La favola di Marastoni da parrucchiere a “Patron”
di Martina Riccò
Da trent’anni si occupa di concorsi di bellezza ed eventi di moda e spettacolo Ha inventato Mister Italia e Miss Grand Prix di cui stasera si disputano le finali
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REGGIO EMILIA . È nato come parrucchiere, ma tutti lo conoscono come “Il patron”. Dopo aver pettinato vip e modelle per anni – sue tante delle acconciature sfoggiate sul palco dell’Ariston in occasione dei Festival di Sanremo – Claudio Marastoni, reggiano doc, è diventato manager e produttore di eventi di moda e spettacolo a livello nazionale, scoprendo molti “saranno famosi” e creando format di successo come Miss Grand Prix e Mister Italia, di cui stasera si disputeranno le finali ad Alba Adriatica (in diretta televisiva).
Da parrucchiere a organizzatore di eventi, come?
«Pettinavo i vip e pian piano sono entrato nel mondo dello spettacolo. Nel 1988 ho smesso di acconciare i capelli e ho iniziato ad affiancare amici nell’organizzazione di eventi, poi sono partito nella mia avventura in solitaria: con la Claudio Marastoni Communication, che quest’anno compie 30 anni, ho creato Miss Grand Prix, concorso di bellezza legato ai motori, l’unico vero rivale di Miss Italia».
Chi è passato sulle sue passerelle?
«Tante bellissime ragazze che poi sono diventate modelle, attrici e soubrette. Mi vengono in mente Alessia Merz, Edelfa Chiara Masciotta, Tessa Gelisio, Raffaella Fico...».
Questo sul fronte femminile. Ma con Mister Italia ha lanciato anche tanti uomini...
«Il concorso c’era già, ma era organizzato da persone che non facevano questo lavoro di professione. Quando abbiamo deciso di occuparcene, abbiamo cambiato il nome e lo abbiamo trasformato nell’unico concorso di bellezza maschile di un certo livello. Sono stati Mister Italia Gabriel Garko, Ettore Bassi, Giuseppe Convertini. Tra gli ultimi Raffaello Balzo, Giuseppe Lago, Luca Onestini (tronisti di Uomini e Donne) e Paolo Crivellin, ancora in carica».
Com’erano prima di diventare famosi? O meglio, sono cambiati dopo esserlo diventati?
«In generale erano tutti umili e timidi, poi con la notorietà hanno cambiato personalità, sono diventati un po’... particolari. Ma fa parte del gioco. La maggior parte, comunque, si ricorda di noi, ci è riconoscente».
Con Instagram e Facebook il suo lavoro è cambiato? Ormai i ragazzi e le ragazze riescono a farsi conoscere autonomamente, senza concorsi...
«Una volta per emergere bisognava presentarsi ai concorsi di bellezza, adesso ci sono i social network. Anche per questo abbiamo deciso di aggiornare Miss Grand Prix e Mister Italia, usando gli hashtag al posto dei soliti numerini per esempio».
Nota delle differenze tra le miss e i mister di un tempo e quelli di adesso?
«No, la speranza è sempre la stessa: vincere. Tutti dicono di partecipare ai concorsi per gioco, ma non è vero: altrimenti non perderebbero tempo e soldi per andare alle selezioni. Per loro è già un lavoro, ed è giusto così».
Qualche finalista reggiano ad Alba Adriatica?
«Guenda Montanari e Alessia Belloni sono state eliminate nelle semifinali. Mentre sono ancora in gara Mirko Cusato (24 anni di Boretto), Mohamed Chiki (23 anni di Reggio) e Dario Romoli (31 anni di Casalgrande). Vedremo se uno di loro sarà Mister Italia».
Da parrucchiere a organizzatore di eventi, come?
«Pettinavo i vip e pian piano sono entrato nel mondo dello spettacolo. Nel 1988 ho smesso di acconciare i capelli e ho iniziato ad affiancare amici nell’organizzazione di eventi, poi sono partito nella mia avventura in solitaria: con la Claudio Marastoni Communication, che quest’anno compie 30 anni, ho creato Miss Grand Prix, concorso di bellezza legato ai motori, l’unico vero rivale di Miss Italia».
Chi è passato sulle sue passerelle?
«Tante bellissime ragazze che poi sono diventate modelle, attrici e soubrette. Mi vengono in mente Alessia Merz, Edelfa Chiara Masciotta, Tessa Gelisio, Raffaella Fico...».
Questo sul fronte femminile. Ma con Mister Italia ha lanciato anche tanti uomini...
«Il concorso c’era già, ma era organizzato da persone che non facevano questo lavoro di professione. Quando abbiamo deciso di occuparcene, abbiamo cambiato il nome e lo abbiamo trasformato nell’unico concorso di bellezza maschile di un certo livello. Sono stati Mister Italia Gabriel Garko, Ettore Bassi, Giuseppe Convertini. Tra gli ultimi Raffaello Balzo, Giuseppe Lago, Luca Onestini (tronisti di Uomini e Donne) e Paolo Crivellin, ancora in carica».
Com’erano prima di diventare famosi? O meglio, sono cambiati dopo esserlo diventati?
«In generale erano tutti umili e timidi, poi con la notorietà hanno cambiato personalità, sono diventati un po’... particolari. Ma fa parte del gioco. La maggior parte, comunque, si ricorda di noi, ci è riconoscente».
Con Instagram e Facebook il suo lavoro è cambiato? Ormai i ragazzi e le ragazze riescono a farsi conoscere autonomamente, senza concorsi...
«Una volta per emergere bisognava presentarsi ai concorsi di bellezza, adesso ci sono i social network. Anche per questo abbiamo deciso di aggiornare Miss Grand Prix e Mister Italia, usando gli hashtag al posto dei soliti numerini per esempio».
Nota delle differenze tra le miss e i mister di un tempo e quelli di adesso?
«No, la speranza è sempre la stessa: vincere. Tutti dicono di partecipare ai concorsi per gioco, ma non è vero: altrimenti non perderebbero tempo e soldi per andare alle selezioni. Per loro è già un lavoro, ed è giusto così».
Qualche finalista reggiano ad Alba Adriatica?
«Guenda Montanari e Alessia Belloni sono state eliminate nelle semifinali. Mentre sono ancora in gara Mirko Cusato (24 anni di Boretto), Mohamed Chiki (23 anni di Reggio) e Dario Romoli (31 anni di Casalgrande). Vedremo se uno di loro sarà Mister Italia».
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