Gazzetta di Reggio

Tradizioni millenarie alla Tavola di Bisanzio

di Adriano Arati
Tradizioni millenarie alla Tavola di Bisanzio

Un viaggio nell’epoca dell’imperatore Giustiniano e di Teodora  Due giorni di ricette antiche, rievocazioni e spettacoli in costume

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BAISO. Un salto indietro di oltre un millennio, a quel medioevo in cui la collina reggiana era terra di confine. E terra di carne di pecora. Domani e domenica a Baiso si terrà l’edizione della “Tavola di Bisanzio”, l’evento dedicato alla presenza bizantina nella montagna reggiana con relativa cultura della carne di pecora.

Le origine di questa tradizioni sono davvero antichissime. Per almeno due secoli, VII e VIII dopo Cristo, il crinale del Monte di Valestra e della Pieve di San Vitale di Carpineti segnava il confine fra il territorio bizantino, il castrum Verabulum legato all’impero d’Oriente e a Ravenna, e quello longobardo, il Castrum Bismantova. Questa demarcazione proseguiva lungo la vallata del Tresinaro e quella del Secchia. Bizantini e longobardi erano popoli lontanissimi fra loro per culture, religione e usanze, il versante bizantino ha sempre avuto al centro la pastorizia e l’allevamento della pecora. E, di conseguenza, piatti di carne ovina. Il segno della divisione è ancora molto profondo: a Carpineti e Valestra, Baiso e Viano la carne di pecora è un’abitudine radicatissima, nei ristoranti come nelle case, mentre basta andare nella vicina Toano per cambiare radicalmente prospettiva.

La “Tavola di Bisanzio”, figlia di tanti anni di lavoro, studio e organizzazione, in questo decennio ha rappresentato un momento pubblico di narrazione di quel periodo, con tanto spazio alle rievocazioni in costume e alle attività culturali oltre che, ovviamente, alla cucina: per due giorni si potranno mangiare barzigole, arrosticini, pecora bollita, violini e altri insaccati ovini.

Si parte domani alle 16 con tutti i negozi aperti e i commercianti in costume d’epoca ad accogliere i visitatori, che potranno visitare anche il mercatino medievale sistemato lungo la via principale del paese e assistere agli intrattenimenti itineranti. In piazza Nilde Iotti ci saranno spettacoli sempre a tema, fra boscaioli, falconieri e antichi mestieri. Sotto sera apriranno le locande con i piatti della tradizione bizantina e longobarda a far compagnia ad altri spettacoli, con i giocolieri del fuoco, gli sbandieratori, i falconeri e concerti di musica celtica.

Domenica il programma è ancora più corposo, visto che si riprende al mattino con la nuova apertura dei negozi, del mercato in costume, oltre al ritorno delle animazioni e degli spettacoli già presenti il giorno precedente. A mezzogiorno si torna a pranzo, sempre con le proposte gastronomiche tradizionali incentrate sulla pecora, per passare alle esibizioni dei “I falconieri del re” nel pomeriggio. Alle 18, il momento più atteso, il corteo storico con decine di figuranti. Nobili e contadini accompagneranno l’imperatore Giustiniano e l’imperatrice Teodora lungo la via del paese fino alla piazza Don Dossetti, per la conclusione della rievocazione. A sera, di nuovo cena bizantina, e poi concerti e animazioni dedicate ai giochi di fuoco, ai falchi e alla musica medievale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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