In un libro la storia del Pci reggiano tra dirigenti e friggitori
di Roberto Fontanili
REGGIO EMILIA. Comandanti e soldati semplici. E se non ci sono tutti – perché ripercorrere 30 anni di storia del Pci a Reggio è opera ciclopica – ci sono in tanti. E altrettanti avranno modo di...
3 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA. Comandanti e soldati semplici. E se non ci sono tutti – perché ripercorrere 30 anni di storia del Pci a Reggio è opera ciclopica – ci sono in tanti. E altrettanti avranno modo di ritrovarsi e ritrovare tanti “amici” di oggi e del passato. O meglio compagni, come si diceva allora aprendo le riunioni in sezione. “Volti & Storie - Il Pci nei ricordi dei suoi militanti Reggio Emilia 1960 - 1990” di Giuliana Lusuardi e Dumas Iori (Vittoria Maselli Editore) non è un’opera di nostalgia, ma una interessante pubblicazione che aiuta a ricostruire la Reggio in cui le chiese erano due e a capire meglio la Reggio di oggi, spesso attraverso testimonianze dirette dei protagonisti, dirigenti e semplici militanti del Pci di fine secolo scorso. La pubblicazione non ha l’intenzione di fare la storia – questo è compito di studiosi, politologi e storici – ma fa memoria e soprattutto racconta e fa raccontare, come si dice nella seconda di copertina, «la storia di donne e uomini che hanno animato una straordinaria comunità politica e per stimolare una nuova stagione di ricerca, oltre le rimozioni o le nostalgie». La pubblicazione si snoda in tre distinte sezioni: nella prima storie e testimonianze di militanti; nella seconda immagini fotografiche, molte delle quali raccontano non solo “l’attimo fuggente”, ma anche il contesto in cui sono state scattate; e nella terza una panoramica sui segretari di federazione dal 1960 al 1991. Quando il segretario del Pci contava davvero e nelle stanze di palazzo Masdoni (da anni melanconicamente sbarrato) si decideva gran parte della politica reggiana. Dal Pci, al Comune, alla Provincia, al sindacato, alla cooperazione, quando c’era ancora quella cinghia di trasmissione che ha caratterizzato le carriere di tanti dirigenti del Pci (ma anche di Psi e Dc) reggiani. Giuliana Lusuardi, che è docente di Lettere all’istituto Einaudi di Correggio, e Dumas Iori militante da sempre (dal Pci al Pd di oggi) e presidente della Fondazione Reggio Tricolore, (l’immobiliare ex Ds, ma anche centro studi e formazione politica) hanno scelto di far parlare i protagonisti di quegli anni e di affidare in molti casi a Lorenzo Capitani il compito di raccontare chi non c’è più. La pubblicazione non ha la presunzione di compiere un’analisi critica sul Pci reggiano (e la dicitura “Volume 1” sta a significare l’intenzione di proseguire questo lavoro), ma ha il merito di ricordare chi con convinzione profonda si è speso per un’idea. A fianco delle figure di maggior rilievo politico, il libro ricorda l’impegno disinteressato, ma convinto, dei tanti friggitori di gnocco, dei volontari delle feste e dei diffusori de l’Unità. Donne e uomini per i quali impegno politico e solidarietà spesso erano tutt’uno. Come hanno giustamente sottolineato Dumas Iori e Giuliana Lusuardi nella loro prelazione: «Non siamo certo così ingenui da negare momenti di seria conflittualità, specialmente quando si coglieva la necessità di un ricambio nei gruppi dirigenti. Ma l’impressione, forte, di una comunità che si riteneva tale, rimane».
Roberto Fontanili
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Roberto Fontanili
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
