapore e vigore, pezzetti di lardo.
Questa usanza è diventata col tempo una tradizione radicatissima, spostandosi di pochi chilometri si trovano tante varianti differenti di scarpazzone ma il riso è sempre presente. Una quindicina d’anni fa un gruppo di commercianti e abitanti carpinetani ha deciso di raccontare all’esterno questa ricetta, creando le prime iniziative oggi consolidatissime. Nel 2017 i promotori hanno deciso di dare un tocco internazionale all’evento, chiamato “Scarpazzone nel mondo”. Perché questo nome? «Perché volevamo trasmettere l’idea che il nostro piccolo paese con il suo prodotto per eccellenza, lo scarpazzone, possiede un elemento che lo accomuna con tutto il mondo: il riso», raccontano le promotrici.
Il mondo si vedrà anche nella sfilata del sabato sera, una sfilata «degli abiti di tutti i continenti dove non vi sono limiti tra lo scambio di culture ed etnie, dove una ragazza con i capelli rossi sarà la Spagna, la marocchina sarà la Korea, la cambogiana sarà il Vietnam. Due giorni per entrare nella nostra tradizione che incontra la realtà di un mondo dove non esistono più confini».
L’appuntamento è nel grande parco pubblico carpinetano, nella struttura polivalente del Parco Matilde, che garantirà le aree cucina e la possibilità di svolgere completamente le varie attività anche in caso di maltempo. Per due giorni si potrà mangiare, con servizio self service, con scarpazzone, burger di scarpazzone (un hamburger verde con l’impasto dello scarpazzone), gnocco fritto, e chizza del brigante, un panzerotto con il pesto verde, con verdure e formaggio. Ci saranno poi i classicissimi casagai, cannelloni, cappelletti, grigliate, salumi, formaggi e torte casalinghe con marmellate fresche e i frutti di questi mesi, come le amarene. Ci saranno giochi per bambini, una mostra artistica e mercatini artigianali. Domani il programma prevede inoltre un’escursione tra le abbazie e le chiese della zona, una tavola rotonda su “Il Parmigiano Reggiano incontra il riso”, una dimostrazione in cucina con Andrea Medici, conosciutissimo cuoco dell’Osteria in Scandiano e una sfilata degli abiti del mondo. Domenica si riprende con attività sportive, giochi con i cani, musica con il gruppo Allucitruci e l’attesissimo secondo campionato di piegatura cappelletti a squadre. Lo chef Marco Culeddu curerà due laboratori, uno dedicato al riso e alle sue declinazioni e il secondo alla pasta fresca. Per info: www.carpinetidavivere.it.
Inoltre lo scarpazzone prevede la pasta solo sotto all’impasto e non pure nella parte superiore come nella versione più classica. L’utilizzo del riso non è un vezzo quanto un retaggio di tempi di povertà assoluta, lontani una manciata di decenni. Per garantire la sopravvivenze alle loro famiglie tantissime donne della montagna, giovani e meno giovani, hanno lavorato come mondine nelle risaie piemontesi, fra reumatismi e zanzare. Come paga ricevevano anche sacchi di riso che riportavano a casa e usavano per integrare i piatti, per renderli più corposi e nutrienti. Lì nasce l’idea di usare il riso come aggiunta alla torta verde salata che ogni cuoca conosceva, l’erbazzone, quella classicamente preparata con le erbe, il Parmigiano Reggiano, la ricotta e, a dare sapore e vigore, pezzetti di lardo.
Questa usanza è diventata col tempo una tradizione radicatissima, spostandosi di pochi chilometri si trovano tante varianti differenti di scarpazzone ma il riso è sempre presente. Una quindicina d’anni fa un gruppo di commercianti e abitanti carpinetani ha deciso di raccontare all’esterno questa ricetta, creando le prime iniziative oggi consolidatissime. Nel 2017 i promotori hanno deciso di dare un tocco internazionale all’evento, chiamato “Scarpazzone nel mondo”. Perché questo nome? «Perché volevamo trasmettere l’idea che il nostro piccolo paese con il suo prodotto per eccellenza, lo scarpazzone, possiede un elemento che lo accomuna con tutto il mondo: il riso», raccontano le promotrici.
Il mondo si vedrà anche nella sfilata del sabato sera, una sfilata «degli abiti di tutti i continenti dove non vi sono limiti tra lo scambio di culture ed etnie, dove una ragazza con i capelli rossi sarà la Spagna, la marocchina sarà la Korea, la cambogiana sarà il Vietnam. Due giorni per entrare nella nostra tradizione che incontra la realtà di un mondo dove non esistono più confini».
L’appuntamento è nel grande parco pubblico carpinetano, nella struttura polivalente del Parco Matilde, che garantirà le aree cucina e la possibilità di svolgere completamente le varie attività anche in caso di maltempo. Per due giorni si potrà mangiare, con servizio self service, con scarpazzone, burger di scarpazzone (un hamburger verde con l’impasto dello scarpazzone), gnocco fritto, e chizza del brigante, un panzerotto con il pesto verde, con verdure e formaggio. Ci saranno poi i classicissimi casagai, cannelloni, cappelletti, grigliate, salumi, formaggi e torte casalinghe con marmellate fresche e i frutti di questi mesi, come le amarene. Ci saranno giochi per bambini, una mostra artistica e mercatini artigianali. Domani il programma prevede inoltre un’escursione tra le abbazie e le chiese della zona, una tavola rotonda su “Il Parmigiano Reggiano incontra il riso”, una dimostrazione in cucina con Andrea Medici, conosciutissimo cuoco dell’Osteria in Scandiano e una sfilata degli abiti del mondo. Domenica si riprende con attività sportive, giochi con i cani, musica con il gruppo Allucitruci e l’attesissimo secondo campionato di piegatura cappelletti a squadre. Lo chef Marco Culeddu curerà due laboratori, uno dedicato al riso e alle sue declinazioni e il secondo alla pasta fresca. Per info: www.carpinetidavivere.it.
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