Gazzetta di Reggio

Jennifer Bezzi canta l’amore per la sua Reggio Emilia

di MARTINA RICCÒ
Jennifer Bezzi canta l’amore per la sua Reggio Emilia

Ha vent’anni e nessuna voglia di lasciare la città: «Qui la mia prima impronta» Il video di “Ovunque andrò sarò straniera” online sul sito della Gazzetta

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«Prometto che ovunque andrò, sarò straniera». A dirlo – anzi, cantarlo – è Jennifer Bezzi, una giovane musicista talmente innamorata di Reggio Emilia da dedicarle una canzone. «Ci sono tanti amori nella vita – spiega la ventenne – l’amore per un figlio, per la madre, per la fidanzata o il fidanzato, l’amore per gli animali, la natura e chi più ne ha più ne metta. Ma c’è un amore bellissimo, particolare, che mi colpisce allo stomaco: l’amore che ho per la mia città. Qui ho lasciato la mia prima impronta».

Mentre tutti sognano di andarsene, lei canta il bello di restare. Come mai?

«Sono legata a Reggio e non riuscirei ad andare a vivere da nessun’altra parte. Amo viaggiare per due motivi: il primo è che mi piace partire per scoprire posti nuovi e culture diverse; il secondo è quella frenesia, quel bisogno di tornare a casa che sento ogni volta».

Cosa le manca in particolare?

«Le piccole cose: il bar dove prendo il caffè, la campagna, il centro storico, il Chierici, dove ho studiato moda, e casa mia, a Rubbianino. Ma dai messaggi che ricevo ho capito di non essere l’unica: sono tanti i reggiani che amano Reggio».

Non cambierebbe niente della città?

«Solo una cosa: ci sono poche opportunità per i giovani artisti. E quelle che ci sono, sono poco pubblicizzate».

Com’è nata la canzone? Il testo è suo?

«Sì, scrivo io tutti i testi delle mie canzoni. A volte parto dalla musica, che ho imparato a suonare da autodidatta, a volte dalle parole. Seguo l’ispirazione. Il testo di “Ovunque andrò sarò straniera” l’ho scritto in pochi minuti: stavo prenotando un viaggio, ho sentito una forte nostalgia per Reggio ed è nata la canzone».

Il motore è sempre l’amore?

«Spesso. Un’altra canzone a cui sono molto affezionata è quella che ho scritto per i miei nonni, s’intitola “Amelie”: mio nonno era morto da un paio di giorni, mia nonna, a cui sono legatissima, ha avuto un cedimento, ho sentito il bisogno di raccontare l’amore tra nipoti e nonni».

Musicista a tempo pieno?

«Da un annetto sì. Sto mettendo anima, cuore, tempo e soldi (perché per lavorare bene ce ne vogliono) in questo progetto. Sto lavorando con un produttore e arrangiatore di Modena, Luca Zannoni. Tra di noi c’è un’intesa musicale molto forte, lavoriamo ininterrottamente senza stancarci mai».

A cosa state lavorando al momento?

«A una canzone che mi è stata ispirata da una persona a me molto cara, che ha perso sua mamma. Mi sono immedesimata, come se avessi preso tutto il suo dolore. Ci sarà anche un assolo di Marco Formentini, chitarrista di Lucio Dalla. E poi entro l’anno nuovo uscirà l’album».

Il suo sogno?

«Riuscire a vivere di musica, fare concerti, arrivare in alto».

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