Gazzetta di Reggio

La musica di Youthless emigra oltre il Secchia

La musica di Youthless emigra oltre il Secchia

Sabato il “Meeting People Is Easy” a Fiorano Modenese

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REGGIO EMILIA. Da Reggio al modenese, per un omaggio a un pezzo di storia rock emiliana. Dopo nove edizioni consecutive ospitate a Festareggio, nel 2017 il reggianissimo festival di musica indie “Meeting People Is Easy”, organizzato dalla fanzine Youthless, ha traslocato superando il Secchia. L’edizione di quest’anno si terrà infatti domenica 10 settembre a Fiorano Modenese, nell’ultimo giorno della festa organizzata per omaggiare i quarant’anni di vita di Antenna Uno, una delle prime e più conosciute radio rock emiliano-romagnole. Il nome di punta è quello dei correggesi Gazebo Penguins.

Un passaggio dovuto alla difficoltà nell’incastrare il festival nel cartellone di Festareggio unito all’interessamento modenese, in vista di una ricorrenza davvero speciale. «Da Antenna Uno ci hanno fatto presente questa possibilità che ci ha subito interessato, è un anniversario importante per una radio storica che ha fatto crescere tante realtà emiliane», racconta il responsabile di Youthless Enrico Rossi.

Quest’anno Fiorano. E nel 2018?

«Chi vivrà vedrà, intanto ci interessa fare bene in questa annata».

Ci saranno novità rispetto al passato?

«No, a parte il cambio di sede il festival rimane lo stesso, non viene snaturato, anzi per certi versi ne guadagna».

Quindi cosa ci aspetta il 10 settembre?

«L’idea rimane sempre quella di mostrare uno spaccato del panorama indipendente italiano, affiancandolo a generi un po’ diversi. Quest’anno abbiamo voluto inserire Bruno Belissimo, produttore di musica funk, di groove, suonata dal vivo».

Si va a caccia di novità?

«Beh, già in passato abbiamo anticipato diverse cose. Abbiamo avuto i Thegiornalisti ben prima che spopolassero, nel 2016 abbiamo chiamato Motta prima della sua esplosione, prima richiamammo i Gang of Four. Diciamo che cerchiamo di avere un occhio attento a quello che sta per accadere».

Il cartellone come si completa?

«Con Tobijah, progetto solista di un componente dei C+c=Maxigross e con due gruppi emiliani».

Chi sono?

«I Catalog di Reggio Emilia, che ad ottobre esordiranno con un album pubblicato dall’etichetta Santeria, e con la modenese Her Skin, che ha vinto l’ultima edizione del festival Daolio».

Siete alla prima edizione fuori da Reggio. Che pubblico vi aspettate?

«Ci piacerebbe che arrivassero dei reggiani, ovviamente, noi siamo nati lì e il legame rimane forte. Ma come nelle altre annate speriamo ci sia un pubblico di tutta la regione, che arriva per seguire band che già conosce o, meglio ancora, per venire a scoprire qualche nuovo gruppo che ancora non ha ascoltato».

A questo proposito, siete contenti dei nomi in cartellone?

«Sì, rispetto alla formula degli ultimi anni manca una band straniera, ma settembre è un mese complicato da questo punto di vista. I tour estivi sono appena finiti, i locali sono ancora chiusi e quindi i tour al chiuso non ci sono. Diventa un po’ complesso riuscire a incastrare tutti questi elementi e chiamare band straniere».

Prima volta fuori Reggio e fuori Festareggio. Cosa dice al riguardo?

«La nostra assenza è stata notata, in tanti ci hanno scritto per chiedere dettagli su cosa fosse successo. Per anni il nostro festival ha coperto una nicchia della proposta indie che, forse, nel 2017 a Festareggio è rimasta scoperta. Non ci trovo particolare ricercatezza diciamo». (adr.ar.)



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