La nuova vita dei nonni grazie a Vinci
Il fumettista reggiano racconta la passione degli anziani tra nostalgia e risate
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REGGIO EMILIA. Il sesso e la passione, un piacere e un diritto per tutti. Anche per anziane e anziani.
Tocca un tema delicato, coperto da sempre da una coltre di pudore misto a perbenismo e pregiudizi, l’ultimo lavoro a fumetti dell’artista reggiano Tonio Vinci. “Nonni”, una graphic novel uscita da poche settimane per la casa editrice Tunué, è una bella e toccante narrazione «sulla voglia di essere vivi finché si è in vita». Fra risate, pensieri “sporchi” e uno sguardo affettuoso sul mondo e sui suoi abitanti, Vinci racconta la storia di Sandro, un 72enne postino in pensione rimasto vedovo di Lidia, morta improvvisamente. Per l’uomo è la fine della sua esistenza per come l’aveva conosciuta. Lidia era stata al suo fianco dai tempi della scuola, da decenni le loro vite si sono mosse in sincrono e ora Sandro è una persona spaesata, alle prese con una routine sempre più malinconica. Questo finché non scopre un mondo a lui sconosciuto, quello di anziani che non rinunciano alle passioni e al sesso, adattandosi ai mutamenti portati dall’età. Viene notato a un funerale, e dove altrimenti?, e invitato a frequentare un circolo dove diventa preda di diverse donne a caccia di un nuovo partito. Il risultato è una nuova vita, con momenti di leggerezza in cui il sesso gioca un ruolo importante, con un nuovo grande amore da cui farsi travolgere. E con tanti momenti di volontaria e involontaria comicità. Queste persone conoscono la loro anagrafe e i loro decadimenti, ma non si fanno fermare. Almeno non del tutto, anche se le inevitabili buche di cupezza e tristezza nel loro caso diventano ancora più cupe e profonde, un’occasione per affrontare la vita passata, i rimorsi e soprattutto i rimpianti per le occasioni a cui si è detto no. La nostalgia, la più dolce delle armi a doppio taglio, si mischia a una gioiosa voglia di continuare a vivere, grazie al tratto volutamente grottesco ed esagerato di Vinci, che non rinuncia a descrivere i corpi nei loro ultimi anni. Niente bicipiti pompati e donne formose, in queste. Di vita, in compenso, se ne trova tanta, ritratta con vigore e dolcezza. Bravi nonni, bravo Vinci. (adr.ar.)
Tocca un tema delicato, coperto da sempre da una coltre di pudore misto a perbenismo e pregiudizi, l’ultimo lavoro a fumetti dell’artista reggiano Tonio Vinci. “Nonni”, una graphic novel uscita da poche settimane per la casa editrice Tunué, è una bella e toccante narrazione «sulla voglia di essere vivi finché si è in vita». Fra risate, pensieri “sporchi” e uno sguardo affettuoso sul mondo e sui suoi abitanti, Vinci racconta la storia di Sandro, un 72enne postino in pensione rimasto vedovo di Lidia, morta improvvisamente. Per l’uomo è la fine della sua esistenza per come l’aveva conosciuta. Lidia era stata al suo fianco dai tempi della scuola, da decenni le loro vite si sono mosse in sincrono e ora Sandro è una persona spaesata, alle prese con una routine sempre più malinconica. Questo finché non scopre un mondo a lui sconosciuto, quello di anziani che non rinunciano alle passioni e al sesso, adattandosi ai mutamenti portati dall’età. Viene notato a un funerale, e dove altrimenti?, e invitato a frequentare un circolo dove diventa preda di diverse donne a caccia di un nuovo partito. Il risultato è una nuova vita, con momenti di leggerezza in cui il sesso gioca un ruolo importante, con un nuovo grande amore da cui farsi travolgere. E con tanti momenti di volontaria e involontaria comicità. Queste persone conoscono la loro anagrafe e i loro decadimenti, ma non si fanno fermare. Almeno non del tutto, anche se le inevitabili buche di cupezza e tristezza nel loro caso diventano ancora più cupe e profonde, un’occasione per affrontare la vita passata, i rimorsi e soprattutto i rimpianti per le occasioni a cui si è detto no. La nostalgia, la più dolce delle armi a doppio taglio, si mischia a una gioiosa voglia di continuare a vivere, grazie al tratto volutamente grottesco ed esagerato di Vinci, che non rinuncia a descrivere i corpi nei loro ultimi anni. Niente bicipiti pompati e donne formose, in queste. Di vita, in compenso, se ne trova tanta, ritratta con vigore e dolcezza. Bravi nonni, bravo Vinci. (adr.ar.)
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