Gazzetta di Reggio

Inizia la vendemmia degli acini “preziosi”

di Claudio Corradi
Inizia la vendemmia degli acini “preziosi”

Raccolta in anticipo di 15 giorni rispetto alla norma, come nel 2007  Ancellotta e Lambruschi in calo, saliranno i listini prezzi dei vini

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REGGIO EMILIA. Anticipo di maturazione delle uve di una settimana e straordinaria qualità delle produzioni. Questo è il quadro della situazione che si presenta nei vigneti della nostra provincia all’immediata vigilia della vendemmia 2017.

A partire dai primi giorni della prossima settimana, con l’inizio della raccolta dell’Ancellotta, una delle varietà più importanti del nostro territorio che da sola rappresenta oltre il 50% della produzione locale, i viticoltori reggiani inizieranno a raccogliere i frutti di una intera annata di lavoro fra i filari. Quella di quest’anno è una vendemmia particolarmente attesa perché caratterizzata da una serie di eventi anomali che sicuramente la renderanno indimenticabile e singolare. Temperature massime insistentemente al di sopra della media, insieme ad una acuta siccità e alla totale assenza di precipitazioni, sono state il minimo comune denominatore su tutto il territorio provinciale. Un clima che ha reso indispensabili e fondamentali le irrigazioni di soccorso, possibili in pianura grazie ad una efficiente rete di bonifica che ha permesso di portare a buon fine la maturazione dei grappoli. La qualità delle produzioni si presenta eccelsa grazie anche alle recenti diminuzioni delle temperature minime notturne che, determinando forti escursioni termiche fra il giorno e la notte, hanno favorito una maturazione al meglio di ogni attesa.

Maturazione che arriva prima della fine del mese di agosto proprio come accadde nel 2007. Una maturazione che rispetto a quella già di per sè precoce della passata stagione è in anticipo di una settimana ma che rispetto alla norma lo è addirittura di 15 giorni. Ma l’esito più atteso di questa vendemmia resta il risultato quantitativo che, a detta dei servizi agronomici delle cantine del territorio, sarà fortemente penalizzato dai danni delle brinate di fine aprile. Ammanchi produttivi molto variabili sul territorio che raggiungeranno anche il 50% nelle aree a ridosso della via Emilia e nella zona pedecollinare. Questi si andranno a sommare ad una minore resa produttiva generalizzata, stimata in un 10-15% dovuta a un germogliamento e a una allegagione difforme a seguito di una annata fortemente produttiva ed una primavera particolarmente asciutta. Gli addetti ai lavori sostengono che l’ammanco produttivo potrebbe essere tale da far sì che la produzione viticola complessiva dell’intero territorio provinciale quest’anno fatichi a raggiungere il milione di quintali di uva rispetto ai 1.623.750 della vendemmia 2016. Mancheranno sia l’Ancellotta che i Lambruschi, il cui calo di disponibilità in vino sarà appesantito dalle rese ridotte che si registreranno anche nel modenese. In conseguenza dell’effettiva minore produzione, che fra pochissimi giorni sarà quantificabile in modo oggettivo, si dovrà iniziare a gestire l’incremento della domanda ed il conseguente atteso innalzamento dei listini che, viste le premesse, sarà inevitabile pur se insufficiente a compensare la diminuzione della produzione lorda vendibile aziendale.

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