A Gattatico riprendono gli scavi alla ricerca di Tannetum
Una platea riunita per ascoltare l’archeologo Paolo Storchi: «Ci aspettano grandi risultati»
GATTATICO. Gli scavi archeologici alla ricerca dell’antica città romana di Tannetum continueranno anche quest’anno, con nuove campagne in agosto e settembre. La volontà di continuare la prima campagna di scavi del 2016 dell’archeologo Paolo Storchi dell’Università La Sapienza di Roma, non riguarda però solo studiosi ed esperti, ma coinvolge tutta la piccola comunità di Taneto che giovedì sera si è ritrovata per ascoltare un’interessante lezione del professor Storchi e partecipare a una cena i cui proventi sono destinati a finanziare la nuova campagna di scavi.
Il lavoro dello scorso anno ha dato nuovo vigore alla voglia di ritrovare Tannetum, con gli scavi che hanno portato a ipotizzare, sulla base di rilievi fotografici, l’esistenza dei resti di un anfiteatro romano e dell’insediamento di un antichissimo villaggio di Galli Boi. I primi risultati sono incoraggianti, anche se in archeologia il condizionale è d’obbligo ma, ha detto Paolo Storchi, «ci aspetta un abbondante raccolto». A colpire è però soprattutto la mobilitazione che anima il piccolo centro di Taneto, che giovedì sera ha visto riunirsi al Circolo Arci oltre un centinaio di persone. Giovani, anziani, intere famiglie che si sono ritrovate per ascoltare l’archeologo Storchi che con passione e arguzia ha condensato in poco tempo la storia di Tannetum. Dalla sua nascita alla sua scomparsa.
Il progetto di riprendere gli scavi vede uniti i comuni di Gattatico e Sant’Ilario affiancati dal Gruppo Archeologico della Val’d’Enza che parteciperà attivamente ai lavori assieme a una dozzina di studenti provenienti dall’Università La Sapienza e dell’Università danese di Oderse. Gli scavi, ha sostenuto Paolo Storchi, avverranno in punti diversi, partendo da dove si sono arrestati nel 2016, con ritrovamenti che hanno consentito l’individuazione di quello che potrebbe essere un anfiteatro romano realizzato con materiali poveri. Ovvero ciottoli, pezzi di laterizio e legno. Se l’ipotesi sarà confermata, si tratterebbe del primo ritrovamento di un manufatto del genere in Italia.
Così come sarebbe di grande interesse archeologico il ritrovamento dei resti di un villaggio di Galli Boi, popolazione che a lungo ha resistito ai Romani. Un ritrovamento talmente importante che sarebbe in grado di fare di Taneto importanza un punto di riferimento turistico per studiosi e appassionati. Un’ipotesi che solletica particolarmente l’interesse dei due assessori alla Cultura Francesco Pulga di Gattatico e Licia Ferrari di Sant’Ilario, entrambi presenti alla serata. Un ritrovamento che sarebbe molto importante al pari della stessa individuazione dei resti di Tannetum, che inizialmente gli studi degli ultimi decenni ipotizzavano coincidesse con l’attuale Sant’Ilario. Tesi non condivisa da Paolo Storchi, archeologo molto esperto e che ha portato al ritrovamento dell’anfiteatro romano di Reggio a ridosso dei giardini pubblici.
Sulla base dei rilievi e delle mappe storiche e dei reperti ritrovati Paolo Storchi ritiene infatti che Tannetum si trovi a metà strada tra l’attuale Taneto e Sant’Ilario che invece sarebbero invece nati su necropoli romane A confermare questa ipotesi i reperti ritrovati e ora conservati in un deposito a Sant’Ilario, in attesa di realizzare un museo. Intanto gli scavi riprenderanno anche grazie all’aiuto di Italsughero di Montecchio, studio Baldi e autocarrozzeria Capelli e alla mobilitazione della popolazione di Taneto, che non solo è presente a cene e iniziative per raccogliere fondi, ma in diversi casi partecipa attivamente agli scavi.
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