I Nomadi nei teatri: «È il nostro debutto»
Reggio Emilia, Beppe Carletti: «Dopo mezzo secolo di stadi arriva una nuova sfida»
REGGIO EMILIA. I Nomadi si danno al teatro. Non per recitare, ma perché, per la prima volta nella loro lunghissima carriera, dall’inizio del prossimo anno si esibiranno anche nei teatri. Lo ha annunciato il loro leader, Beppe Carletti, a margine dell’incontro che si è svolto giovedì nella residenza municipale reggiana durante il quale è stata presentata la serata benefica a favore dell’Aism (Associazione italiana sclerosi multipla) reggiana dove il 2 ottobre il complesso novellarese sarà l’indubbia attrazione al Palabigi di via Guasco.
«Ebbene sì – ha spiegato Carletti – ora andremo anche a teatro... In realtà a noi sono sempre piaciuti gli spazi aperti, le arene, i campi sportivi, dove le grandi platee respirano contemporaneamente aria e musica. Tanto che definisco le nostre performance non dei concerti, ma delle serate di gioia. Sono reduce proprio da una tournée di questo genere che si è articolata in quasi sessanta città di ogni regione lungo tutta la penisola e la completeremo nelle prossime settimane. Poi ci prenderemo un po’ di riposo nel corso dell’inverno prima appunto di iniziare, dal 2018, questo inedito tour teatrale che rappresenta una nuova sfida».
Cambia la scena ma non cambiano i protagonisti. Ma i Nomadi non si stancano mai?
«Per quanto mi riguarda, non cambierei mestiere per nulla al mondo. È la mia passione, la mia famiglia, l’essenza della mia vita. Ho iniziato negli anni Sessanta con le balere, poi con l’arrivo dei dj pensavo finisse tutto. E invece eccoci qua accolti sempre con grande entusiasmo. Quando sono sul palco e ci applaudono i fan mi danno la carica, mi fanno sorridere».
A breve la serata di beneficenza dell’Aism.
«Sì, il 2 ottobre. Abbiamo aderito perché ci sembra un bel modo di sensibilizzare la gente a un problema che tocca tante famiglie. Chi può deve dare. Noi lo facciamo con la musica e con il cuore».
Ci sarà anche il vostro nuovo cantante?
«Certo. Jury Cilloni, modenese di Montese, ci è stato segnalato per la sua bravura e lo ha dimostrato subito entrando in perfetta sintonia con la band. D’altra parte cantava già cover della nostra band. Per lui è stata una occasione che ha colto al volo, come un passaggio dal calcio dilettantistico al professionismo».
Ma Beppe Carletti avrebbe potuto fare altro nella vita?
«Ci ho pensato spesso ma non credo sarebbe stato possibile. Ho iniziato la mia professione quando avevo 16 anni e non mi sono mai stancato. Ci ho creduto anche se all’inizio non sapevo se ero abbastanza bravo».
E fino a quando continuerà?
«Finché mi divertirò. La musica regala emozioni a chi la fa e a chi la riceve, fa bene al cuore e all’anima. Io ci credo».