Pastasciutta antifascista e lezione di democrazia a Casa Cervi
Gattatico, il gesto dei sette figli di Alcide si ripete martedì 25 luglio. Albertina Soliani, presidente dell’Istituto: «Antifascismo da mangiare, valori che nutrono il popolo con un atto di autenticità»
GATTATICO. Si rinnova a Casa Cervi, martedì 25 luglio, la tradizione della “pasta antifascista” che i fratelli Cervi offrirono a tutto il paese all’indomani della caduta di Benito Mussolini.
«Era un anticipo di futuro quel piatto – commenta Albertina Soliani, presidente dell’Istituto Alcide Cervi – e i Cervi lo sapevano bene: abituati com’erano a vedere avanti, oltre gli ostacoli. Persino oltre la notte del Fascismo, oltre la tragedia del conflitto, quando sembrava impossibile non vedere altro che regime, nient’altro che violenza e prevaricazione. Nessun grande discorso, nessun proclama, nessuna promessa venne dal carro che i sette fratelli e il padre Alcide portarono in piazza, con la pasta in bianco nei bidoni del latte. Solo un gesto di solidarietà concreta, come erano loro, uomini e donne della terra, del fare. Antifascismo da mangiare, valori che nutrono il popolo con un atto di autenticità».
Offrire ancora oggi quel piatto, distribuirlo in una serata gioiosa come quella della Festa della pastasciutta rinnova la promessa di futuro dei Cervi, anno dopo anno. «Farlo in oltre cento luoghi in simultanea, a decine di migliaia di cittadine e cittadini di ogni provenienza età e storia, rappresenta una forza unica. Un capitale civile inestimabile nell'Italia di oggi», aggiunge Soliani.
Il 25 luglio, infatti, non sarà solo l’aia di Casa Cervi a ospitare la pastasciuttata: i piatti di pasta saranno serviti in contemporanea in 100 piazze – dal Piemonte al Friuli, dal Trentino alla Sicilia – che aderiscono alla spontanea rete delle pastasciutte gemelle, animate dallo stesso spirito popolare, schiettamente democratico, che motivò la famiglia Cervi 74 anni fa porgendo al popolo stremato dalla guerra e dalla dittatura un piatto di pasta benaugurante.
«Sollecitati da una cronaca poco edificante – spiega Soliani – si discute proprio in questi giorni di antifascismo in Parlamento, di valori fondanti la nostra Costituzione. Un dibattito quasi mai all’altezza dell’oggetto. Soprattutto, esce nella sottocultura politica e sociale una “simpatia per il regime” sempre più dichiarata, un riflusso acido spesso apertamente razzista, antidemocratico, insofferente alla civiltà liberale.
Più in generale, una accondiscendenza sempre meno latente verso il passato fascista. Che lo trasforma così in un eterno presente. La tendenza diffusa resta minimizzare, normalizzare, elaborare con un’alzata di spalle il più drammatico nodo storico del ’900, cioè la nascita dei fascismo in Europa e nel mondo a partire proprio dal nostro Paese. Il dibattito continuerà, speriamo animato dalla responsabilità dei legislatori e dalla compostezza dei sinceri democratici. Il primo e più sincero contributo di Casa Cervi allo spirito del tempo è proprio la pasta antifascista, gesto ripetuto e diffuso, negli anni e nelle comunità sempre più numerose».
Il ritrovo è dalle 18.30 nel grande parco del Museo Cervi di Gattatico. Pastasciuttata alle 20. A seguire interventi, concerto “Questo e il fiore del Partigiano…”, e premiazione del Festival teatrale di Resistenza. Si chiude con dj-set.
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