ITINERARIO ALLE RADICI DEL GUSTO
di CARLO MANTOVANI
ALLA SCOPERTA DELL’OLMO DI CAMPAGNOLA POI UN SALTO A NOVELLARA PER MISS ANGURIA
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Proseguono gli itinerari “Alle radici del gusto”, che uniscono natura e cultura, valorizzando due categorie decisamente sottovalutate: da un lato gli alberi secolari, regolarmente ignorati dagli itinerari turistici, persino da quelli in bici o a piedi; dall’altro le sagre di paese, liquidate spesso con la locuzione “stand gastronomici”, senza neanche specificare che cosa si mangia, in quegli stand.
Meta del nostro pellegrinaggio, questa volta, sarà Campagnola, dove si trova un’olma secolare. Poi ci sposteremo a Novellara per la festa di Miss Anguria.
IL LUOGO. L’olmo gigante si trova in aperta campagna, nel territorio di Campagnola Emilia, nella località Ponte Vettigano. Arrivare ai suoi piedi è piuttosto semplice, perché la presenza dell’albero, felice eccezione, è accuratamente segnalata. Quindi dalla Sp 30 basta seguire l’indicazione turistica color marrone che dice “Olma secolare”: a un certo punto l’asfalto lascia il posto ad una stradina ghiaiata sul cui lato destro, accanto ad una villetta purtroppo da tempo disabitata, svetta il patriarca.
L’ALBERO. Anche se l’albero, dopo tre secoli di vita gloriosa, è deceduto (nel 2013, causa attacco di grafiosi, un fungo che aggredisce le radici), ho scelto ugualmente di inserirlo nella mia guida. Per tre ragioni essenziali. Innanzitutto la pianta, pur decorticata e senza fronde, è ancora al suo posto e il colpo d’occhio, per chi non ha avuto la fortuna di vederla in salute, è davvero notevole: con i suoi sei metri e oltre di circonferenza, si tratta di uno degli esemplari di olmo campestre più grandi non solo d’Italia, ma dell’Europa intera. Non è un caso che il gigante reggiano sia stato tra i primi alberi monumentali ad ottenere la tutela regionale, nel lontano 1981 e rientrasse nei 20 alberi più belli d’Italia, secondo una classifica stilata dal Wwf. L’amministrazione, d’altra parte, si è dichiarata contraria al taglio dello scheletro, per mantenere il ricordo di quello che, ormai, è diventato un simbolo. Non dimentichiamo, in secondo luogo, che l’olmo era considerato un miracolo vivente, dato che ha resistito a numerosi attacchi di grafiosi, la malattia che negli ultimi trent’anni ha decimato i suoi simili. Infine l’olmo è recintato da un’elegante palizzata il legno ed è affiancato da una villetta coeva (ristrutturata e ancora in vendita) con cui forma un quadretto paesaggistico capace di restituire al visitatore l’immagine di un paesaggio bucolico in via di estinzione.
IL CIBO. Tra i numerosi appuntamenti gastronomici che si svolgono nell’area, il più interessante mi sembra Miss Anguria, che si svolge ogni fine luglio a Novellara. La festa celebra una delle eccellenze del territorio: l’anguria reggiana, di recente insignita del marchio Igp per la sua elevata qualità. Nella zona di Novellara, in particolare, questo frutto è diventato particolarmente pregiato per il suo particolare contenuto zuccherino, che gli è valso il riconoscimento del marchio De.Co.
*Scrittore e autore del progetto online “Le radici del gusto”
Meta del nostro pellegrinaggio, questa volta, sarà Campagnola, dove si trova un’olma secolare. Poi ci sposteremo a Novellara per la festa di Miss Anguria.
IL LUOGO. L’olmo gigante si trova in aperta campagna, nel territorio di Campagnola Emilia, nella località Ponte Vettigano. Arrivare ai suoi piedi è piuttosto semplice, perché la presenza dell’albero, felice eccezione, è accuratamente segnalata. Quindi dalla Sp 30 basta seguire l’indicazione turistica color marrone che dice “Olma secolare”: a un certo punto l’asfalto lascia il posto ad una stradina ghiaiata sul cui lato destro, accanto ad una villetta purtroppo da tempo disabitata, svetta il patriarca.
L’ALBERO. Anche se l’albero, dopo tre secoli di vita gloriosa, è deceduto (nel 2013, causa attacco di grafiosi, un fungo che aggredisce le radici), ho scelto ugualmente di inserirlo nella mia guida. Per tre ragioni essenziali. Innanzitutto la pianta, pur decorticata e senza fronde, è ancora al suo posto e il colpo d’occhio, per chi non ha avuto la fortuna di vederla in salute, è davvero notevole: con i suoi sei metri e oltre di circonferenza, si tratta di uno degli esemplari di olmo campestre più grandi non solo d’Italia, ma dell’Europa intera. Non è un caso che il gigante reggiano sia stato tra i primi alberi monumentali ad ottenere la tutela regionale, nel lontano 1981 e rientrasse nei 20 alberi più belli d’Italia, secondo una classifica stilata dal Wwf. L’amministrazione, d’altra parte, si è dichiarata contraria al taglio dello scheletro, per mantenere il ricordo di quello che, ormai, è diventato un simbolo. Non dimentichiamo, in secondo luogo, che l’olmo era considerato un miracolo vivente, dato che ha resistito a numerosi attacchi di grafiosi, la malattia che negli ultimi trent’anni ha decimato i suoi simili. Infine l’olmo è recintato da un’elegante palizzata il legno ed è affiancato da una villetta coeva (ristrutturata e ancora in vendita) con cui forma un quadretto paesaggistico capace di restituire al visitatore l’immagine di un paesaggio bucolico in via di estinzione.
IL CIBO. Tra i numerosi appuntamenti gastronomici che si svolgono nell’area, il più interessante mi sembra Miss Anguria, che si svolge ogni fine luglio a Novellara. La festa celebra una delle eccellenze del territorio: l’anguria reggiana, di recente insignita del marchio Igp per la sua elevata qualità. Nella zona di Novellara, in particolare, questo frutto è diventato particolarmente pregiato per il suo particolare contenuto zuccherino, che gli è valso il riconoscimento del marchio De.Co.
*Scrittore e autore del progetto online “Le radici del gusto”
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