In viaggio come Argonauti con il Teatro dell’Orsa
Reggio Emilia, nelle vie della città uno spettacolo itinerante per pensare un altro mondo
REGGIO EMILIA. Cinquanta attori di nove nazionalità. Un bus, o meglio un “Argobus”, che attraverserà la città toccando parchi, quartieri e strade. E poi il pubblico, che salirà a bordo, scenderà, lasciandosi guidare fino alla distruzione della paura dell’altro. Quella in scena sabato 16 settembre a Reggio è un’utopia che grazie al Teatro dell’Orsa diventa realtà.
Il viaggio di Argonauti, progetto segnalato dal Consiglio d’Europa nel focus Cités interculturelles tra gli eventi che contribuiscono concretamente a fare intercultura nel continente, partirà alle 21 dal Parco del Popolo (con l’Appello di Giasone) per poi approdare alle 21.30 in via Roma, Ghirba Gabella, cortile Camera del Lavoro. Alle 22 si arriverà in via Turri e piazza Domenica Secchi , e alle 22.30 in via Terrachini e La Polveriera (con Il vello d’oro).
Il corteo, formato da pubblico e attori, verrà accompagnato dalle musiche suonate dal vivo dalla Banda della Colchide diretta da Gaetano Nenna. La direzione vocale è di Antonella Talamonti che darà corpo alle performance dei cori. Le scenografie e le installazioni sono concepite dall’artista visivo Michele Ferri e realizzate da Franco Tanzi in collaborazione con la Cooperativa Nessuno escluso. Sarà possibile seguire lo spettacolo sull’Argobus, o a piedi nella grande marcia degli Argonauti con le barche realizzate nei laboratori aperti alla cittadinanza. Lo spettacolo itinerante torna in città dopo il debutto di luglio, accolto con grande entusiasmo.
«È un viaggio attraverso i confini visibili e invisibili di una città – spiega Monica Morini del Teatro dell’Orsa –. Un ponte tra giovani nati in Italia e altri che hanno attraversato sette Paesi per arrivare fino al nostro. Argonauti è un’utopia che ci dice che un altro mondo è possibile. È una festa, un rito, una zattera di senso in un tempo in cui la paura dell’altro e la chiusura culturale mettono a rischio il senso di umanità che ci dovrebbe guidare. Raccontare ancora una volta il mito degli Argonauti significa ricordarci le radici di una cultura, quella della antica Grecia, per la quale lo straniero rappresentava Zeus in persona».
«Un Argobus, moderna nave con a bordo il pubblico accompagnato da attori e musicisti, italiani e giovani immigrati – continua Bernardino Bonzani del Teatro dell’Orsa – approda nei luoghi dove più alte sono le tensioni di convivenza sociale, portando narrazioni, racconti, performance, musica, dialoghi e saperi tra culture. Un viaggio che nelle fermate coinvolge chi sta intorno».
La performance itinerante Argonauti è la conclusione di un articolato, omonimo progetto, risultato vincitore del bando MigrArti 2017 del Mibact (Ministero beni artistici culturali e del turismo), che si è sviluppato nei mesi scorsi attraverso un fitto calendario di spettacoli, incontri e laboratori. Ideato e diretto da Bernardino Bonzani, Monica Morini e Annamaria Gozzi, lo spettacolo vede in scena un gruppo di giovani narratori, immigrati di seconda generazione, migranti e rifugiati: «Sull’Argobus – spiegano gli ideatori – una ciurma di attori e musicisti, giovani appena migrati, di seconda generazione o di generazioni più antiche. Ogni tappa è l’occasione di incontro, di relazione col presente e col passato: le radici, le antenate e gli antenati, i protagonisti di oggi, le contraddizioni, gli inciampi, le esperienze condivise, i desideri di futuro».
«La replica – conclude Annamaria Gozzi – offrirà a pubblico, critici e operatori che non avevano avuto la possibilità di partecipare al debutto in luglio, di condividere questo gesto poetico e politico. Nella fiducia che sarà possibile riproporre l’esperienza in altre città italiane». Domenica alle 11 è previsto negli spazi di Hortus al Parco Cervi (via Panciroli 12 a Reggio) un dialogo sul teatro sociale d’arte a partire dal libro “Che c’è da guardare?” del critico e saggista Andrea Porcheddu (Edizioni Cue Press, 2017). L’ingresso sia allo spettacolo che all’incontro è libero e gratuito. Seguirà ristoro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
