Festivaletteratura a Mantova Cinque giorni con gli scrittori
Inizia oggi la 21esima edizione della manifestazione dedicata a prosa e poesia Tra gli ospiti internazionali il Premio Pulitzer Hisham Matar ed Elizabeth George
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MANTOVA. Immigrazione, Islam, rivoluzioni, Europa, finzioni, clima, sport, donne.
Sono solo alcuni dei temi che, da oggi a domenica, saranno sviscerati e affrontati a Mantova, in occasione del 21esimo Festivaletteratura.
Uno dei temi centrali di questa edizione è quello relativo alle storie di chi ha perduto la propria terra. La condizione di profugo, così drammaticamente alla ribalta nella cronaca dell’attualità, accomuna molti degli autori stranieri presenti, che proprio nella narrativa trovano un territorio di approdo per tentare un riscatto, reinterpretare il proprio destino, cercare di disegnare una nuova identità. Tra questi vanno citati il libico Hisham Matar, premio Pulitzer 2017 per l’autobiografia; Kim Thúy, scrittrice naturalizzata canadese fuggita dal Vietnam nella stagione dei boat people; Madeleine Thien, figlia di esuli cambogiani; Tash Aw, giovane autore britannico di origini malesi, le cui storie ripercorrono intere genealogie di migrazioni dall’Oriente profondo verso l’Occidente. Sono le guerre di oggi e di ieri a fare da sfondo a narrazioni sospese tra autobiografia, indagine documentaria, saga familiare, romanzo generazionale e portate al Festival da scrittori come il pluripremiato autore angolano José Eduardo Agualusa, l’indonesiano Eka Kurniawan, il poeta ed esule siriano Faraj Bayrakdar. Le guerre lanciate dall’Occidente contro il terrorismo verranno rilette attraverso gli occhi dei soldati nel dialogo tra l’inglese Harry Parker e lo statunitense Brian Turner, reduci rispettivamente delle campagne in Afghanistan e in Iraq. Al racconto della guerra e dell’esilio si accompagna all’interno del programma una riflessione sulle tensioni che attraversano il mondo musulmano e sul variegato fronte dei movimenti terroristici che destabilizzano Oriente e Occidente. Tra i vari interventi ci sarà quello di Joby Warrick, giornalista del Washington Post e due volte premio Pulitzer, che ripercorrerà la vicenda dell’Isis.
Un occhio di riguardo questa edizione di Festivaletteratura lo riserva a la “questione europea” e si terrà un focus in tre tappe dedicato al centenario della Rivoluzione d’Ottobre dal titolo “letteratura e rivoluzioni. Che fare?”. Gli scrittori che quest’anno giungeranno a Mantova si dimostrano tra i più propensi a muoversi liberamente tra canoni, forme e registri espressivi, arrivando a esiti narrativi sempre più ibridi e contaminati, meno riconoscibili e straordinariamente efficaci. Alle donne sarà dedicata l’intera serie dei “Processi”, la riapertura di storici casi giudiziari attraverso documenti archivistici.
Non mancherà poi lo spazio riservato agli appassionati di giallo: Elizabeth George, vero pezzo da novanta della letteratura del brivido, sarà una delle protagoniste più attese di questa edizione. A lei si affiancano Patrick Manoukian (autore, con lo pseudonimo di Ian Manook, delle indagini del commissario Yeruldelgger) e, tra gli autori italiani, Loriano Macchiavelli e Carlo Lucarelli. Bambini e ragazzi, infine, avranno quest’anno una casa tutta loro: la Casa del Mantegna si trasformerà infatti in uno spazio-museo-laboratorio a più piani, vero e proprio condominio creativo.
Programma completo su www.festivaletteratura.it.
Sono solo alcuni dei temi che, da oggi a domenica, saranno sviscerati e affrontati a Mantova, in occasione del 21esimo Festivaletteratura.
Uno dei temi centrali di questa edizione è quello relativo alle storie di chi ha perduto la propria terra. La condizione di profugo, così drammaticamente alla ribalta nella cronaca dell’attualità, accomuna molti degli autori stranieri presenti, che proprio nella narrativa trovano un territorio di approdo per tentare un riscatto, reinterpretare il proprio destino, cercare di disegnare una nuova identità. Tra questi vanno citati il libico Hisham Matar, premio Pulitzer 2017 per l’autobiografia; Kim Thúy, scrittrice naturalizzata canadese fuggita dal Vietnam nella stagione dei boat people; Madeleine Thien, figlia di esuli cambogiani; Tash Aw, giovane autore britannico di origini malesi, le cui storie ripercorrono intere genealogie di migrazioni dall’Oriente profondo verso l’Occidente. Sono le guerre di oggi e di ieri a fare da sfondo a narrazioni sospese tra autobiografia, indagine documentaria, saga familiare, romanzo generazionale e portate al Festival da scrittori come il pluripremiato autore angolano José Eduardo Agualusa, l’indonesiano Eka Kurniawan, il poeta ed esule siriano Faraj Bayrakdar. Le guerre lanciate dall’Occidente contro il terrorismo verranno rilette attraverso gli occhi dei soldati nel dialogo tra l’inglese Harry Parker e lo statunitense Brian Turner, reduci rispettivamente delle campagne in Afghanistan e in Iraq. Al racconto della guerra e dell’esilio si accompagna all’interno del programma una riflessione sulle tensioni che attraversano il mondo musulmano e sul variegato fronte dei movimenti terroristici che destabilizzano Oriente e Occidente. Tra i vari interventi ci sarà quello di Joby Warrick, giornalista del Washington Post e due volte premio Pulitzer, che ripercorrerà la vicenda dell’Isis.
Un occhio di riguardo questa edizione di Festivaletteratura lo riserva a la “questione europea” e si terrà un focus in tre tappe dedicato al centenario della Rivoluzione d’Ottobre dal titolo “letteratura e rivoluzioni. Che fare?”. Gli scrittori che quest’anno giungeranno a Mantova si dimostrano tra i più propensi a muoversi liberamente tra canoni, forme e registri espressivi, arrivando a esiti narrativi sempre più ibridi e contaminati, meno riconoscibili e straordinariamente efficaci. Alle donne sarà dedicata l’intera serie dei “Processi”, la riapertura di storici casi giudiziari attraverso documenti archivistici.
Non mancherà poi lo spazio riservato agli appassionati di giallo: Elizabeth George, vero pezzo da novanta della letteratura del brivido, sarà una delle protagoniste più attese di questa edizione. A lei si affiancano Patrick Manoukian (autore, con lo pseudonimo di Ian Manook, delle indagini del commissario Yeruldelgger) e, tra gli autori italiani, Loriano Macchiavelli e Carlo Lucarelli. Bambini e ragazzi, infine, avranno quest’anno una casa tutta loro: la Casa del Mantegna si trasformerà infatti in uno spazio-museo-laboratorio a più piani, vero e proprio condominio creativo.
Programma completo su www.festivaletteratura.it.
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