Gazzetta di Reggio

Le “anime” di Boltanski invadono il Mambo

Le “anime” di Boltanski invadono il Mambo

Tra installazioni e video, in esposizione 25 opere dell’artista francese In mostra anche due sue creazioni mai viste prima in Europa

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BOLOGNA. Si intitola “Anime. Di luogo in luogo visibile” ed è la mostra antologica di Christian Boltanski allestita al Mambo di Bologna.

A vent’anni dalla sua prima mostra a Bologna e in Italia, “Pentimenti” a Villa delle Rose nel 1997, e a dieci anni dall’inaugurazione del Museo per la memoria di Ustica, la sua prima installazione permanente nel nostro paese realizzata al fianco dei parenti delle vittime, l’artista è tornato a Bologna protagonista di un ampio progetto che declina i suoi diversi linguaggi espressivi.

Nato a Parigi da padre di origine Ucraina e da madre corsa, Boltanski è conosciuto soprattutto per le sue installazioni artistiche, anche se lui stesso ama definirsi pittore, pur avendo da tempo abbandonato questo ambito. Il suo lavoro artistico è pervaso dal tema della morte, della memoria e della perdita, e spesso si è occupato di memoriali degli anonimi e di chi è scomparso. Nei suoi anni d’esordio i dipinti riguardavano temi di rilevanza storica; intorno agli anni Settanta passa allla ricerca del suo passato personale, ricostruendo la sua infanzia con varie tecniche artistiche (video, fotografie, teatro) senza per questo rinunciare alla sua essenza di pittore.

Danilo Eccher, già curatore della personale del ‘97, avverte che “Anime” «non è una mostra, è una serie di eventi che restituiscono il complesso del lavoro di Christian Boltanski». Quella allestita al Mambo è la più ampia esposizione a lui dedicata mai organizzata in Italia: conta 25 opere, tra installazioni e video, di cui due mai esposte prima in Europa. L’allestimento delle opere ripercorre la poetica di Boltanski da metà anni Ottanta fino agli anni più recenti e si articola in sale che affrontano i temi su cui si è concentrata con intensa continuità la sua ricerca: la scomparsa, il rapporto dialettico fra vita e morte, la fragilità della memoria e del ricordo, la scommessa contro l’ineluttabilità dell’oblio, il senso di tragicità intrinseco alla storia. L’imponente Sala delle Ciminiere, cuore del museo e dell’intero percorso espositivo, è occupata dalla struttura labirintica dell’installazione ambientale “Regards”: immagini sfocate di volti anonimi stampate in bianco e nero su un tessuto trasparente di grande formato provenienti dall'archivio fotografico personale dell’artista che, come conturbanti presenze fantasmatiche, il visitatore è invitato ad attraversare abbandonandosi al flusso del tempo e della memoria. Al centro della sala appare la straniante preziosità di “Volver”, una forma piramidale alta circa sette metri interamente avvolta in coperte isotermiche dorate, materiali che richiamano le drammatiche immagini dei primi soccorsi prestati ai migranti. Il dialogo stabilito da Boltanski tra le due opere sembra suggerire un’immanente vicinanza tra le presenze/assenze di quei volti, di cui sopravvive solo uno sguardo evanescente, e i migranti, odierni fantasmi senza nome, per la comune privazione delle identità individuali. La mostra al Mambo è il nucleo centrale del progetto speciale dedicato a Christian Boltanski: un percorso scandito in vari interventi e diversi luoghi della città, che consente di presentare l’opera dell’artista francese in tutte le sue dimensioni espressive.

La mostra è visitabile al Mambo (in via Don Minzoni 14 a Bologna) fino al 12 novembre. Per info, telefonare allo 051-6496611.

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