Gazzetta di Reggio

“Guastalla a mezzanotte” tra le antiche vie ducali

“Guastalla a mezzanotte” tra le antiche vie ducali

Gran finale dell’iniziativa organizzata da Antiche Porte editrice in collaborazione con la Gazzetta

3 MINUTI DI LETTURA





GUASTALLA. Si è conclusa con il botto l’iniziativa “Reggio a mezzanotte”: percorsi guidati alla scoperta del territorio curati da Antiche Porte editrice in collaborazione con la Gazzetta di Reggio. L’ultima tappa ci ha portato fuori porta, ed esattamente a Guastalla dove oltre 200 persone, giovedì sera, hanno preso parte al “Percorso delle antiche Osterie” con gli attori di Ars Ventuno. Non solo una passeggiata ma anche un viaggio nel cibo della tradizione in sei tappe.

Tutto è partito da palazzo Ducale dove la guida Fiorello Tagliavini, responsabile dell'ufficio teatro, ha accolto i partecipanti presentando in prosa, l'iniziativa “Guastalla a Mezzanotte” dedicata al cibo. Tagliavini, che aveva in testa una bombetta rossa ha citato Roberto Montanari, prematuramente scomparso alcuni mesi fa, i cui familiari hanno voluto regalare la bombetta proveniente da New York: «Vi condurrò in un breve viaggio nel cibo della tradizione presentato nei luoghi di alcune antiche osterie che erano presenti a Guastalla nell'Ottocento, a quei tempi ve ne erano una quarantina, mi accompagnerà alla fisarmonica Aca – ha esordito Fiorello Tagliavini –. Nei sontuosi banchetti di principi illustri, nelle oscure osterie di tratturi nascosti, nei celati lupanari di amori traditi, nelle mense fumose di capanne boschive è il cibo che la fa da padrone: desiderio del ventre; delizia di gola, vagherem pellegrini con gli occhi sgranati per la fame di un tempo. Il piatto fumante; i tortelli ripieni, le tenere carni, i lardi; la polenta; i formaggi, gli gnocchi ridenti dentro rossi bollori, noi, umanità raccolta, curiosa, attenta al sapere e al sapore con palati mai stanchi, andremo ad incontrare e a cercare chi, con arte sapiente, impasta, trasforma e cucina con magica lena lievi farine, stracotti fumanti, pesci guizzati, lambruschi spumeggianti». La prima tappa all'Osteria della “Busa” in Vicolo della Morte (oggi via Nino Bixio) dove sono stati presentati i cappelletti; la seconda all'osteria del “Grapul d’uva” in via Bellaria (oggi via Trieste) con i lambruschi; terza tappa all'angolo della chiesa dell’Immacolata, all'osteria da Decimo con la presentazione del pesce di fiume e degustazione di pesciolino fritto; quarta tappa in piazza Garibaldi all'Osteria Albergo della Croce Rossa con stracotto di somarina e lesso; quinta tappa “Pia Cantina” che era in via Maria Luigia (oggi Vicolo Negri Paralupi) davanti al teatro, luogo di intellettuali come Zavattini, Bongiovanni, Mazzacurati e Ligabue, per il dolce la “Sbrisolona”. Sesta e ultima tappa nel cortile di Palazzo Ducale con l’interpretazione di tre ricette del '600 del cuoco della corte gonzaghesca Bartolomeo Stefani.

«La partecipazione alle serate sempre maggiore di interessati ci inorgoglisce – così a conclusione dell’iniziativa “Reggio a mezzanotte” l’organizzatore nonchè editore Alberto Cenci –. Visto però il numero di persone ripetere la manifestazione il prossimo anno basandosi solo sul volontariato è impensabile. Diventa indispensabile che le istituzioni culturali ci diano una mano, magari pensando ad un’edizione per i più giovani che saranno i reggiani di domani».(m.p.)

GUARDA LA FOTOGALLERYE IL VIDEOwww.gazzettadireggio.it



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google